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lettera DBuongiorno, sono una ragazza di 21 anni. 2 anni fa ho intrapreso una relazione con un ragazzo 11 anni più grande di me. La notizia non è stata gradita inizialmente da mia madre (con la quale vivo da anni,dopo la separazione dei miei genitori) la quale era preoccupata per la considerevole differenza di età. Successivamente,però,dopo aver conosciuto questo ragazzo,lei ha accettato la nostra storia,accogliendolo in famiglia con molto affetto; lui veniva a casa, trascorreva molto tempo con noi,ma presto alcuni suoi comportamenti si sono rivelati ossessivi nei miei confronti, dati da una profonda gelosia che si manifestava ogni qualvolta parlassi con qualcuno(anche 1 familiare).


Ciò mi produceva un profondo stato d'ansia. Non potevo essere me stessa nonostante io non vada tuttora in discoteca, non esca con amici...ma conduca una vita tranquilla,studiando all'università e avendo solo sane amicizie.
Al che stanca di continui litigi per banalità,l'ho lasciato più volte, ma ogni volta lui riusciva a "tirarmi" a se,giocando con la mia sensibilità,affermando di aver bisogno di me,della mia forza per andare avanti..e così dopo milioni di sms,telefonate,mail ecc...mi sono fatta sempre intrappolare credendo che fosse amore e che lui fosse cambiato. E così anche oggi dopo 2 anni nonostante litighi tutti i giorni con mia madre affinchè non si opponga a questa storia, so dentro di me che vorrei tanto finisse...ma ho paura che lui possa far qualcosa a me e alla mia famiglia. Spesso quando decido di non vederlo più,inizia ad assillarci,disturbando mia madre, mia sorella, me, con ripetuti squilli a casa anche di notte. Si presenta alla casa dello studente nel paese in cui studio e dopo pianti e segni di pentimento da parte sua, sembra che tra noi torni la "pace"."Pace" che non vorrei. Voglio liberarmi di lui ma ho paura! (Cinzia)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RSe desideri davvero “liberarti di lui”, dovresti innanzi tutto cercare di non cedere ai suoi tentativi di rinnovato contatto in quanto, da come descrivi, potresti mandare il messaggio che è possibile ristabilire una relazione seppure con fatica e questo credo sia stato colto dal tuo ragazzo. Comprendo sia difficile fare i conti con le proprie aspettative ed accettare che la persona che abbiamo di fronte non potrà rispondere a queste, ma è importante in una relazione di coppia un reciproco rispetto, elemento spesso assente quando vi è il fenomeno di stalking. Da un lato quindi attraverso un comportamento maggiormente coerente potresti essere proprio tu a chiedere (e pretendere) un maggiore rispetto di te e della tua famiglia, così come dei tuoi rifiuti. In secondo luogo sarebbe importante comunicargli qualora i comportamenti assillanti continuassero, circa la possibilità di denunciare tali atti e quindi procedere legalmente. Questa opzione è spesso affrontata con difficoltà soprattutto da chi ha avuto con il proprio stalker un rapporto significativo e la si vive come strategia che porta sensi di colpa ed altri vissuti emotivi che ostacolano la possibilità di prendere le distanze dall’altra persona.

 

Studio di Psicoterapia MenteSociale

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