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DALLA BACCHETTA MAGICA AL FALLIMENTO TERAPEUTICO
Venerdì 21 Aprile,       workshop esperenziale 

 

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lettera DBuongiorno,sono una ragazza di 23 anni e da pochi mesi ho chiuso una relazione con un ragazzo più piccolo di due anni. Il nostro è stato un colpo di fulmine...da parte sua. Dopo qualche incertezza ho ceduto ed è iniziata quella che sembrava una storia d'amore perfetta. Lui sembrava perfetto e non mi pesava se mi chiamava cinque sei volte al giorno o la notte. Diceva che senza di me non poteva stare, voleva sempre sapere cosa facevo e dov'ero...con una marea di messaggi. Le sue attenzioni mi facevano piacere finchè sono diventate troppe...Piombava a casa mia a tutte le ore, spesso senza preavviso e mi faceva le poste fuori dal lavoro e fuori da scuola. Mi aspettava sotto casa anche fino a notte fonda se uscivo con gli amici. Questo quasi tutti i giorni...mi lasciava cose sul tappeto di casa. Ho iniziato a sentirmi a disagio e a respingerlo finchè poi ho deciso di lasciarlo. Lui non si è arreso...mi pedinava...una volta mi ha seguita per tutto il centro...l'ho lasciato migliaia di volte,non ha mai rispettato i miei no, ha continuato a chiamarmi e a farmi la posta fuori di casa e al lavoro. Per me è stato impossibile rifarmi una vita normale...davo per scontato che lui fosse là. Non sono mai stata troppo dura con lui perchè gli volevo bene nonostante tutto. La sua insicurezza e la sua incapacità di andarsene mi pesava e incapace di farmi rispettare ho iniziato a sentirmi in colpa...e ad avere paura che lui si facesse troppa strada nella mia vita. Contattava i miei amici per parlare loro di me e con mia madre aveva stretto un rapporto confidenziale dicendole che avevo molti problemi da risolvere. Lui faceva il mio salvatore, l'innamorato...dimostrandomi il suo affetto...distruggendo la mia vita. Qualche mese fa è venuto sotto casa mia, pur frequentando altre ragazze, alle tre di notte, e pretendeva che uscissi per poter parlare con me...non sono uscita e il giorno dopo è sparito. Ovviamente nulla di quello che mi ha riferito lui era vero; la sua versione era che se ne andava per motivi seri di salute e per un viaggio molto lungo che aveva in programma.(Non è mai partito e sta benissimo.) Da una parte felice, dall'altra ho scoperto che nell'ultimo periodo metteva le mie chiamate in vivavoce con amici e che a molte persone anche di mia conoscenza ha raccontato fatti non veri sul nostro rapporto. Dall'anno scorso soffro di attacchi d'ansia e sono stata in ospedale già tre volte per questo. Il primo l'ho avuto a casa...un giorno che con la febbre alta lui è venuto sotto casa mia per farmi una piazzata. Mi sento profondamente danneggiata da questa persona che a primo avviso sembra la più premurosa della terra, non tanto perchè ha ferito le mie aspettative di giovane donna ma perchè mi ha fatto provare paura...paura di chi dice ti amo e poi ti soffoca piano piano e ti mortifica. Pensavo di poter controllare la cosa e l'ho sottovalutata...ora che non può più danneggiarmi con la presenza lo fa con la parola...parlando ad altri di me in modo molto negativo. Avessi affrontato prima il problema con serietà sicuramente lo avrei denunciato...ora se nè andato...ma io continuo a sentirmi come se lui fosse sotto casa...ancora sento il peso delle sue parole... (Silvia)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RIn questi casi è molto importante a mio avviso capire il contributo personale al malessere che proviamo a causa di un’altra persona. Una persona alla quale abbiamo dato fiducia ed affetto, regalando le nostre aspettative attendendone una risposta. Una risposta che in questo caso arriva in modo diverso, con troppo amore, ma senza un confine. Ci si puo’ sentire in questi casi invasi, mortificati, impauriti, delusi... frequentemente accanto a questi vissuti negativi, si insinua una flebile speranza che il lui in questione cambi o che si fermino questi atteggiamenti di soffocamento. Ed è proprio questa speranza l’ostacolo maggiore per riuscire a dire di no completamente, mettendo la parola fine ad un rapporto che diventa sempre piu’ logorante. Un secondo importante ostacolo in questi casi è il controllo. Spesso, soprattutto nei primi tempi in cui ci si confronta con l’atteggiamento invadente dell’altro, si pensa di poter controllare la situazione e con essa anche le nostre emozioni associate. Che continuano però a convivere con noi e come una pentola a pressione, escono fuori quando ci sentiamo troppo “pieni”, magari sotto forma di ansia o attacchi di panico. In tal senso, credo sia importante cominciare a chiedere un aiuto, come hai fatto in parte scrivendo la tua storia in questo spazio, magari rivolgendoti ad uno psicoterapeuta che possa aiutare a gestire meglio i tuoi vissuti emotive recuperando la giusta serenità.

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