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DEPRESSIONE

Calo dell'umore e depressione
 

lettera D

Sono Simona 30 anni, vivo da anni fuori casa, mi sono laureata e da allora la mia vita e' iniziata a vagare come una trottola. Ho mollato la mia relazione decennale perchè mi mancava qualcosa..Ma  ero felice, partii per Milano. Raggiante in cerca di qualcosa, mi sentivo libera. Un giorno conobbi un uomo con cui andai a vivere insieme. Lavorai per lui in una scuola. Ero felicissima. Volevo iscrivermi in Accademia .Insegnavo disegno nonostante avessi fatto studi diversi (Architettura..come  mi consigliò mio padre). Poi la vita con il mio ex divenne pesante mi sentivo mancare l'aria e mi faceva sentire sbagliata.

lettera D

Il mio problema non è personale, ma riguarda mia madre. Da circa 10 anni lotta con la depressione, è stata in cura per parecchio tempo con psichiatra, psicoterapeuta, psicologa e ha preso anche parecchi psicofarmaci, anti depressivi, ansiolitici, tutto questo in seguito alla separazione da mio padre.

Negli ultimi 4 anni ha sviluppato anche un'ossessione, in pratica crede di essere innamorata di un personaggio televisivo originario della nostra città, ha cercato più e più volte contatti con lui in occasione di interviste, contattando la famiglia di lui, andando agli eventi aperti al pubblico, telefonando a casa. 

lettera DCiao mi chiamo Alessandro e ho 27 anni, ho una figlia di 3 anni da una precedente relazione, nel 2008 ho comprato una casa con la mia consorte (era inabitabile) e da li tutto e' degenerato, perso lei vedo poco mia figlia, perso il lavoro, dimagrito 15kg, ho provato ad andare da psicologi ma senza successo, uno mi propinava solo medicine, non gli fregava niente di cosa sentissi, l'altro il migliore della città...bah dalle domande sembrava lui aver bisogno di qualcuno... ("hai dei valori un po strani" io " sono gli stessi di gesu cristo" lui: " ti senti gesù cristo" io" salve arrivederci"). Provo a suicidarmi calcolando la concentrazione di antidepressivi sul peso , ma li sputo (sembrava diluente), comunque riprendo la forma fisica e sedo le crisi DA SOLO.
> Mi sento molto a disagio e solo, ultimamente non posso parlare dei miei problemi con nessuno, il fatto è che provoca delle reazioni strane, si arrabbiano tutti con me, sono il mostro... eppure giuro che cerco di avere una linea calma e sensibile , ho rimasto un solo amico e con lui non ne parlo ho troppa paura di perderlo, con i miei genitori non ho rapporto (quando ce l'ho mai avuto?), mio padre non parlo da 3 mesi ormai e mia mamma è succube di se stessa, per loro che mi suicidi è impossibile, neanche credono l'abbia fatto davvero... vorrei morire ma non voglio che mia figlia ne senta una mancanza, però non sopporto una vita senza la famiglia che ho creato e allo stesso tempo so che comunque anche se ci fosse possibilià, non perdonerei la mia ex,non voglio un'altra famiglia,non voglio che mia figlia viva le stesse mie angoscie,sentendosi esclusa,ho paura di avere un'altra donna, ho paura di far sesso un aiuto su internet per me è l'ultimo baluardo, non credo più negli psicologi, ma un ultimo tentativo è di rigore.
(Alessandro)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RCaro Alessandro,
posso comprendere quanto sia difficile affrontare a volte le proprie problematiche, ancora di più se ci si sente soli nel farlo, aspetto questo evidenziato diverse volte nel tuo racconto e rafforzato da esperienze fallimentari specialistiche. Sebbene la tua storia mi porterebbe a richiedere maggiori approfondimenti e specificazioni, non essendone questa la sede adatta, mi preme però fermarmi per un attimo su alcuni punti. Il primo punto, forse maggiormente informativo, è rispetto al primo specialista che hai contattato e che non era probabilmente uno psicologo dato che ti ha prescritto dei farmaci; in tal senso potrebbe essere stato uno psichiatra (ossia un medico) con possibile successiva specializzazione in psicoterapia. Ci sono psichiatri quindi che si limitano ad una consulenza farmacologica ed altri con i quali intraprendere un percorso psicologico accanto ad una prescrizione ed aggiornamento dei farmaci da assumere.
Un secondo punto che vorrei riprendere sono appunto queste due esperienze fallimentari psicoterapeutiche; comprendendone la naturale sfiducia che può conseguire e la difficoltà a trovare "la persona giusta" per se stessi, io ti inviterei a riconsiderarne la possibilità, non è detto che ci sia una terza esperienza negativa, naturalmente qualora tu voglia farti aiutare. Credo che sia importante pensare di poter contare su un sostegno psicologico in questo momento dato i pesi emotivi che sembrano accompagnare il tuo racconto di vita e dei quali sarebbe forse giunto il momento di liberarsene. A volte sembra sia più veloce e forse facile liberarsi dalla vita piuttosto che da questi pesi che non ci permettono di star bene con noi stessi e con gli altri. Ti inviterei a riflettere su quello che ti trattiene, su quello che hai costruito e che giustamente non vuoi perdere, sulla tua vita che è quella che tu hai raccontato ora, ma è tanto tanto altro, ne sono sicura.

