lettera DSalve. In controtendenza alle mail finora pervenute, gradirei chiarimenti maggiori sul confine assai labile che separa una persona abbandonata ed esasperata che vorrebbe almeno dei chiarimenti, da uno stalker.


In breve: anni addietro sono stato repentinamente lasciato da una ragazza. spergiurava di amarmi e di volere una vita assieme e una figlia da me. di colpo è sparita dopo avermi mai lasciato senza spiegazioni e avermi fatto perdere un lavoro, e per due anni non ne ho mai avute. io ero talmente prostrato per lo choc e le malattie somatizzate che non riuscivo a cercarla (da me ha ricevuto un massimo di 10 sms, 1 chiamata e due lettere). dopo due anni si è rifatta viva con una lettera confusa piena di spiegazioni ossimoriche che si chiudeva col diktat di non volermi mai più rivedere per evitare di rivivere la vergogna, la colpa e lo schifo di quel che mi ha fatto. io non ne sono più innamorato ma il dolore lasciatomi è enorme e sento con una certa sicurezza che rivederla anche solo per un caffè al bar potrebbe aiutarmi a superare, almeno parzialmente, la ferita e potrebbe aiutare lei a scavalcare la colpa. lei, per i motivi di cui sopra, continua a non volerne pervicacemente sapere. in tutto ciò, sebbene esasperato, non l'ho mai minacciata, ricattata né insultata. il mio desiderare di rivederla fa di me uno stalker? un malato mentale? mi rende legalmente perseguibile? (Fabrizio)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RNon sei perseguibile come stalker se non attui dei comportamenti ripetuti di intrusività nella vita di questa ragazza. Se è solamente uno il tentativo che hai fatto per contattarla e non provi ad avvicinarti a lei in altro modo (tramite telefonate, pedinamenti, messaggi, ecc.); in tal senso ti suggerisco di leggere questa pagina per capire meglio cos’è lo stalking .
Affermi che un possibile incontro con questa ragazza potrebbe aiutare entrambi. Nel caso di lei, credo che se hai già provato a proporglielo e non ne vuole “pervicacemente sapere”, allora sarebbe il caso di desistere, considerando che in questo caso è un suggerimento che le stai dando per aiutarsi, un consiglio che non deve diventare obbligo in nessun caso.
Nel tuo caso invece potrebbe essere importante riuscire a parlarne con qualcuno, un amico ad esempio oppure considerando la possibilità di chiedere aiuto ad uno specialista per affrontare questo momento che, dalle tue parole, mi sembra molto difficile da superare, avendo trovato la soluzione che ti riporterebbe verso il benessere (l’incontro) ma trovando dall’altra parte la mancata condivisione ed il rifiuto, lasciandoti sospeso sul da fare e su alcune risposte che vorresti darti (che risulta diverso dall’avere!). Uno psicologo potrebbe aiutarti in questo, a capire meglio queste domande, a trovare alternative per ritrovare la serenità che giustamente stai cercando.

 

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