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lettera D

Salve,mi chiamo Ilaria  ho 24 anni e da circa otto mi "definisco" omosessuale.
Mi è sempre mancato qualcosa,sia a livello di rapporto che sessualmente.
Non mi sono mai relazionata agli uomini, per via della loro "forza ", ho paura di loro ,di apparir debole e di essere "dominata" (non so se l'omosessualità consista in questo...) 


Provando a dare una spiegazione (e non per scaricare sempre le colpe ai genitori) mi vien da pensare a mio padre,che ho sempre odiato,
Non c'è mai stato ,è sempre stato un tipo manesco  a cui non è mai interessato nulla della famiglia e che da un paio di anni ci ha definitivamente abbandonato.
non posso fare altro che chiedermi se io possa nella mia mente contorta aver associato agli uomini le caratteristiche di mio padre ed aver trovato così nelle donne un rifugio da questa "supremazia maschile".
Oppure ponendo la domanda in generale, fermo restando che l'omosessualità non è una malattia, può derivare da un rapporto conflittuale con una delle due figure genitoriali?
Grazie in anticipo. (Ersilia)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera R

Certamente, al pari dell’eterosessualità, l’omosessualità è un orientamento sessuale; consiste nell’avvertire attrazione sessuale e/o sentimentale verso una persona del proprio sesso e di conseguenza, non dovrebbe essere avvertita né definita come una “malattia” e tantomeno vissuta con disagio.
E’ certamente positiva la riflessione che fai su una possibile connessione tra quello che ti porti a livello familiare e come sei giunta a questo orientamento. In senso lato infatti, la scelta del partner, omosessuale o eterosessuale che sia, è più frequentemente determinata da fattori individuali e relazionali inconsci che da variabili casuali o situazionali.
E’ molto interessante la lettura che fai rispetto alla tua omosessualità, in tal senso sarebbe importante che tale scelta sia effettivamente “libera” da pesi familiari e non una protezione da quella forza ed aggressività paterna da cui sembri fuggire. Esistono uomini fragili, uomini forti ma non violenti, uomini che non abbandonano ma proteggono e tanto altro. Sarebbe importante in tal senso riuscire a darsi una possibilità nel lasciarsi andare ad una relazione eterosessuale (al di là della sua possibile natura) e vedere come va.
E magari riprendere il discorso familiare e l’odio che porti con te, verso un padre che sembra in questo senso non averti emotivamente mai abbandonato. 

 

 

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