lettera dSono una ragazza di 21 anni che apparentemente dalla vita sembra abbia avuto tutto quello che vuole, ma purtroppo non so perchè da quasi 4 mesi mi sento infelice.
Quasi un anno fa, mi sono fidanzata con un ragazzo stupendo di 30 anni, dopo una storia a distanza prima Roma- Torino, poi Torino-Inghilterra e successivamente Torino-New York. All'inizio non ero molto sicura, non perchè non lo amassi, ma perchè pensavo fosse un passo molto grande per me vista la mia età. Mi ricordo che in quel periodo, lui mi faceva delle pressioni indirette per vedere quale sarebbe stata la mia possibile risposta. Io non sapevo che cosa fare, soprattutto perchè lui si stava per trasferire nella grande mela, ma alla fine accettai. Durante quel periodo ricordo che non riuscivo a dormire e questo mi preoccupava moltissimo, anche perchè dovevo affrontare gli esami dell'università. Ho sempre vissuto molto male, la nostra storia a distanza, perchè era molto difficile sopportare la sua mancanza e perchè non mi piaceva la piega che la mia vita stava prendendo. Non vivevo più alla carpe diem, ma ogni giorno era tutto incentrato su quando potevamo sentirci
al telefono, quando vederci, vivevo insomma in vista del calendario. Capisce dottoressa, che quando mi disse che si sarebbe trasferito a NY per me fu un peso troppo grande, ma che alla fine superai. Lui si e' trasferito ad ottobre dell'anno scorso e io sono stata senza di lui per un mese. Per tutto quel mese non riuscivo a dormire e quando questo accadeva, ossia sempre, ne approfittavo per chiamarlo,a causa del fuso orario.
Ora mi trovo qui con lui da circa 3 mesi. All'inizio appena arrivai, attraversai un periodo difficilissimo e inspiegabile. Mi veniva da piangere per niente e non volevo stare da sola. E quando ciò accadeva, perchè lui doveva andare a lavorare mi venivano delle crisi di panico mista ad ansia e avevo bisogno di stare fuori di casa o parlare con qualcuno, ma non da sola. Adesso sono passati tre mesi, tutto questo e' passato, ma mi sento ancora adesso insoddisfatta, nonostante la mia vita proceda bene, tra studio e una vita insieme a lui, lui che era quello che volevo. Ma purtroppo,ho degli sbalzi d'umore, me la prendo spesso con lui e lo provoco anche se so che non dovrei. A volte non mi sembra nemmeno di riconoscere me stessa, soprattutto perchè sono una persona, a detta di tutti, molto dolce e tranquilla. Avrei bisogno di un consiglio, perchè non voglio più stare male. Voglio tornare ad essere la persona spensierata che ero un tempo. Voglio avere il pieno controllo di me stessa e avere l'autostima che u tempo avevo.
Grazie per l'attenzione.(Giulia)

 

Risposta della dr.ssa Laura Catalli: 
lettera rCredo che il tuo malessere sia la reazione ad un periodo di "tolleranza emotiva" in cui forse ti sei centrata troppo su "Giulia con" e troppo poco su "Giulia senza" cioè sulla parte di te che non è legata a questa relazione e che andrebbe "ricaricata" proprio per i momenti di solitudine che appaiono insuperabili. Comprendo la fatica nel mantenere un rapporto nonostante le distanze ed i cambiamenti che questa relazione ha dovuto affrontare, ma - ecco il mio suggerimento - non perdere di vista mai te stessa, coltiva sempre quella Giulia che altrimenti si sentirebbe perduta quando l'altro non c'è, quella Giulia che adesso fa fatica a ricostruirsi proprio perchè è stata forse per troppo tempo messa da parte...

lettera dPerchè vedo e penso tutto negativo? Perchè ho tremendi ed esagerati sbalzi d'umore? E perchè me la prendo e mi incattivisco con il mio ragazzzo che mi vuole bene? (Enrica)

 

Risposta della dr.ssa Laura Catalli: 
lettera rTi poni importanti domande che non possono trovare una risposta univoca e pre-determinata. Di conseguenza vorrei comunicarti le mie sensazioni alla lettura di queste tue parole, più che una risposta certa e lineare che poco ti aiuterebbe e difficilmente potrebbe avvicinarsi alla tua storia di vita, proprio perchè sono da approfondire diversi aspetti: le relazioni, i cambiamenti ed i momenti difficili come vengono affrontati, i vissuti emotivi. E rispetto a questi ultimi, leggendoti, mi è arrivata una profonda rabbia, a volte espressa tramite l'incattivirsi con chi ci vuole bene, altre volte con il mondo e con se stessi (vedere tutto negativo e gli sbalzi d'umore). Per far luce su questi aspetti ti consiglio però di rivolgerti ad uno psicologo che possa accompagnarti in questo cammino chiarificatore su te stessa per la riscoperta della perduta felicità.

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