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PROBLEMATICHE DI COPPIA

Conflitti, difficoltà a superare una separazione, problemi di comunicazione nella coppia, insoddisfazione coniugale.

 

 

lettera DLa mia compagna dopo 2 anni mi ha lasciato e mi dice che è insoddisfatta del nostro rapporto non riesce a parlare con me, che io sono immaturo, geloso e non la rispettavo controllavo il suo telefono la posta e email. Lei in questi due anni mi ha detto sempre delle bugie inerenti al suo ex compagno che per lei era soltanto un amico. non riesco a farmene una ragione penso di morire (Claudio).

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RComprendo quanto sia difficile riuscire ad accettare la fine di un rapporto d'amore, aspetto fondamentale per poter continuare a vivere con serenità. L'elemento cruciale a mio avviso è diventare consapevoli che l'altra persona non ci appartiene, mentre spesso quando ci sembra impossibile "dimenticare" abbiamo la sensazione che l'altro ci abbia fatto un torto, privandoci di qualcosa di nostro. Non è detto che questa sia anche la tua sensazione ma forse ti aiuta a capire meglio come i tuoi comportamenti possono aver influito sulla paura della perdita paradossalmente verificatasi. Se senti di non farcela da solo, credo sia importante potersi rivolgere ad uno specialista in psicoterapia che possa aiutarti a superare questo momento ed ad andare oltre.

lettera DBuona sera dottoressa.
Ho acquisito la consapevolezza di aver bisogno di un aiuto psicologico...le spiego la mia storia...la mia storia d'amore dopo dieci anni è finita 4 mesi fa....la mia convinzione era quella di non amare più questa persona...in questo tempo di distacco ho frequentato altre persone allontanandomi totalmente da lui e dagli amici che abbiamo in comune...non ho avuto altre storie perchè non mi sono mai sentita totalmente single rivolgendo a questa persona il mio pensiero ogni giorno...dopo 4 mesi ci siamo riavvicinati perchè io ho capito di voler andare avanti nella mia vita con lui...solo che il suo adesso è un periodo in cui la consapevolezza che io non lo volessi più ha preso il sopravvento e di conseguenza ha frequentato altre ragazze (storie futili) e si è abituato alla libertà di non avere impegni con nessuno...questo è il suo disagio adesso nei miei confronti!! dice di volermi bene e sono sicura che mi ami ancora ma è bloccato con me...nel frattempo ci stiamo frequentando ed abbiamo anche fatto l'amore...ma io sono sicura di dover fare una cosa e cioè allontanarmi da lui per fargli capire se realmente il suo sentimento è sincero per me oppure non gli manco affatto!! infatti è quello che ho cominciato a fare. non l'ho chiamato ieri e lui mi ha cercata.. oggi lo stesso ma non ancora ho ricevuto una telefonata o un messaggio...ed ora mi ritrovo qui ad esplodere dalla voglia di chiamarlo ma so che è meglio non farlo!! ho bisogno sicuramente di un aiuto adesso...la ringrazio anticipatamente (Rossella).


Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RLa tua decisione legata probabilmente alla consapevolezza di un cambiamento da fare nella relazione con questa persona, è anche un modo per rispettare te stessa e l'altro in un momento della vostra vita di coppia di profonda indecisione e dubbio sul modo di andare avanti, mantenendo la relazione o trasformandola in qualcosa che potrebbe essere altrettanto importante sebbene completamente diverso. Probabilmente questa persona sta ora seguendo il suo cammino di consapevolezza che parte proprio dal distacco dall'altro, cammino che tu hai già fatto e forse questa differenza potrebbe farti soffrire o sentire difficoltà nel rispettare il tempo dell'altro, un tempo diverso dal tuo ma altrettanto importante. Credo che in questa attesa sicuramente difficile, sia importante riflettere sull'accettare un eventuale cambiamento della relazione in un modo diverso da quello che tu desideri o prospetti per te stessa. Se senti il bisogno di un aiuto maggiormente strutturato ed approfondito,
ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo della tua città.

lettera DBuongiorno, non so se quello che proporrò è un argomento di psicologia, ma ci provo. Ho 35 anni sono sposato da 3 mesi con una donna di 33, stiamo insieme da 5 anni, e abbiamo convissuto per 2 anni prima di sposarci. Il problema più grosso della nostra coppia è assolutamente il sesso, semplice, mia moglie non vuole farlo, e quando succede i rapporti sono assolutamente insoddisfacenti. la nostra storia di coppia ha avuto assolutamente degli alti e bassi ma in fondo ci vogliamo bene. partendo dal presupposto che sono una persona abbastanza fragile, il problema tra di noi sta mutando, praticamente mia moglie non riserva attenzioni al sottoscritto se non spronata. le sue attenzioni sono rivolte fondamentalmente alla sua famiglia. con l'aggravante della mancanza di rapporti sessuali io mi sento per così dire perduto. forse la conclusione stessa al problema sarebbe lasciarsi, ma a me piace stare con lei. come dicevo sono una persona fragile, si, anche debole, mentre lei è forte e dinamica. questa condizione mi porta ad avere degli attacchi di irrascibilità non indifferente, l'ultimo di fronte ai suoi parenti. questa cosa ha reso ancora più difficile il nostro rapporto, sono sicuro che ponendo mia moglie davanti ad una scelta, lei si indirizzerebbe verso i suoi genitori. il suo desiderio è quello che io mi allontani dalla mia famiglia, lei mi propone situazioni come cene o incontri con i suoi parenti che io a mia volta non potrei mai proporre. diciamo che il rapporto è sbilanciato verso di lei e questa cosa mi lascia frustratio ed impotente. forse è più un problema affettivo il mio, e non psicologico, ma a chiunque voglia consigliarmi e/o aiutarmi invio un grazie in anticipo. (Rob).

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RInnanzitutto psicologia ed affettività non sono dei termini autoescludentesi, per capirci: la psicologia riguarda testa e pancia e, di conseguenza, anche e soprattutto i vissuti emotivi legati ad una difficoltà di vita, un problema che non riusciamo a superare...
Da quello che racconti sembra che come coppia avete creato e mantenuto negli anni un rapporto sbilanciato in cui il "potere", le regole, le decisioni, le scelte stesse, vengono prese dipendentemente dal volere della persona più forte, mentre per il partner che si definisce a sua volta "persona fragile, debole" non resta altro che soccombere al desiderio dell'altro, mettendo in secondo piano se stesso, i propri bisogni e desideri (ad es. quello sessuali) ed a sentirsi gradualmente sempre meno importante, meno valorizzato e riconosciuto. Come tu stesso affermi, sei sicuro che tua moglie davanti una scelta si orienterebbe verso i suoi genitori e che le sue attenzione non sono che dirette a loro. Tu non sembri avere un posto, un valore. A questo punto sarebbe importante chiedersi come mai nonostante tutto ciò per te sia così importante mantenere una relazione di questo tipo, quali sono gli aspetti positivi che ti tengono stretto alla partner. Ti suggerirei anche di rivolgerti ad uno psicoterapeuta perchè al di là se il problema sia affettivo o meno, sembra che le tue emozioni abbiano voglia di parlare, ne sono dimostrazione gli attacchi di irrascibilità. A questo punto sta a te decidere (e in questo modo finalmente puoi prenderti un piccolo pezzettino di quel potere di coppia che dovresti avere per il 50%) se rimanere in questa situazione relazionale oppure cambiare cominciando da te stesso.

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