VECCHIE E NUOVE DIPENDENZE

Disturbi alimentari, dipendenze da shopping, gioco, lavoro 
 
 
 

lettera DBuongiorno, sono una ragazza di 29 anni. A settembre, dopo un fidanzamento di 6 anni con un uomo di 9 anni più grande, mi sono sposata. Avevamo un rapporto basato su stima e fiducia, nessun soffocamento, sempre uniti e d'accordo...Certo, chi non ha difetti? Ma per me contava tanto avere un rapporto così solido. A luglio parto per una vacanza con una mia amica, quando torno inizio a vedere cose strane in lui, fin quando non mi viene detto da terzi ad agosto, che prima di sposarmi, visto che non ne ero a conoscenza, dovevo sapere che lui facesse uso di droghe. 

lettera D

Buongiorno, dopo anni di dieta ed esercizio sono riuscita finalmente a dimagrire ed ottenere il fisico desiderato: ora sono però molti mesi che ho episodi di abbuffata ciclica, nella quale mangio tanto e senza gustarmi i cibi; dopo mi sento orribile, enorme, un abominio della natura, una persona indegna di considerazione ed amore.

 

lettera DRichiesta: vorrei un parere su cosa si può fare per un problema enorme (anche materialmente) che ha mia madre da ormai una vita, che ricordi io da almeno 40 anni: sindrome da acquisto compulsivo. La sua enorme casa, in cui abita con mio padre è totalmente sommersa di oggetti di qualsiasi tipo, a malapena hanno il posto per mangiare, pur avendo una tavola per 12 persone, e per dormire, e parlo di una casa di 3 piani con taverna e mansarda enormi, tutto lo spazio è riempito da un vero e proprio casino, rendendo così impossibile non solo l'accoglienza di eventuali ospiti, figli e nipoti compresi, ma anche qualsiasi tipo di pulizia, essendo così anche una casa sporca e decadente. E pensare che potrebbe essere una reggia, avendo speso non so quanti soldi all'epoca (circa 20 anni fa) per costruirla. E davanti a tutto ciò mio padre non riesce a reagire, o non gli viene permesso dall'aggressività di mia madre, e noi figli... stiamo a guardare impotenti, non sapendo come affrontare la cosa, tentare di parlarle non è servito a niente.. Mia madre ora ha 73 anni. Meglio lasciar perdere?? O ci sarebbe qualche speranza? (Elena)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLa sindrome da acquisto compulsivo o sindrome da shopping è considerata una vera e propria dipendenza in quanto la persona avverte un impulso irrefrenabile ed insaziabile al comprare, contorniandosi di oggetti spesso inutili e che puo' con il tempo influenzare negativamente la qualità della propria vita, nelle relazioni familiari o di coppia, lavorativi, sociali, economiche. Come per la dipendenza da alcool o la tossicodipendenza, i familiari avvertono spesso un senso di impotenza, non sapendo cosa effettivamente fare o come poter dare un aiuto.
Nel caso di tua madre, dato che tale sindrome sembra essere presente da diverso tempo, potrebbe essere importante, se non è stato mai fatto, effettuare un colloquio psichiatrico in quanto la sindrome da shopping potrebbe essere legata ad una problematica psicopatologica più ampia, ad esempio all'interno di un quadro ossessivo-compulsivo o di un disturbo maniacale o ipomaniacale di personalità. In casi come questi è possibile, a prescindere dall'età di tua madre, utilizzare due importanti risorse: il supporto farmacologico suggeribile a seguito di una o più visite psichiatriche ed un supporto psicologico all'interno di un percorso individuale o familiare che possa coinvolgervi tutti.
Negli ultimi tempi troviamo inoltre un valido aiuto nei così detti "gruppi psicoeducativi", gruppi cioè in cui è possibile per i familiari della persona con una determinata problematica, ricevere aiuto nell'affrontare la complessità della situazione, sia in termini pratici che psicologici.
Per quanto riguarda le nuove dipendenze, nelle quali è inscritta anche la sindrome da acquisto compulsivo, in tutta Italia sono presenti gruppi per familiari di questo tipo.
Un sentito in bocca al lupo

