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lettera DBuon giorno il problema si presenta con mio marito ci conosciamo da 35 anni conviviamo da 33 e ci siamo sposati su sua proposta 13 anni fa 1 mese prima della nascita del nostro 4 figlio da allora sono iniziati i problemi allontanamento da amici e parenti insulti sempre più pressanti scenate di gelosia assolutamente non motivate aggressioni verso il figlio maggiore (lo ha anche ferito al collo con un cacciavite) non abbiamo mai denunciato ma nostro figlio ha deciso di andarsene di casa per rifrequentarci solo dopo alcuni mesi.
Negli ultimi anni pero' tutte le "rabbie" di mio marito si concentrano su di me ha cercato di strangolarmi, mi insulta pesantemente davanti ai figli minori ci limita nelle uscite (vado a prendere i ragazzi a scuola in quanto abitiamo in una borgata)controllandoci telefonicamente ogni 5 minuti,controlla il mio cellulare(non ho nulla da nascondere)minaccia di togliermi la possibilita' di accedere al conto bancario. Avevo ereditato una piccola somma l’ho dovuta investire nell’azienda di mio marito in cui lavoro anch’io senza mai che mi abbia versato un contributo previdenziale ora minaccia di volersi separare senza riconoscermi nulla, quando viaggiamo in auto guida in modo tale da spaventarci tanto vero che un giorno ad un semaforo e' stato bloccato da un automobilista e strattonato in quanto messo a rischio di incidente; mi sono rivolta al medico di base ho dovuto ricorrere a farmaci per controllare l'ansia e le crisi di panico, ho cercato di parlare a mio marito in caso volessimo consultare uno specialista ma rifiuta ogni aiuto ne ho parlato con i nostri figli maggiori 34 e 31 anni ma preferiscono starne fuori in quanto sanno che col padre non si puo' avere dialogo sono pero' disponibili ad occuparsi in caso di necessità dei fratelli minori 17 e 13 anni. Non so piu' come comportarmi da circa un mese non parlo con nessuno mio marito entra ed esce di casa senza salutare ed in casa non dice 1 parola; il ragazzino cerca di non lasciarmi mai sola in casa con mio marito piuttosto limita i suoi impegni perche' anche lui ha paura ed e' difficile da parte mia spiegare tale comportamento, il padre fuori dalle mura domestiche e' tanto affabile ed estroverso con gli estranei. La saluto, grazie (Maria)


Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RUna piccola premessa per chi legge. Maria ha scritto nella pagina delle vittime di stalking, probabilmente pensando di essere tale. In realtà LO STALKING NON E’ L’ATTO DI VIOLENZA così come la si intende comunemente anche se il comportamento persecutorio può risultare invadente e traumatizzante, inoltre esso può sfociare in un vero e proprio atto violento di tipo fisico. Rispetto alla tua storia, in questo caso quello che mi sento di suggerirti è da un lato di rivolgerti ad uno psicoterapeuta per un possibile incontro anche individuale in cui capire come affrontare emotivamente questa situazione pesante, credo sia un punto importante al fine di recuperare le energie e la giusta serenità; al tempo stesso proverei a contattare personalmente un centro antiviolenza, enti specializzati in queste dinamiche e che certamente potrebbero aiutarti a inquadrare la strategia migliore da poter utilizzare. Tali centri sono presenti in tutti Italia (clicca qui per maggiore informazioni). E’ vero che la possibilità di un colloquio di coppia potrebbe aiutarvi maggiormente, ancora di più se noti un comportamento diverso al di fuori delle mura diverse questo potrebbe rappresentare una esplicita difficoltà vissuta a livello familiare; magari in tal senso potresti provare a convincerlo spiegando che si tratta di un primo colloquio che non è detto abbia del seguito (oltretutto è anche vero!); inoltre potresti comunicargli che la sua presenza sarebbe importante non per lui, ma prima di tutto per te stessa; in questo modo manderesti un importante messaggio a tuo marito: che hai bisogno di aiuto in una posizione difficilmente sostenibile.

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