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DISTURBI D'ANSIA

panicoAttacchi di panico, fobie, ossessioni, senso generale di ansia
 
 
 
 
 
 

lettera D

Mi piacerebbe capire di più la Filofobia.Che cosa è,come si manifesta e se si manifesta solo verso persone per cui proviamo un forte sentimento.
Cioè la fobia, la chiusura, la difficoltà a comunicare con quella persona scatta quando prova il filofobico in primis sentimenti d'amore?Grazie per la risposta  (Francesca).

lettera D

Buongiorno, mi chiamo Claudio, ho trovato il vostro contatto tramite internet. Vorrei avere un suo aiuto se possibile in modo tale da potermi consigliare la soluzione migliore. Sabato scorso durante la giornata, causa di vari pensieri accumulati ed a causa di una mia invenzione mentale di poter perdere l'amicizia di una cara amica, ho avuto episodi di pianto con un blocco. Nelle giornate di domenica e lunedì tali episodi sono diminuiti ma si sono intensificati nel senso che oltre ad un minimo pianto ho avuto sensazioni di mancanza d'aria e indurimento di gambe e braccia... episodi di breve durata. 

lettera DMio figlio di 21 mesi da 3-4 giorni ha cominciato a dimostrare terrore per alcuni animaletti/insetti (lucertole o mosche per esempio) non era così prima pur già riconoscendo e nominando i medesimi. Cosa può essere successo? Cosa si può fare? E' difficile calmarlo e a momenti continua a pensarci e ha paura delle mosche anche in luoghi dove in quel momento non sono veramente prenseti. Grazie in anticipo (Dario)


Risponde la dr.ssa Laura Catalli

lettera R

Caro Dario,
molte fobie insorgono durante l'infanzia e sono presenti in molti bambini (ad esempio la paura per gli insetti o per altri animali, la paura per eventi naturali come temporali, tuoni, fulmini  o la paura del buio o degli estranei ecc.).
L'ansia associata a tali fobie nel bambino prende spesso le forme di una crisi di pianto o di rabbia oppure con l'irrigidimento del corpo o con l'aggrapparsi a qualcuno.
E' bene sapere però che molte di queste paure, sebbene insorgano molto presto, non devono iniziamente preoccupare perchè hanno una remissione spontanea ossia tendono a scomparire con l'età. Nel caso in cui le paure del bambino tendono a divenire durature ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo esperto in problematiche dell'età evolutiva il quale potrà in sede di un colloquio "faccia a faccia" raccogliere i dati necessari per comprendere meglio la storia di questa fobia che racconti ed aiutare tuo figlio a superare la propria paura.

lettera DGentile dott.ssa, sono una giovane ragazza di 20 anni. Le scrivo perchè credo di avere un problema da quando mi sono trasferita in un'altra città per i miei studi, ossia da circa 7 mesi. Tutto è iniziato durante la prima sessione d'esami.
Premetto di essere sempre stata la figlia modello, quella presa in esempio da tutti i genitori ed amici per la mia determinazione e volontà di riuscire nelle cose, di saper parlare, di avere obiettivi precisi, ottimi risultati a scuola e soprattutto tanta solarità. Gennaio: il tunnel. Mi stavo preparando per un esame, studiavo tantissimo e mi ero prefissata una data. Pochi gg prima la mia procastinazione all'appello successivo e la rabbia dei miei genitori perchè non capivano il motivo e stavo male, avevo tanta paura!Alla fine l'esame lo diedi alla successiva data e sempre con tanta paura, ma fu un bel 30!in seguito l'ansia è svanita, ma presto è ritornata con la seconda sessione dove mi ritrovo ancora senza un esame fatto e con questo blocco psicologico da circa due mesi. Sono una maniaca dei voti alti, sto sempre giù di morale perchè studio studio ma sembra sempre di non concludere niente e mi piace ciò che faccio. Quando si avvicina la data d'esame sto male e sono arrivata
al punto di dire di voler lasciare gli studi,cambiare facoltà, ma tutti mi dicono che è un alibi e forse è vero.Se continuo cosi finisce male. Cosa posso fare? Eppure i miei non mi mettono pressione, soprattutto per i voti mi dicono che faccio come voglio, ma ho paura che se prendessi un 18 o una bocciatura starei malissimo! grazie. (Lara)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RE' possibile che, come dici, staresti male dopo un 18. E questo è probabilmente legato al fatto che in questi anni ti sia identificata con un solo tipo di Lara: la Lara brava a scuola, determinata e volenterosa, competente nel parlare, nel raggiungere i propri obiettivi, solare... Ognuno di noi ha parti di se stesso che mette in ombra, per rispondere a cio' che crediamo possa essere importante per gli altri o per noi stessi. Facendo questo però, perdiamo la nostra autenticità e l'immagine che mandiamo è solamente parziale, questo può portare gradualmente ad un malessere che può essere superato accettando e facendo venire fuori quelle parti che abbiamo messo in ombra, che forse fanno parte di noi ma che non vorremo avere. Il successo nella vita sta anche in questo: non solo a raggiungere alte vette ed a chiedere il massimo a se stessi (a volte confondendo "massimo" con "impossibile"), ma mostrandoci anche deboli, in difficoltà, arrabbiati o ansiosi. In una parola: umani.

lettera DVolevo chiedere: mia figlia di 3 anni ha paura di tutti gli insetti appena ne vede uno non riesco più a mantenerla ferma comincia a piangere e ad urlare dalla paura.
Ho provato più volte a spiegarle che nn deve aver paura e che gli insetti nn l fanno niente ma è tutto inutile. Volevo chiedere che cosa posso fare in merito e se con il tempo le passera
grazie anticipatamente (Livia)


Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RAlcune fobie, nascono nell'infanzia e con il tempo tendono a scemare. In questo caso è comunque importante comprendere il motivo di questa paura che può essere attivata da una esperienza in specifico. A volte per bambini di questa età può essere di aiuto confrontarsi con i maestri o con chi a modo di osservarli nei diversi contesti di vita. Si prestano inoltre come validi strumenti anche l'osservazione sul quotidiano, come giocano, come disegnano. I disegni soprattutto, possono rivelare molto l'emotività del bambino e quindi costituirsi come importanti rivelatori. Se il comportamento di tua figlia perdura e senti di non riuscire ad aiutarla, prova a parlarne con uno psicoterapeuta familiare, psicologo specializzato in tematiche riguardanti proprio la famiglia e le sue relazioni.

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