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Paradigma generazionale: Status ascritti e status acquisiti

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matisseUno spunto riflessivo sul modo in cui gli individui tessono le loro relazioni con lo scopo di ottenere un riconoscimento sociale seppur  all'interno di un paradigma generazionale preconfezionato di controllo sociale delle menti e dei corpi.


Paradigma generazionale: Status ascritti e status acquisiti

I primi formalmente hanno visto perdere il loro peso con l'inizio delle società moderne e industrializzate, con l'ascesa del processo di secolarizzazione, di individualizzazione, e di occidentalizzazione secondo il quale il "che fai" acquisito dovrebbe prevalere sul  "chi sei" anagrafico. Ciò potenzialmente consentiva a tutti gli individui l'accesso ad una ascesa sociale canalizzata, prima riservata soltanto ad una ristretta cerchia di persone.

Ma a prescindere dalle questioni riguardanti lo status e la  posizione sociale degli individui, l'anagrafe nella sua accezione filosofica, continua a svolgere la funzione per cui era nata, quella cioè di mantenere un ordine spazio temporale simbolico di controllo sociale e di riduzione di complessità del mondo e delle possibili interazioni sociali degli individui che ne fanno parte. La variabile è il modello culturale generazionale di riferimento, dove gli imperativi sociali e morali sono l'omologazione, la riproduzione ed il mantenimento di una struttura latente di schemi comportamentali standardizzati definibili e controllabili, che seppure differenti, sono inseriti all’ interno di un paradigma securitario strutturale e funzionale contestualizzato.  Si tratterebbe di  esperienze diverse di individui diversi per storicità e soggettività che condividono lo stesso spirito epocale, le medesime entelechie generazionali, lo stesso universo simbolico situazionale; tenendo presente che le esperienze individuali vanno analizzate all'interno di un specifico contesto sociale, e  che ogni spirito del tempo non è lo spirito di un'intera epoca.

La disputa sociologica sulla dicotomia individuale/ sociale infatti, ha fatto sì che gli stessi cocetti di socialismo e di uguaglianza fossero  messi in discussione nella teoria della differenzazione individualizzante che vede l'uguaglianza come il primo impulso per essere differenti.

L'ambivalenza risiede nel fatto che gli individui sono attori e pedine di un sistema di costruzione identitaria, di differenzazione particolarizzante e di spersonalizzazione disumanizzante nello stesso tempo.  

Essi hanno il potere di delegittimare, decostruire e rivoluzionare un mondo già confezionato, pre-compreso, sorvegliato e razionalizzato nel solo limite di poterne costruirne un altro che andrà ad inserirsi in un nuovo paradigma generazionale anagrafico che non sarà mai veramente il loro, ma che farà la storia.


 

 
Autore dell'articolo: Dr. Adriano Russo

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...E'tipico dell'amore rendere inesistenti le persone amate, e obbligare le persone che le amano a dimostrare continuamente che esistono.
Perchè quando uno si innamora non è mica tanto convinto che quello che gli sta succedendo sia vero.
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D. De Silva in "non avevo capito niente", Einaudi, 2007
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