lettera DNon riesco ad essere felice non riesco perchè non mi sento me stessa in questo corpo; vorrei essere 8 kg in meno almeno ma niente, mangio giusto e dal lunedì al sabato vado in palestra e faccio piscina più di così cosa dovrei fare? Ho girato dietologi e nutrizionisti, funziona per un pò di tempo poi basta e poi per motivi economici non posso permettermi di andare da altre parti ma di una cosa ne sono certa: io mi faccio schifo, è brutto da dire ma è così; non mi sopporto, odio il mio fisico e non so più cosa fare visto che alla fine poi gli altri quando c'è da fare una scelta scelgono le belle magre... (Giulia)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RCara Giulia, alla tua età diverse ragazze non hanno un buon rapporto con il proprio corpo, alcune non si piacciono in generale, altre invece si soffermano maggiormente su parti in specifico (ad esempio il seno, i fianchi, ecc). Credo in tal senso sia naturale a questa età mettersi in discussione anche attraverso la fisicità, in quanto aiuta a crescere ed a migliorarsi. Al tempo stesso è fondamentale riuscirsi gradualmente ad accettare, aspetto questo molto complesso anche per il confronto con chi conosciuamo o con la società in cui viviamo che porta avanti un modello femminile molto snello al quale è giusto aspirare, avendone però la capacità di "personalizzarlo": mettendo cioè qualcosa di se stessi in modo tale che non ci ritroviamo ad essere tutti uguali, l'una copia dell'altra.
Vorrei infine sottolineare un aspetto a mio avviso importante da considerare: il benessere interiore influenza moltissimo l'aspetto esteriore, ci fa sentire belle e desiderate; quando stiamo male dentro, anche il nostro corpo si addolora ed appare più brutto di quello che effettivamente è.
Potrebbe essere un buon aiuto provare a parlarne con qualcuno.

lettera DMi capita spesso di comprare abbigliamento e scarpe a pochi euro o a fare scorte in genere. Appena pago mi sento in colpa nei confronti di mio marito anche perchè per lui il risparmio è fondamentale. Prima mi sentivo in colpa anche quando andavamo ad un centro commerciale, ora vedo che anche a lui piace fare acquisti quindi  lì e sono più tranquilla. Vorrei fare meno acquisti e sentirmi meno in colpa. (Mary)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RL'atto del comprare di per sè non rappresenta una problematica da dover affrontare, quando uno spazio che ci si prende tutto per sè e per dare libero sfogo alle proprie emozioni (pensiamo a quanto per alcune persone in particolare donne sia "terapeutico" dopo un esperienza dolorosa!) In tal senso non dobbiamo controllare questo comportamento quanto non trasformarlo in qualcosa per noi indispensabile. Infatti lo shopping puo' trasformarsi in vera e propria dipendenza in cui non "si riesce a fare a meno di" e questo porta a sacrificare o a peggiorare la qualità della nostra vita, i rapporti, gli affetti...
Parli di senso di colpa, un segnale a cui potresti fare in tal senso attenzione; al tempo stesso ti suggerirei di prestare attenzione ai tuoi vissuti anche iniziali: cosa provi prima di entrare in un dato negozio? Nella scelta? Nella prova o nell'acquisto? Solitamente in questa fase vengono descritte delle emozioni estremamente positive di piacere (ad es. sentirsi elettrizzati o eccitati) per le quali forse non si presta la dovuta attenzione soffermandosi maggiormente sul dopo: un forte senso di colpa e, a volte, inadeguatezza.
L'atto del comprare inoltre cela spesso un significato psicologico ed emotivo. Ad esempio da quello che racconti mi arriva un forte desiderio di condividere maggiori spazi con tuo marito; ne è il segnale la tranquillità e l'assenza di autocolpevolizzarsi mentre fai acquisti di coppia. Potrebbe essere utile condividere questo aspetto e proporsi in tal senso.

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