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VECCHIE E NUOVE DIPENDENZE

Disturbi alimentari, dipendenze da shopping, gioco, lavoro 
 
 
 

lettera D

Buongiorno, dopo anni di dieta ed esercizio sono riuscita finalmente a dimagrire ed ottenere il fisico desiderato: ora sono però molti mesi che ho episodi di abbuffata ciclica, nella quale mangio tanto e senza gustarmi i cibi; dopo mi sento orribile, enorme, un abominio della natura, una persona indegna di considerazione ed amore.

 

lettera DRichiesta: vorrei un parere su cosa si può fare per un problema enorme (anche materialmente) che ha mia madre da ormai una vita, che ricordi io da almeno 40 anni: sindrome da acquisto compulsivo. La sua enorme casa, in cui abita con mio padre è totalmente sommersa di oggetti di qualsiasi tipo, a malapena hanno il posto per mangiare, pur avendo una tavola per 12 persone, e per dormire, e parlo di una casa di 3 piani con taverna e mansarda enormi, tutto lo spazio è riempito da un vero e proprio casino, rendendo così impossibile non solo l'accoglienza di eventuali ospiti, figli e nipoti compresi, ma anche qualsiasi tipo di pulizia, essendo così anche una casa sporca e decadente. E pensare che potrebbe essere una reggia, avendo speso non so quanti soldi all'epoca (circa 20 anni fa) per costruirla. E davanti a tutto ciò mio padre non riesce a reagire, o non gli viene permesso dall'aggressività di mia madre, e noi figli... stiamo a guardare impotenti, non sapendo come affrontare la cosa, tentare di parlarle non è servito a niente.. Mia madre ora ha 73 anni. Meglio lasciar perdere?? O ci sarebbe qualche speranza? (Elena)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLa sindrome da acquisto compulsivo o sindrome da shopping è considerata una vera e propria dipendenza in quanto la persona avverte un impulso irrefrenabile ed insaziabile al comprare, contorniandosi di oggetti spesso inutili e che puo' con il tempo influenzare negativamente la qualità della propria vita, nelle relazioni familiari o di coppia, lavorativi, sociali, economiche. Come per la dipendenza da alcool o la tossicodipendenza, i familiari avvertono spesso un senso di impotenza, non sapendo cosa effettivamente fare o come poter dare un aiuto.
Nel caso di tua madre, dato che tale sindrome sembra essere presente da diverso tempo, potrebbe essere importante, se non è stato mai fatto, effettuare un colloquio psichiatrico in quanto la sindrome da shopping potrebbe essere legata ad una problematica psicopatologica più ampia, ad esempio all'interno di un quadro ossessivo-compulsivo o di un disturbo maniacale o ipomaniacale di personalità. In casi come questi è possibile, a prescindere dall'età di tua madre, utilizzare due importanti risorse: il supporto farmacologico suggeribile a seguito di una o più visite psichiatriche ed un supporto psicologico all'interno di un percorso individuale o familiare che possa coinvolgervi tutti.
Negli ultimi tempi troviamo inoltre un valido aiuto nei così detti "gruppi psicoeducativi", gruppi cioè in cui è possibile per i familiari della persona con una determinata problematica, ricevere aiuto nell'affrontare la complessità della situazione, sia in termini pratici che psicologici.
Per quanto riguarda le nuove dipendenze, nelle quali è inscritta anche la sindrome da acquisto compulsivo, in tutta Italia sono presenti gruppi per familiari di questo tipo.
Un sentito in bocca al lupo

lettera DNon riesco ad essere felice non riesco perchè non mi sento me stessa in questo corpo; vorrei essere 8 kg in meno almeno ma niente, mangio giusto e dal lunedì al sabato vado in palestra e faccio piscina più di così cosa dovrei fare? Ho girato dietologi e nutrizionisti, funziona per un pò di tempo poi basta e poi per motivi economici non posso permettermi di andare da altre parti ma di una cosa ne sono certa: io mi faccio schifo, è brutto da dire ma è così; non mi sopporto, odio il mio fisico e non so più cosa fare visto che alla fine poi gli altri quando c'è da fare una scelta scelgono le belle magre... (Giulia)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RCara Giulia, alla tua età diverse ragazze non hanno un buon rapporto con il proprio corpo, alcune non si piacciono in generale, altre invece si soffermano maggiormente su parti in specifico (ad esempio il seno, i fianchi, ecc). Credo in tal senso sia naturale a questa età mettersi in discussione anche attraverso la fisicità, in quanto aiuta a crescere ed a migliorarsi. Al tempo stesso è fondamentale riuscirsi gradualmente ad accettare, aspetto questo molto complesso anche per il confronto con chi conosciuamo o con la società in cui viviamo che porta avanti un modello femminile molto snello al quale è giusto aspirare, avendone però la capacità di "personalizzarlo": mettendo cioè qualcosa di se stessi in modo tale che non ci ritroviamo ad essere tutti uguali, l'una copia dell'altra.
Vorrei infine sottolineare un aspetto a mio avviso importante da considerare: il benessere interiore influenza moltissimo l'aspetto esteriore, ci fa sentire belle e desiderate; quando stiamo male dentro, anche il nostro corpo si addolora ed appare più brutto di quello che effettivamente è.
Potrebbe essere un buon aiuto provare a parlarne con qualcuno.

