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lettera DHo quasi 18 anni e da 2 vivo una storia bellissima con il mio ragazzo. inizialmente i miei genitori si sono opposti in tutti i modi perchè ero ancora troppo piccola ma dopo alcuni mesi hanno accettato la mia situazione. Il problema è questo: in questi ultimi 2 mesi ho vissuto un periodo con il mio ragazzo nel quale entrambi non sapevamo più "cosa volevamo" tanto che alla fine lui ha deciso di lasciarmi; tuttavia era come se effettivamente stessimo ancora insieme, entrambi sentivamo uno la mancanza dell'altro tanto che dopo un giorno lui è ritornato da me. Secondo il mio parere queste "incertezze" servono da una parte per verificare e dall'altra per rafforzare il rapporto di 2 persone.

Tra l'altro il mio ragazzo mi ama sul serio! i miei invece non lo accettano la vivono come una questione personale. Non vogliono che io frequenti il mio ragazzo non vogliono farmi uscire nè farmi parlare con le mie amiche. Me ne fanno e dicono di tutti i colori e anche se io tento di parlare non mi ascoltano, sono disperata. Mi dicono che il mio ragazzo mi sta prendendo in giro che mi usa che io non sono capace di prendere una decisione e loro vogliono agire al posto mio, e tante altre cose (anche molto cattive con il mio ragazzo). Sono anche violenti. non so cosa fare. Il mio ragazzo non sa nulla di questo e preferirei tenerlo fuori... non li capisco... cosa devo fare? per caso c'è qualcosa di sbagliato? vi prego aiutatemi. (Eliana)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RA volte quando si ha il desiderio di aiutare una persona alla quale vogliamo bene, rischiamo che il nostro aiuto non venga riconosciuto come tale e che crei incomprensione, conflitto, difficoltà di dialogo, aggressività, distanza... proprio quello che magari non volevamo!
A volte è difficile come genitori riuscire ad aiutare una figlia che sta crescendo e sta vivendo le prime esperienze emotive forti.  
A volte è difficile anche rendersi conto di quanto chi abbiamo di fronte non sia più una bambina ma un giovane adulto e quando lo scopriamo è complicato capire come muoversi, cosa fare...
Questi pensieri appena espressi sono spesso esplicitati dai genitori di un figlio adolescente con il quale è più frequente scontrarsi che incontrarsi, sebbene il desiderio di un avvicinamento ci sia.  
Quello che ti suggerirei è quindi di parlare dei tuoi vissuti rispetto ai tentativi dei tuoi genitori di non farti soffrire, provando a condividere con loro quanto sia importante per te questa storia e  che l'incertezza non debba necessariamente far rima con come alcune cadute di per sè non siano negative, in quanto aiutano da un lato a rialzarsi meglio la volta dopo e dall'altro a gustarsi maggiormente "lo stare in piedi" !

 

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