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lettera DCiao a tutti, sono Massimo, ho 24 anni; è da quando ho 5 anni che provo eccitazione per i piedi femminili, immaginando soprattutto di venir calpestato.
Come situazione non mi è mai particolarmente pesata, però adesso sono fidanzato da 2 anni e sto vivendo una storia piacevole con la mia ragazza. Lei sa che la parte del corpo che più mi eccita sono i piedi, ma non sa tutto.
Com'è praticamente ovvio, sono una persona prevalentemente passiva, anche se solo per quanto riguarda la vita sessuale; nella vita professionale o nella normale vita di coppia non mi è mai successo di desiderare la dominazione. Per me questo elemento durante il rapporto sessuale non è essenziale, però rende molto più piacevole l'atto in se. la domanda praticamente è: Questi feticismi, sono un qualcosa di "eliminabile" dalla mia testa prima che diventino un qualcosa di più ampio, o sono radicati nella mia persona e l'unica è conviverci? So che non è semplice come accendere e spegnere un interruttore, ma se in qualche modo ci si può lavorare...vorrei provare... altrimenti direi tutto alla mia ragazza sinceramente. sono abbastanza infastidito dall'essere in una via di mezzo.
Altra peculiarità (già che ci siamo), è che oltre a questo elemento da un anno circa è nata nella mia testa l'eccitazione per l'idea di un rapporto sessuale con la mia ragazza, ma con il pene. Pensando ad un uomo provo parecchio ribrezzo, quindi non credo si tratti di una forma di omosessualità, però... vorrei qualche chiarimento. Grazie mille! (Massimo)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLa domanda che poni ("Questi feticismi, sono un qualcosa di "eliminabile" dalla mia testa prima che diventino un qualcosa di più ampio, o sono radicati nella mia persona e l'unica è conviverci?") è molto interessante perchè farebbero pensare ad un senso di colpa o ad un giudizio nei confronti di questi comportamenti che non sembra però trasparire da quello che racconti anche e soprattutto in termini di vissuti emotivi nel momento in cui attui queste perversioni.
Come ho detto già in altre occasioni, una perversione di per sè non deve spaventare e far pensare che si tratti di un disturbo vero e proprio; lo diventa nel momento in cui non ne possiamo fare a meno diventando ripetitivo nel tempo e se si trasforma gradualmente nell'unico modo per ottenere l'eccitazione ed il piacere sessuale, se, infine, cominciamo ad osservare un peggioramento della qualità della nostra vita in termini relazionali ad esempio. In assenza di queste caratteristiche ci troviamo di fronte ad una "perversione soft" e non dovrebbe preoccupare.
Mi sembra giusto però, nel caso in cui esistano dei vissuti ambivalenti rispetto a questi comportamenti sessuali, poterci lavorare psicologicamente con uno specialista per ritrovare la desiderata serenità.
Per ultimo la perversione che racconti di avere per un anno, fa parte comunque di un comportamento feticista con il quale sopra ti descrivi e che spesso si collega ad un'altra perversione frequente nelle relazioni ovvero il masochismo. Anche in questo caso per una maggiore chiarezza su questi aspetti e sulla presenza o meno di un orientamento omosessuale ti suggerirei di rivolterti ad un sessuologo.

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