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diventa fan

lettera D

Mi sono sposata all'età di 26 anni, ero una ragazza felice, 5 anni di fidanzamento con questo ragazzo che sembrava del tutto normale, poi incinta decidemmo di sposarci anche se non mi sentivo ancora pronta, ero una donna in carriera e mi mancavano pochi esami per la laurea. Decisi comunque di portare avanti la gravidanza; il rapporto non era sereno,lui cominciò ad essere violento e poco tempo dopo un amico mi confidò che mio marito mi aveva tradito tante volte,anche durante la gravidanza,che si drogava ed è da quel momento che la mia vita cambia il suo percorso,non lo abbandono,ma gli studi e il mio lavoro si per dedicarmi completamente alla sua cura e al suo lavoro che stava andando a rotoli. Sembrava dopo qualche tempo che le cose migliorassero poi un giorno bussò alla mia porta una ragazza di 23 anni che era sua figlia,avuta all'età di 18 anni,noi non ci conoscevamo,ma l'aveva abbandonata.

L'accolgo in casa mia come una figlia, intanto avevo un altro figlio, ma lei dopo qualche mese scappa per il comportamento di questo pseudopadre, aveva scoperto che mi tradiva con una ragazza di 18 anni e che ancora si drogava. Fu così che nel dolore e nella disperazione incontrai un ragazzo che mi fece perdere la testa e mi abbandonai completamente a lui. Era la cosa più bella che mi era mai capitata, non vedevo più il male che mio marito mi faceva. Scoprì la relazione e mi picchiò violentemente. Da quel momento il nostro rapporto cambiò,forse ci innamorammo di nuovo,lui mi tradì ancora,ci lasciammo,poi ritornammo ancora insieme e questo per ancora due volte. L'ultima volta fu dopo che aveva chiesto perdono a mio figlio ormai ventiquattrenne,in ginocchio lo implorò affinchè la famiglia si riconciliasse facendo mille promesse e urlando il suo amore per me. Dopo un anno,scoprì che aveva altri flirt; feci le valige e insieme ai miei figli scappai dall'inferno.

Ora dopo due anni vivo ancora dai miei,ho ricominciato tutto da capo senza neanche un soldo. Ma non mi serve sentirmi dire che sono una donna forte,perchè quando la sera metto la testa sul cuscino nella mia stanzetta,quella di quando ero ragazza,penso sempre a lui e i pensieri si alternano,lo odio,lo amo,mi fa schifo,mi manca. Voglio morire. La mattina mi sveglio che voglio ancora morire, non sopporto di aver sopportato tutto quello, poi il tempo scorre, guardo i miei figli e sono contenta..... (Rosaria)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera R

Indubbiamente sei stata una donna forte. Forte già nell’aver scelto di sacrificare tutto e te stessa per un uomo di cui prenderti cura; forte nel resistere nonostante quello che tu stessa definisci “l’inferno”. Forte nel credere che il rapporto finalmente cambi (ma quante volte te lo sei detto?) nonostante il rapporto non cambi affatto.

Forte poi nel prendere una decisione radicale e nel troncare definitivamente. Forte nel ricominciare da capo, rimettendoti in discussione. Forte nel tornare ad essere figlia, oltre che madre e donna.

E tutta questa forza perché credi non sia utile? La forza così come i vissuti negativi di questa storia possono essere una spinta per andare avanti e proseguire in questa tua nuova strada di vita che porti finalmente alla serenità che ti meriti, nonostante adesso ci sia ancora – giustificatamente - tanto dolore. Sentirsi dire di essere forti può servire se anche noi ci crediamo, se ce ne rendiamo conto e ce lo diciamo a gran voce.

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