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DISTURBI PSICOSOMATICI

Quando è il corpo a chiedere aiuto
 
 

 

lettera DSoffro da qualche anno di colon irritabile con alvo alterno, evacuazioni incomplete ed emorroidi.
Questo sta condizionando la mia vita sociale in maniera molto pesante; non riesco più a programmare nulla perchè non c'è giorno in cui io stia bene. Gli specialisti della patologia non riescono ad aiutarmi perchè non capiscono a fondo il mio disagio e le terapie prescritte non funzionano. Cosa posso fare per affrontare il problema? (Anna).

lettera DSalve volevo esporre il mio problema, ultimamente faccio fatica a dormire perche il mio cervello non si rilassa e incontrollato continua a pensare anche se io non voglio la cosa strana e che sembra che lui continui a parlare dentro la mia testa impedendomi di rilassarmi e oggi anche durante la giornata non faccio altro che pensare e rispondermi da sola ho paura cosa mi succede..ho male sugli occhi come se mi stesse esplodendo il cervello che non sta mai in silenzio e rilassato (Vincenza).

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RLa stanchezza è una facile ed immediata conseguenza delle difficoltà a dormire che porta inevitabilmente ad un dispendio di energie ed al tempo stesso alla paura di quello che ci sta succedendo, innanzi tutto perchè ci appare insolito e non conosciuto. Purtroppo non ho molte informazioni per poterti dare una risposta maggiormente approfondita, tuttavia ti suggerirei di pensare a quale momento della tua vita stai vivendo, se sia un momento particolarmente faticoso o cruciale oppure ancora, se senti di non farcela o se ti senti carica emotivamente; in tal senso pensare durante la notte aiuterebbe a produrre una soluzione (in teoria) o, attraverso il "non rilassamento" a non concedersi alle proprie emozioni, abbandonandosi.
Non è mia intenzione darti delle interpretazioni spicciole, poco significative perchè non prendono in considerazione la tua storia di vita e l'entità dei tuoi pensieri ai quali fai riferimento ma che non descrivi. Questi aspetti potrebbero essere approfonditi in un colloquio psicologico che potrebbe aiutarti a capire meglio te stessa ed al tempo stesso riuscire finalmente a rilassarti.

lettera DEsiste un trattamento psicologico/psicoanalitico per curare la psoriasi? (Carmine)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RI disturbi psicosomatici, in cui potrebbe rientrare la psoriasi, sono stati studiati ed analizzati in primis proprio dalla psicoanalisi per comprenderne il significato simbolico ed il vissuto emotivo associato. In questi casi la terapia suggeribile è quella combinata: accanto all'approccio farmacologico legato al problema dermatologico da un punto di vista fisico, viene invitata la persona a seguire un percorso psicoterapeutico per "lavorare" sull'aspetto psicologico ed emotivo. Dato che, per mia conoscenza, non esiste un trattamento specifico e strutturato di questo disturbo da un punto di vista psicoterapeutico che sia preferibile ad altri, ti suggerisco di contattare uno specialista della tua città, chiarendo esplicitamente la problematica in modo da poter agire efficacemente.

lettera DGentile dottoressa, ho 21 anni e fin da bambino ho sempre sofferto il mio sentirmi "diverso" dagli altri. Sono riuscito a migliorare nel relazionarmi con le persone, ho coltivato amicizie, ma è risultato un successo parziale in quanto ho ancora difficoltà con l'altro sesso, infatti non ho mai avuto nè una ragazza nè una vera amica.
Attualmente ho forti sbalzi di umore che si alternano periodicamente, sento un forte bisogno di affettività che sia diversa da quella familiare e sono frustrato perchè non riesco a condividere con nessuno le mie passioni; sono una persona molto sensibile ed emotiva e non riuscire a comunicare ciò che percepisco mi rende triste. Per concludere, soffro di tricotillomania da circa 9 anni. La ringrazio per il suo tempo, sperando che il suo intervento mi "illumini" almeno un po' (Paolo).


Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RIl termine 'tricotillomania' significa letteralmente 'abitudine di tirarsi i capelli' e riguarda la tendenza compulsiva a strapparsi i capelli, spesso preceduta da un senso crescente di tensione. Diversi studi sembrano dimostrare che la tricotillomania rappresenti un bisogno di compensazione affettiva, elemento questo che descrivi tu stesso in queste righe. Purtroppo non ci sono molti elementi per dare delle informazioni “illuminanti”. Sarebbe importante capire cosa intendi per “diverso” e le tentate soluzioni per affrontare da un lato la tua difficoltà relazionale e dall’altro per risolvere la problematica d’ansia espressa dalla tricotillomania. Potrebbe essere utile capire se vi è stato un evento scatenante oppure una particolare situazione sociale che hai dovuto affrontare. In ogni modo ti suggerirei di iniziare un percorso psicoterapeutico sia per affrontare la tematica di “normalità-diversità dall’altro”, sia per fronteggiare possibili conseguenze psicologiche ma anche fisiche di questo comportamento tricotillomanico che va avanti da diverso tempo, con il rischio di gravi ripercussioni

lettera DCara dottoressa, sono una ragazza di 21 anni che frequenta l'università. Un anno fa a lezione ho sentito un forte impulso di urinare e sono uscita dall'aula durante la lezione sotto lo sguardo di tutti i miei compagni di corso...il mio dottore ha detto che era una cistite e mi ha curato per quella. Purtroppo però continuavo e continuo tuttora a sentire il bisogno di andare in bagno ogni volta che esco di casa, mentre in casa non ho questa sensazione. Il mio dottore mi ha detto che non devo pensarci, ma non è facile come sembra. cosa posso fare? (Maria)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RInnanzi tutto ti suggerirei di fare una visita specialistica rispetto a questo problema che sembra essere di tipo urologico, in tal senso puoi chiedere alla asl della tua zona o direttamente al tuo medico di base a chi in specifico puoi rivolgerti (sarebbe utile ad esempio una visita urologica e ginecologica). Se successivamente ad analisi specifiche viene esclusa qualsiasi causalità di tipo medico o organico, a quel punto ti suggerirei di richiedere un colloquio psicologico dato che a volte la tendenza a urinare potrebbe dipendere da una problematicità psicogena.

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