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lettera D

Salve, ho 25 anni. Vi scrivo perchè da molto tempo mi rendo conto di non stare bene, sono triste e spesso avverto un enorme senso di vuoto che non riesco a colmare. La causa credo sia la morte di due persone importantissime per me, che velocemente, prima una, poi l'altra, nell'arco di soli due anni mi hanno lasciato. E non riesco ad andare avanti. Non ho più un equilibrio. Mi hanno cambiata e tolto il sorriso.

Sono sempre stata molto timida e introversa, ma se prima ero solare e pronta ad affrontare qualsiasi cosa, adesso sono sempre triste, ansiosa e profondamente insicura. Mi sento un'incapace e una brutta persona, sia dentro che fuori, e non riesco più a parlarne con le mie amiche perchè non fanno altro che ripetermi che sono l'esatto contrario. A peggiorare il tutto una vita sentimentale completamente assente. Non ho un ragazzo dall'età di 20 anni, forse perchè ricerco un tipo di ragazzo ideale che nella realtà non esiste ed è difficile che qualcuno mi piaccia veramente. Ma lo vorrei tanto. Adesso che la mia insicurezza è aumentata esponenzialmente, credo anche di allontanarli con il mio silenzio e carattere troppo chiuso. Inoltre, durante la malattia della seconda persona ero lontana da casa per studio. Lì ho convissuto per un anno con un gruppo di persone e mi piaceva molto uno di loro. Si è creato un legame molto forte di amicizia, ma non ho mai confidato i miei sentimenti e qualcuno lo ha fatto per me. Risultato? Assolutamente niente. Lui era preso da un'altra che non lo ricambiava e io ero un'amica, con cui però non si poteva confidare.  Io sono ritornata e siamo rimasti amici anche a distanza, sentendoci quasi ogni giorno per più di un anno, poi un pò meno. Rivederlo a distanza di tempo mi ha lasciato del tutto APATICA, anzi mi sono accorta che non riesco ad essere me stessa con lui, mi annienta l'autostima facendomi sentire brutta e stupida, anche se non fa niente con questo scopo, anzi. è una cosa che provo solo io, che mi ha fatto allontanare da lui. Il fatto che non sia riuscita a conquistare una delle poche persone che mi piaceva realmente dopo anni, mi ha reso ancora più insicura.  E io non sono brutta. E lui non è un sex symbol. Mi ha fatto capire che non so relazionarmi con il sesso opposto. Mi imbarazzo facilmente.  Cosa ho  che non va? Poi se ci penso bene, anche di questo non mi importa niente. Non ho entusiasmo e interesse per niente. Mi sento come su delle sabbie mobili...e sto annegando. che devo fare? come posso andare avanti e credere di nuovo in me? Grazie (Alexis).

 

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera R

 Cara Alexis, innanzitutto scusami per il ritardo in questa mia risposta, complice la mia assenza lavorativa di questi primi mesi dell’anno. Mi piacerebbe sapere come stai oggi, a distanza di due mesi da questa tua email, ma mi atterrò a mie piccole riflessioni che spero possano ritornarti utili.

Affrontare un lutto non è cosa facile, anzi: è spesso un passaggio doloro, traumatico, emotivamente pesante. Affrontarne due in poco tempo è probabilmente ancora più devastante.

Quello che tu ora stai conoscendo è la tua “parte-ombra” spesso tenuta nascosta agli altri (tanto è che non vi è riconoscimento dei tuoi stati emotivi attuali) ed è indubbiamente difficile riuscire a gestirla. Ancora prima, riuscire a viverla con la giusta serenità senza (riportando le tue parole) sentirsi “un’incapace, una brutta persona” .

L’equilibrio che senti ora di aver perso, può essere ri-costruito facendo dialogare questa parte con quella maggiormente conosciuta a te stessa ed agli altri ovvero la parte solare con la quale sembri identificarti maggiormente. Per farlo occorre prima di tutto accettare  le personali sfaccettature emotive (la tristezza come l’apatia, come l’imbarazzo, etc) senza provare a mandarle via o a pensare che c’è qualcosa che “non va”. La fase “down” in cui ti trovi è del tutto naturale perché significativo emotivamente è stato il doppio lutto che hai dovuto affrontare.

Per non lasciarsi “annegare” da queste acque così dolorose, il “trucco” è goderti il mare in cui ti trovi, conoscerlo, osservarlo, viverlo senza attivarsi insistentemente per tornare subito a riva.

 

 

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