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DALLA BACCHETTA MAGICA AL FALLIMENTO TERAPEUTICO
Venerdì 21 Aprile,       workshop esperenziale 

 

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AGGRESSIVITA' E VIOLENZA

Aggressività e comportamenti violenti
 
 
 
 

lettera DHo una relazione da un anno con un uomo che fino ad oggi si è sempre dimostrato molto dolce ora se andiamo al mare non vuole che metto costumi troppo scoperti o vestiti troppo scollati e mi rimprovera di non dimostrare abbastanza il mio amore per lui sopratutto quando siamo con i suoi amici; io sono molto timida e riservata e dopo l'ennesima delusione d'amore faccio molta fatica a fare qualsiasi gesto d'affetto ma comunque ci provo però per lui non è mai abbastanza, a volte lo vedo così rabbioso che ho paura che possa diventare aggresivo nei miei confronti. cosa posso fare? (Luana)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RDa quello che racconti ho la sensazione che in questa storia d'amore si siano incontrare due incertezze: da una parte quella del tuo partner forse oggi insicuro e desideroso di maggiori "coccole" e dimostrazioni di affetto, dall'altra la tua incertezza nell'aprirti al partner dopo "l'ennesima delusione". Il rischio è che si crei un circolo vizioso in tal senso: più lui vorrebbe avere maggiori dimostrazioni chiedendolo in toni sempre più accesi, più tu potresti chiuderti spaventata dai suoi modi aggressivi e rabbiosi, più lui potrebbe essere ancora più incerto e fare richieste aumentandone i toni, ecc.
Per rompere un circolo vizioso serve naturalmente l'impegno di entrambe le parti, potrebbe quindi essere utile parlarne con lui invitandolo a "ammorbidire" le sue richieste proprio perchè ti spaventano, al tempo stesso al posto tuo proverei a dare fiducia a questo rapporto: le delusioni ci aiutano ad aprire gli occhi ma devono anche incoraggiarci ad andare avanti e riprovare altrimenti, diventano per noi un legame con il passato sempre più incastrante ed un nodo difficile da sciogliere.

lettera DBuongiorno, sto con un uomo che ha 20 anni più di me e abbiamo insieme una figlia di 2 anni; il problema e che un mese fa mi ha messo le mani adosso, mi ha datto uno schiaffo perchè gli e sembrato che l'ho guardato male come risposta a un discorso che facevamo; ha due stati d'animo:o è indifferente e si chiude nel suo mondo fatto da computer e tv oppure è nervoso, irritato, alza la voce e offende pesantemente.
Dopo l'episodio si è spostato a dormire in un altra camera, io ero traumatizzata che non ha provato nessun avvicinamento a me, non ho visto nessun rimorso, nessuna scusa, nessun rimpianto; ho provato a parlargli, a piangere, a urlare ma nessuna reazione, sembra non abbia cuore, sembra non accorgesene  che sto male per la situazione; va e viene dal lavoro, si mette al computer, parla soltanto ogni tanto con la bimba, con me non comunica, non parla e se ci provo s'inervosisce subito e alza la voce. Sembra infastidito dalla mia presenza.
Cosa devo fare, secondo lei è depresso? Non si entusiasma per niente, neanche quando la bimba ride e gioca, se provo a fargli fare qualcosa si irrita, sembra stanco e svogliato, vuole solo essere lasciato in pace nel suo mondo di tv e computer. Sono disperata, mi sento esaurita anche io, come devo affrontare questa situazione? Gli sembro totalmente indifferente, sembra non amarmi più e sembro essere per lui soltanto un fastidio. Cosa devo fare, cosa gli sta succedendo? Non voglio che la bimba ne risente, aiuto ! (Kandia)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RAncor prima del desiderio di aiutare tuo marito e che la tua bambina non risenta di questo malessere che state attraversando, io mi concentrerei su di me: quali sono i miei vissuti rispetto alla situazione, cosa vorrei dal mio rapporto e da mio marito, ecc. Purtroppo non posso dire cosa gli sta capitando, ho poche informazioni per fare anche una diagnosi di depressione che in ogni modo potrebbe non risolvere il problema.
Hai fatto bene a provare ad avvicinarti ed a comunicare con lui, forse si tratta di un suo momento difficile e non desidera che venga condiviso, o forse è il segnale di un malessere più profondo che investe anche la vostra coppia. In questo momento così difficile potrebbe esserti di sostegno proprio un percorso psicologico che ti aiuti ad affrontare la difficoltà a dialogare con tuo marito ed a capire meglio cosa sta succedendo, oltre naturalmente per ritrovare il benessere che giustamente cerchi.

