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DISTURBI D'ANSIA

panicoAttacchi di panico, fobie, ossessioni, senso generale di ansia
 
 
 
 
 
 

lettera DMio figlio di 21 mesi da 3-4 giorni ha cominciato a dimostrare terrore per alcuni animaletti/insetti (lucertole o mosche per esempio) non era così prima pur già riconoscendo e nominando i medesimi. Cosa può essere successo? Cosa si può fare? E' difficile calmarlo e a momenti continua a pensarci e ha paura delle mosche anche in luoghi dove in quel momento non sono veramente prenseti. Grazie in anticipo (Dario)


Risponde la dr.ssa Laura Catalli

lettera R

Caro Dario,
molte fobie insorgono durante l'infanzia e sono presenti in molti bambini (ad esempio la paura per gli insetti o per altri animali, la paura per eventi naturali come temporali, tuoni, fulmini  o la paura del buio o degli estranei ecc.).
L'ansia associata a tali fobie nel bambino prende spesso le forme di una crisi di pianto o di rabbia oppure con l'irrigidimento del corpo o con l'aggrapparsi a qualcuno.
E' bene sapere però che molte di queste paure, sebbene insorgano molto presto, non devono iniziamente preoccupare perchè hanno una remissione spontanea ossia tendono a scomparire con l'età. Nel caso in cui le paure del bambino tendono a divenire durature ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo esperto in problematiche dell'età evolutiva il quale potrà in sede di un colloquio "faccia a faccia" raccogliere i dati necessari per comprendere meglio la storia di questa fobia che racconti ed aiutare tuo figlio a superare la propria paura.

lettera DGentile dott.ssa, sono una giovane ragazza di 20 anni. Le scrivo perchè credo di avere un problema da quando mi sono trasferita in un'altra città per i miei studi, ossia da circa 7 mesi. Tutto è iniziato durante la prima sessione d'esami.
Premetto di essere sempre stata la figlia modello, quella presa in esempio da tutti i genitori ed amici per la mia determinazione e volontà di riuscire nelle cose, di saper parlare, di avere obiettivi precisi, ottimi risultati a scuola e soprattutto tanta solarità. Gennaio: il tunnel. Mi stavo preparando per un esame, studiavo tantissimo e mi ero prefissata una data. Pochi gg prima la mia procastinazione all'appello successivo e la rabbia dei miei genitori perchè non capivano il motivo e stavo male, avevo tanta paura!Alla fine l'esame lo diedi alla successiva data e sempre con tanta paura, ma fu un bel 30!in seguito l'ansia è svanita, ma presto è ritornata con la seconda sessione dove mi ritrovo ancora senza un esame fatto e con questo blocco psicologico da circa due mesi. Sono una maniaca dei voti alti, sto sempre giù di morale perchè studio studio ma sembra sempre di non concludere niente e mi piace ciò che faccio. Quando si avvicina la data d'esame sto male e sono arrivata
al punto di dire di voler lasciare gli studi,cambiare facoltà, ma tutti mi dicono che è un alibi e forse è vero.Se continuo cosi finisce male. Cosa posso fare? Eppure i miei non mi mettono pressione, soprattutto per i voti mi dicono che faccio come voglio, ma ho paura che se prendessi un 18 o una bocciatura starei malissimo! grazie. (Lara)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RE' possibile che, come dici, staresti male dopo un 18. E questo è probabilmente legato al fatto che in questi anni ti sia identificata con un solo tipo di Lara: la Lara brava a scuola, determinata e volenterosa, competente nel parlare, nel raggiungere i propri obiettivi, solare... Ognuno di noi ha parti di se stesso che mette in ombra, per rispondere a cio' che crediamo possa essere importante per gli altri o per noi stessi. Facendo questo però, perdiamo la nostra autenticità e l'immagine che mandiamo è solamente parziale, questo può portare gradualmente ad un malessere che può essere superato accettando e facendo venire fuori quelle parti che abbiamo messo in ombra, che forse fanno parte di noi ma che non vorremo avere. Il successo nella vita sta anche in questo: non solo a raggiungere alte vette ed a chiedere il massimo a se stessi (a volte confondendo "massimo" con "impossibile"), ma mostrandoci anche deboli, in difficoltà, arrabbiati o ansiosi. In una parola: umani.

