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lettera DTre anni fà ho istruito un collega nuovo,ne è nata una relazione fatta di corteggiamenti e messaggi alla quale sono stata trovando la cosa divertente e soddisfacente nonostante io sia sposata e con un figlio piccolo.poi però quello che io ritenevo un gioco è diventata un'ossessione e io ho interrotto ogni rapporto,togliendogli anche il saluto. le cose sono precipitate ed ha cominciato a seguirmi ovunque,ha parlato male di me in ogni luogo,anche pubblico. ho provato a parlarci,ma siamo venuti a un alterco e lui mi ha denunciato per aggressione,per due anni e 1/2mi ha perseguitato poi io stanca ho parlato del problema in azienda,non mi segue più ma continua a parlare male di me in tutte le occasioni,sono molto stanca ho sbagliato per vanità ma non posso pagare per tutto il resto della vita,tutti sanno e hanno visto ma nessuno vuol essere coinvolto,mi sento terribilmente sola,ho paura che la cosa non avrà mai un termine e io così non vivo più. (Stefania)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signora Stefania,
comprendo molto bene la sua situazione, che tra l’altro non è di facile soluzione non essendoci testimoni. La strada preferenziale sarebbe quella di richiedere l’ammonimento del Questore, però è necessario fornire almeno qualche elemento di prova di quanto le sta accadendo. Per provare la sua persecuzione andrebbe bene dimostrare i contatti telefonici, sia vocali che scritti. Anche se non ha conservato alcun messaggio –magari ingiurioso-, il contatto è rintracciabile con il tabulato telefonico, però per risalirvi è necessaria l’autorizzazione del magistrato che è concessa solo in seguito ad una denuncia per molestie. Ancora, per dimostrare la molestia telefonica è necessario che questa sia petulante o biasimevole (art. 660 c.p.), per cui poche telefonate alla settimana non integrano questo tipo di reato. Come vede la situazione è abbastanza complicata. Detto questo lei non deve sentirsi sola, perché non lo è, ed isolarsi volontariamente è la cosa peggiore che può fare. Inizi, magari da oggi, a segnarsi le telefonate che le pervengono dal persecutore (deve sempre stabilire il contatto, anche per pochi secondi), a conservare gli sms, a farsi accompagnare -per quanto possibile- da un’amica disposta a testimoniare su quanto le viene riferito, a richiedere l’intervento di una pattuglia se vede il soggetto in questione che la sta seguendo o che le staziona sotto casa. L’importante è che non si perda d’animo e che continui a vivere serenamente. Gradirei se mi tenesse informato sull’evolversi della situazione.

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