lettera DSono confusa e addolorata, ho saputo che mia nipote di 22 anni in passato è stata stuprata da mio fratello, io ho creduto a mia nipote e sono in conflitto con mia mamma e il resto della famiglia; mio fratello cioè il padre sta malissimo e i parenti gli sono tutti contro come posso aiutarli, mia mamma non vuole più rivolgermi la parola fino a quando credo a mia nipote, per lei sono solo bugie; come mi devo comportare? ho bisogno di aiuto, l'unica cosa che sto facendo in questo periodo è di stare vicino a mio fratello e mia nipote, ma sono condannata e umiliata da tutti! grazie (Lia)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RCara Lia, credo che in un momento così difficile e di forte impatto emotivo su te e la tua famiglia, quello che stai già facendo (star vicino a tuo fratello ed a tuo nipote) è forse la cosa migliore che puoi fare. Indubbiamente è un passaggio della vostra vita doloroso e complesso, potrebbe essere importante poterne parlare con uno Psicologo della tua città per un possibile sostegno personale o capire con maggiore specificità la tua storia per costruire delle strumenti efficaci per aiutare maggiormente la tua famiglia e te stessa. Una seconda possibilità potrebbe essere l'intraprendere un percorso familiare. Un caldo in bocca al lupo.

lettera DSalve, ho 30 anni e sto con un ragazzo da 4 che ha un anno in piu di me.La prima cosa che avevo notato in lui erano i suo occhi tristi.Lui ha iniziato dopo 2 giorni a dirmi che mi amava alla follia..in quel periodo sporadicamente vedevo ancora il mio ex con cui sono stata 15 anni,ma solo per bene non per altro..cosi ogni tanto per un caffe....quando lui l'ha saputo ha iniziato subito a darmi della bugiarda e a dare titoli molto offensivi; ho pensato che ci tenesse molto a me anche se mi sembrava strano in cosi poco tempo, poi ha iniziato a passare da momenti dolcissimi ad una cattiveria assurda. Ci vedevamo e comunque anche all'inizio passavamo serate in cui lui stava in silenzio chiedevo se c'era qualcosa che non andava, ma lui non mi ha mai risposto. Poi un giorno mi dice che quando era piccolo ha subito una violenza da una donna..un bacio...dentro di me pensavo mi prendesse in giro. Ho sempre cercato di farlo sorridere, rare volte ho visto un'espressione felice e serena sul suo volto; premetto io amo la solarità, stare in mezzo alla gente parlare, ridere, scherzare... ma a lui ha sempre dato fastidio questa cosa che tutti mi volevano bene. Ho chiuso tante amicizie per lui e tante persone le ho perse perche lui si comportava male con loro. Una sera a casa mia ho subito una piccola violenza sessuale, piccola nel senso che io non volevo e in quel momento ho sentito dentro di me una sensazione orribile, indescrivibile, ma ho fatto finta di niente ho pensato che ero pazza io e che esageravo. Una sera durante una litigata mi ha dato della poco di buono perche all'inizio ero uscita con il mio ex, e mi ha detto che io non ero degna dei suoi figli. Gli ho detto che per me la storia era chiusa ed ha iniziato a venire sotto casa,abito da sola, e a cercarmi sul posto di lavoro, e anche i mie colleghi non avevano una buona impressione di lui quasi avevano paura. In alcuni momenti dolcissimo, in altri spietato. Poi sono iniziati i problemi, io ho mollato il mio lavoro indeterminato,perche ero part time e avevo bisogno di un full time per continuare a pagare l'affitto, lui non mi ha mai aiutato economicamente, diceva che mi amava ma mi trattava in un modo strano,ha iniziato a darmi la colpa di tutto, a giudicarmie senza le parole ma con i suoi sguardi e atteggiamenti a farmi sentire uno schifo. Ero confusa e depressa. Non gli andava bene niente e mi accusava sempre, sempre imbronciato, sono rimasta senza casa e non mi ha aiutato. Sono stata 2 mesi da un amica, poi ho trovato un lavoro e piano piano mi sono trovata un piccolo bilocale molto carino. Ci vediamo poco,non sta mai da me a dormire. Per 2 anni ho passato giorni a piangere, con l'ansia, non trovavo piu me stessa, ero confusa, senza capire dove era il bene e il male. Trattata giorni bene e giorni male, per anni ho pensato di fare schifo, di essere un disastro con sensi di colpa ma non riuscivo a mollarlo. 5 giorni fa la sera di natale dopo una litigata mi ha insultata e gli ho dato una sberla, lui ha risposto con una sberla dicendo che facevo schifo mi ha preso al collo non riuscivo più a respirare e mi ha sputato in faccia. Il giorno amici mi hanno convinta ad andare al pronto soccorso e dai carabinieri, non sono riuscita a denunciarlo per vari motivi ma i carabinieri hanno voluto parlargli. Lui ha detto che non era vero e dava la colpa a me. Non ci siamo piu sentiti; da una parte sto meglio e penso che mi abbia fatto il lavaggio del cervello per la sua gelosia, ma continuo a darmi la colpa e farmi domande: ho sbagliato qualcosa? Sono matta? Sono io che ho sbagliato tutto? Volevo una famiglia con lui....help (Timea)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RCredo sia stato importante essere riusciti a chiudere questa relazione così sofferta e travagliata, anche se è indubbiamente un momento molto difficile in quanto richiede la forza nel ri-costruirsi al di là di un rapporto e nel pensarsi senza la persona che abbiamo tanto amato.
Tante donne non riescono a effettuare questo passaggio, rinchiudendosi in una relazione affettiva non soltanto insoddisfacente ma distruttiva, dalla quale diventa sempre più difficile slegarsi. Le domande che ti poni potrebbero essere importanti per permetterti di andare avanti in questa separazione (che deve essere anche e soprattutto emotiva, aspetto questo molto più a lungo termine rispetto alla separazione fisica dell'allontamento dal partner!), ti suggerisco al tempo stesso di stare attenta ai dubbi che stai affrontando perchè potrebbero portarti a ridimensionare la separazione e riprendere il rapporto che ti ha logorato per poter finalmente rispondere alle tue domande.

