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DALLA BACCHETTA MAGICA AL FALLIMENTO TERAPEUTICO
Venerdì 21 Aprile,       workshop esperenziale 

 

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lettera DLa mia storia risale a 12 anni fa. Ora ho 48 anni e sono sposata da 26 con una figlia di 16. A 36 anni, resami conto che il mio matrimonio era finito, espressi l'intenzione di separarmi. Da quel momento iniziarono azioni contro di me da parte sia di mio marito che dei miei genitori che abitano alla porta accanto alla mia.

Telefonate al cellulare, insulti, scenate e telefonate mute continue sul posto di lavoro, rifiuto di vedere mia figlia, che allora aveva 4 anni, da parte dei miei genitori, le mie telefonate venivano registrate da mio marito e fatte ascoltare ai miei genitori che poi mi insultavano, lettere ingiuriose, controlli sulle persone mie amiche e talvolta anche ingerenze nella vita di queste ultime. Mio marito è arrivato alla violenza fisica. Ho avuto paura, anche per mia figlia che era troppo piccola per affrontare tutto ciò, e sono tornata sui miei passi e piano piano le cose sono rientrate. Ora vivo ancora con mio marito, accanto ai miei genitori anziani, e tutti sono molto gentili....Io sto impazzendo. Non c'è stato giorno che io non abbia ripensato a tutto quello che è successo. Mi sento un'incapace che se lo merita perchè ho permesso tutto ciò. Sto malissimo, sono ossessionata e rivivo continuamente quei mesi, mi adeguo alla loro ipocrita gentilezza ma mi sento un verme. Ho il pensiero fisso che devo andare via ma non so come fare, non so come affrontare la cosa con loro. Penso che le persecuzioni di cui sono stata oggetto abbiano lasciato in me ferite profonde che non sono guarite e condizionano ancor ora la mia vita. Come posso ritrovare un po' di serenità e forza per affrontare i miei persecutori e riprendermi la mia vita? (Diana)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RCara Diana,
comprendo quanto sia difficile trovare il coraggio per affrontare il proprio persecutore, ancora di più se è una persona a cui siamo legati ed al quale abbiamo riposto fiducia e considerazione. Dal tuo racconto non è chiaro come mai anche la tua famiglia si sia attivata appoggiando tuo marito e, successivamente, abbia ripristinato una situazione di serenità, come se non fosse accaduto mai nulla, creando una "realtà poco reale" in cui è facile impazzire! La tua storia esprime a mio avviso una sofferenza molto importante perchè connessa anche ad una mancata valorizzazione familiare, un appoggio durante la separazione che è venuto a mancare e che risulta molto utile in un momento di cambiamento come quello che hai dovuto affrontare. Sapere di non essere appoggiata ma criticata per la tua decisione, ti ha portato a fare marcia indietro per ristabilire una serenità "di facciata", che nasconde nuovamente la tua sofferenza facendo il gioco di tuo marito e della tua famiglia. Quello che mi sento di consigliarti è a questo punto di provare ad intraprendere un percorso psicologico che ti aiuti e ti sostenga nel recupero delle energie e della forza necessaria per affrontare una volta per tutte la problematica che si è venuta a creare.

 

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