lettera DMi capita spesso di comprare abbigliamento e scarpe a pochi euro o a fare scorte in genere. Appena pago mi sento in colpa nei confronti di mio marito anche perchè per lui il risparmio è fondamentale. Prima mi sentivo in colpa anche quando andavamo ad un centro commerciale, ora vedo che anche a lui piace fare acquisti quindi  lì e sono più tranquilla. Vorrei fare meno acquisti e sentirmi meno in colpa. (Mary)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RL'atto del comprare di per sè non rappresenta una problematica da dover affrontare, quando uno spazio che ci si prende tutto per sè e per dare libero sfogo alle proprie emozioni (pensiamo a quanto per alcune persone in particolare donne sia "terapeutico" dopo un esperienza dolorosa!) In tal senso non dobbiamo controllare questo comportamento quanto non trasformarlo in qualcosa per noi indispensabile. Infatti lo shopping puo' trasformarsi in vera e propria dipendenza in cui non "si riesce a fare a meno di" e questo porta a sacrificare o a peggiorare la qualità della nostra vita, i rapporti, gli affetti...
Parli di senso di colpa, un segnale a cui potresti fare in tal senso attenzione; al tempo stesso ti suggerirei di prestare attenzione ai tuoi vissuti anche iniziali: cosa provi prima di entrare in un dato negozio? Nella scelta? Nella prova o nell'acquisto? Solitamente in questa fase vengono descritte delle emozioni estremamente positive di piacere (ad es. sentirsi elettrizzati o eccitati) per le quali forse non si presta la dovuta attenzione soffermandosi maggiormente sul dopo: un forte senso di colpa e, a volte, inadeguatezza.
L'atto del comprare inoltre cela spesso un significato psicologico ed emotivo. Ad esempio da quello che racconti mi arriva un forte desiderio di condividere maggiori spazi con tuo marito; ne è il segnale la tranquillità e l'assenza di autocolpevolizzarsi mentre fai acquisti di coppia. Potrebbe essere utile condividere questo aspetto e proporsi in tal senso.

lettera DNon so di cosa ho bisogno. Ho un continuo senso di malessere, non è qualcosa di vago o momentaneo.
Sono pro-ana, ma non perchè mi reputi una brutta ragazza, so di non esserlo, ma io punto alla perfezione. Ho un rapporto quasi morboso col mio corpo e l'estetica in generale. Spesso ho bisogno di restare a guardare la mia immagine riflessa nello specchio anche per più di un ora, a volte nuda.
Ho problemi nelle relazioni con gli altri, o meglio non esattamente...Riesco ad instaurare un buon rapporto con chi voglio, presumo merito della mia bellezza, ma nelle amicizie arriva sempre un punto nel quale non riesco ad andare oltre; me ne sono resa conto da poco, da quando ho 2 "migliori amiche" anzichè una. E' come se io mi fossi fermata mentre il loro legame va avanti; me ne sono resa conto solo ora forse perchè prima trovavo altre scuse per terminare un amicizia che non mi andava più bene. Ora mi sento sola, sono sempre con loro ma non sto bene..o meglio io adoro ciascuna di loro due, ma singolarmente; insieme le detesto, le odio. Sento come se entrambe mi stiano rubando qualcosa. Effettivamente mostravo a malapena il mio affetto per loro ma d'altronde è così anche con i miei genitori, figuriamoci con gli amici.
Con i miei genitori le cose non sono mai andate veramente bene, specie da quando hanno scoperto che fumo e sono pro ana, hanno paura per me ma non hanno capito che non è di questo che devono preoccuparsi perchè non è ana che mi farà del male. Ho deciso di suicidarmi quando mi accorgerò di invecchiare; ho sempre pensato al suicidio e se sono ancora in vita non è per le persone che amo ma perchè se c'è una cosa che mi manca per davvero è il coraggio, per cui continuo a sperare che mi venga dato almeno dalla visione del decadimento del mio aspetto fisico.
(Audrey)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RCara Audrey, ti ringrazio per aver raccontato la tua storia di vita. Curare il nostro aspetto fisico ci aiuta spesso a curare noi stessi e la stretta relazione che c'è tra emozioni e corpo è indubbia, basti pensare ai disturbi sessuali, le problematiche alimentari, gli attacchi di panico e l'ansia che si "servono" del nostro corpo per poter "parlare". Prendersi cura del proprio corpo non significa necessariamente però essere  "perfetti", oltretutto bisognerebbe capire a quale perfezione facciamo riferimento e di chi...
Prendersi cura del proprio corpo significa anche utilizzarlo nelle nostre relazioni, avvicinandosi agli altri. Parli di due amiche con le quali senti di avere difficoltà quando siete in tre, avvertendo forse una sorta di competitività e di incomprensione nei tuoi confronti ("non hanno capito...non è ana che mi fa stare male"). Io proverei a parlare con loro del malessere che stai provando, forse continueranno a non capirti, ma almeno avrai "buttato fuori" le emozioni e condiviso il peso che stai portando in questo momento. Mi sentirei inoltre di suggerirti di rivolgerti ad uno psicologo della tua città per aiutarti ad affrontare questa situazione e ritrovare la giusta serenità.

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