lettera D

Mi sono sposata all'età di 26 anni, ero una ragazza felice, 5 anni di fidanzamento con questo ragazzo che sembrava del tutto normale, poi incinta decidemmo di sposarci anche se non mi sentivo ancora pronta, ero una donna in carriera e mi mancavano pochi esami per la laurea. Decisi comunque di portare avanti la gravidanza; il rapporto non era sereno,lui cominciò ad essere violento e poco tempo dopo un amico mi confidò che mio marito mi aveva tradito tante volte,anche durante la gravidanza,che si drogava ed è da quel momento che la mia vita cambia il suo percorso,non lo abbandono,ma gli studi e il mio lavoro si per dedicarmi completamente alla sua cura e al suo lavoro che stava andando a rotoli. Sembrava dopo qualche tempo che le cose migliorassero poi un giorno bussò alla mia porta una ragazza di 23 anni che era sua figlia,avuta all'età di 18 anni,noi non ci conoscevamo,ma l'aveva abbandonata.

L'accolgo in casa mia come una figlia, intanto avevo un altro figlio, ma lei dopo qualche mese scappa per il comportamento di questo pseudopadre, aveva scoperto che mi tradiva con una ragazza di 18 anni e che ancora si drogava. Fu così che nel dolore e nella disperazione incontrai un ragazzo che mi fece perdere la testa e mi abbandonai completamente a lui. Era la cosa più bella che mi era mai capitata, non vedevo più il male che mio marito mi faceva. Scoprì la relazione e mi picchiò violentemente. Da quel momento il nostro rapporto cambiò,forse ci innamorammo di nuovo,lui mi tradì ancora,ci lasciammo,poi ritornammo ancora insieme e questo per ancora due volte. L'ultima volta fu dopo che aveva chiesto perdono a mio figlio ormai ventiquattrenne,in ginocchio lo implorò affinchè la famiglia si riconciliasse facendo mille promesse e urlando il suo amore per me. Dopo un anno,scoprì che aveva altri flirt; feci le valige e insieme ai miei figli scappai dall'inferno.

Ora dopo due anni vivo ancora dai miei,ho ricominciato tutto da capo senza neanche un soldo. Ma non mi serve sentirmi dire che sono una donna forte,perchè quando la sera metto la testa sul cuscino nella mia stanzetta,quella di quando ero ragazza,penso sempre a lui e i pensieri si alternano,lo odio,lo amo,mi fa schifo,mi manca. Voglio morire. La mattina mi sveglio che voglio ancora morire, non sopporto di aver sopportato tutto quello, poi il tempo scorre, guardo i miei figli e sono contenta..... (Rosaria)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera R

Indubbiamente sei stata una donna forte. Forte già nell’aver scelto di sacrificare tutto e te stessa per un uomo di cui prenderti cura; forte nel resistere nonostante quello che tu stessa definisci “l’inferno”. Forte nel credere che il rapporto finalmente cambi (ma quante volte te lo sei detto?) nonostante il rapporto non cambi affatto.

Forte poi nel prendere una decisione radicale e nel troncare definitivamente. Forte nel ricominciare da capo, rimettendoti in discussione. Forte nel tornare ad essere figlia, oltre che madre e donna.

E tutta questa forza perché credi non sia utile? La forza così come i vissuti negativi di questa storia possono essere una spinta per andare avanti e proseguire in questa tua nuova strada di vita che porti finalmente alla serenità che ti meriti, nonostante adesso ci sia ancora – giustificatamente - tanto dolore. Sentirsi dire di essere forti può servire se anche noi ci crediamo, se ce ne rendiamo conto e ce lo diciamo a gran voce.

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