lettera DVolevo chiedere: mia figlia di 3 anni ha paura di tutti gli insetti appena ne vede uno non riesco più a mantenerla ferma comincia a piangere e ad urlare dalla paura.
Ho provato più volte a spiegarle che nn deve aver paura e che gli insetti nn l fanno niente ma è tutto inutile. Volevo chiedere che cosa posso fare in merito e se con il tempo le passera
grazie anticipatamente (Livia)


Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RAlcune fobie, nascono nell'infanzia e con il tempo tendono a scemare. In questo caso è comunque importante comprendere il motivo di questa paura che può essere attivata da una esperienza in specifico. A volte per bambini di questa età può essere di aiuto confrontarsi con i maestri o con chi a modo di osservarli nei diversi contesti di vita. Si prestano inoltre come validi strumenti anche l'osservazione sul quotidiano, come giocano, come disegnano. I disegni soprattutto, possono rivelare molto l'emotività del bambino e quindi costituirsi come importanti rivelatori. Se il comportamento di tua figlia perdura e senti di non riuscire ad aiutarla, prova a parlarne con uno psicoterapeuta familiare, psicologo specializzato in tematiche riguardanti proprio la famiglia e le sue relazioni.

lettera DSalve, volevo chiedere perchè vengono questi attacchi di panico all'improvviso; premetto che prendo mezza compressa di sereupin... non so forse la primavera, era già un pò che non avevo niente ,sono mamma di tre belle bimbe ma non voglio più stare male.. come fare la prego mi rispondi? tanti saluti (Nadia)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RIl Sereupin è un psicofarmaco utilizzato per i disturbi depressivi ed i disturbi d'ansia, in questo senso è importante capire da quanto ne fai uso e contattare lo psichiatra che ti ha dato la prescrizione per capire come mai hai questi attacchi di panico. In questi casi considera che spesso è consigliabile una terapia combinata in cui al farmaco si associ anche una psicoterapia utile in questi casi a capire cosa sta dietro la risposta ansiosa, per bloccarla definitivamente.

lettera DHo 26 anni e non ho mai avuto nè fidanzati, nè amici maschi. Ho un forte blocco emotivo verso il sesso opposto, ho sempre paura di essere giudicata e di non attrarre i ragazzi.
Non ho mai avuto l'affetto di un padre da sempre malato di depressione e non in grado di badare a se stesso. Mia madre in pratica ha sempre fatto da madre anche a lui. Non so a chi chiedere aiuto, non posso permettermi uno psicologo e non so come superare questo blocco emotivo, mi prende l'ansia quando sono con un ragazzo, paura, che si attenua solo quando sono gli altri a fare il primo passo verso di me o mi fanno dei complimenti, cosa che avviene raramente. Vorrei tanto ricevere l'abbraccio di un ragazzo! Che fare? (Giovanna)


Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RLa difficoltà che riscontri nell'avvicinarti ad un ragazzo, così come in generale nel proporti in una relazione come una persona che può chiedere (l'amore dell'altro, l'aiuto ad un professionista, ecc) può essere influenzata dal contesto familiare in cui sei vissuta proprio perchè non hai avuto la possibilità di osservare ed apprendere una relazione paritaria e di coppia proprio perchè come racconti, tua madre è forse stata poco moglie ed amante così come tuo padre per via della depressione è stato più un "bambino bisognoso di cure" e di conseguenza meno amante e "uomo" (così come nella nostra società lo si intende, forte, autonomo e che "non deve chiedere mai", ma questo non significa a mio modesto parere che sia da perseguire come modello!) Ti suggerirei di riflettere quindi su come ti avvicini agli altri, su cosa credi tu debba dimostrare o quali richieste implicite pensi tu debba rispondere, ripercorrendo la modalità relazionale materna. Credo sia importante riuscire a rivolgersi ad uno psicologo (in tal senso ci sono tantissime possibilità oggi giorno che rispondono efficacemente a chi magari non se lo potrebbe permettere), proprio perchè cominceresti a chiedere aiuto, un aspetto questo molto importante per poter ricevere dagli altri, per relazionarti e per acquistare maggiore sicurezza in te stessa, senza necessariamente aspettare la stima da chi ti sta vicino e che, come tu stessa dici, non sempre si riesce a ricevere (preferisco dire "non sempre" a "raramente" che mi sembra piuttosto pessimistico e forse disfattista...)

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