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diventa fan

 

lettera DBuona sera, sono una ragazza di 24 anni con un problema enorme:da circa 1 anno s'è conclusa 1 storia con un uomo di 35 anni, durata 2 anni;in questa storia avevo investito tutta me stessa, ma quando poi la situazione è degenerata ed non andavamo più d'accordo, la storia è finita, lì è iniziato il mio incubo.

Da parte sua i peggio insulti "MUORI, DEVI MORIRE, NON VALI NULLA, MI FAI SCHIFO, UNA COME TE MEGLIO PERDERLA CHE TROVARLA, SULL'AEREO CHE SI è SCHIANTATO IN SPAGNA CI DOVEVI ESSERE TU, CHE MUOIANO I TUOI GENITORI, ETC..." E' venuto in villeggiatura dove mi trovavo, offendendo mia madre ed impedendomi di uscire dall'hotel in quanto appostato lì davanti...non voglio denunciarlo, non ce la farai mai, perchè anche se è finita, una parte di me è molto legata a lui, e questo lui l'ha capito...prima mi insulta nel peggiore dei modi e poi mi chiede scusa strisciando dicendo che mi ama tanto...ora nella mia vita c'è un'altra persona, che mi aiuta, capisce ed è stata con me sempre, senza mai lasciarmi sola...ho fatto solo una seduta di psicoterapia, poiché non me lo posso permettere x il costo e la dott.ssa ha detto che in me ci sono 2 personalità: una attaccata al passato, che perdona tutto quello che l'ex mi fa passare, e l'altra "felice" del presente, del ragazzo che ha, ma comunque molto spesso delusa della sua vita...
Cosa devo fare? Mi può aiutare per favore? Grazie! (Mary)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RSpesso il comportamento di molestia assillante viene avvertito in modo intenso e devastante; credo in tal senso che le parole espresse da questo tuo ex, scritte da te in stampatello, possano chiarire quanto detto. Anche la difficoltà nel denunciarlo è molto frequente: questo capita perché hai di fronte una persona che manda comunicazioni ambigue (“muori” e “ti amo” per intenderci)e si fa fatica a capire a quale dei due messaggi credere. Allora ti inviterei a riflettere come mai tra questi tu creda maggiormente al secondo messaggio (il “ti amo”), segno è che non lo aggredisci a tua volta o non cerchi di bloccare i suoi comportamenti segnalandoli alle autorità. Dici che non ce la fai perché una parte di te è ancora legata a lui: questo mi fa pensare che andare contro le molestie di quest’uomo potrebbe per te rappresentare un modo per andare contro te stessa e ciò potrebbe bloccarti dal farlo. Non conosco la tua storia di vita, ma sono d’accordo con questa collega rispetto alle due personalità (io preferisco però parlare di “parti” in modo che non si pensi alla famosa doppia personalità, molto diversa!): una legata al passato, una “presente nel presente”. Credo sia importante non rinnegare queste parti o far finta che non ci siano, piuttosto farle interagire per un benessere attuale.
Sicuramente questo spazio non può sostituire quello più ampio e maggiormente utile di una psicoterapia che caldamente ti suggerisco di seguire per affrontare questa difficoltà. Spesso chi ne ha più bisogno non “se lo può permettere”, se questo è il tuo caso e non ci sono altre motivazioni che ti portano a non chiedere aiuto, vorrei che tu sapessi che oggi ci sono diverse possibilità per ricevere un sostegno psicologico: sedute ogni quindi giorni anziché alla settimana, rivolgersi ad un consultorio pubblico (vi è il pagamento di un ticket per una serie di sedute), inoltre considera che molti psicologi hanno un onorario ridotto per studenti o persone con problematiche economiche... Tutto questo si aggiunge, se ancora non lo hai fatto, ad una possibile richiesta alla tua famiglia, dato che si è trovata essa stessa coinvolta potrebbe capire perché in questo momento senti il bisogno di un aiuto. Non voglio assolutamente “farti i conti in tasca” ma credo che molto spesso mettiamo in secondo piano i nostri disagi emotivi sicuri che prima o poi si supereranno e gradualmente questi disagi diventano sempre più grandi ed imbattibili...

 

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