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lettera DSalve, Le scrivo un pò titubante perchè è la prima volta che mi affido ad un sito online legato alle problematiche umane e sociali,poi non sapendo dove collocare la mia richiesta... Sono una ragazza di 24 anni che a dispetto di com'era al passato,ha perso parte della sua forza interiore ed ora si ritrova a condurre una vita priva di stimoli esterni,quasi sempre segregata in casa.. A causa di un mio inappagamento mi sono barricata dentro casa con la finalità di uscirne lavorando su me stessa,in modo tale da poter iniziare a condurre una vita più normale,almeno secondo certi standard.

Come le dicevo prima,sono sempre stata una ragazza forte e valorizzavo quelle che erano tutte le caratteristiche di spicco della mia persona,una ragazza che tutti consideravano intelligente e fuori dalla norma,ma oggi mi rifugio nell'invisibilità perchè non riesco a stare bene con me stessa e l'ambiente circostante anzichè stimolarmi mi demotiva. Non ho un lavoro,ho interrotto gli studi dopo aver conseguito il diploma,ho un fidanzato che non riesco a vedere più di una volta alla settimana perchè a fatica riesco a mettere piede fuori le mie quattro mura ed oltretutto sei mesi l'anno divido la mia stanza con mia nonna materna la quale,come molti anziani,non riesce a mettersi nei miei panni e ad essere più ottimista nei confronti di una ragazza di 24 anni... Io non per superbia ma sono convinta che non tutte le ragazze della mia età dividerebbero per così tanto tempo la propria stanza con una nonna,tra l'altro una di 80 anni che non incarna il prototipo della nonna saggia e dolce,una nonna capace di darti speranza nonostante abbia i suoi mali.. Mia madre è legata morbosamente a lei ed io,cercando di accettare la sua presenza nella mia stanza,cerco di pensare alla sua gioia nel saperla qui in P. piuttosto che in L.,nonostante sia un pò pesante sopportarla (tra l'altro ha i suoi attacchi di panico perchè ha paura di morire e molto spesso mi trasmette questa angoscia parlandomi molto spesso di malattie...) Io ogni volta che ho provato a parlarne con mia madre lei diventa aggressiva ed intrattabile,accusandomi di essere una specie di fallita che si nasconde dietro i suoi problemi per non affrontare il mondo esterno (può anche essere che in questo momento della mia vita io non stia reagendo come dovrei,ma non mi ritengo una fallita solo perchè gli altri ragazzi conducono una vita diversa dalla mia..) e pertanto lei cerca di vertere il discorso su questo facendomi pesare il fatto che io a mia volta le voglia far pesare la presenza di mia nonna. Quando ci sono queste sfuriate ci tiene a ricordarmi che non faccio nulla di straordinario,che mia nonna non è affatto così pesante e che la nonna paterna è niente al confronto(mi sono dimenticata di dirle che da anni i miei genitori concorrono ad una specie di gara su chi abbia la madre più insopportabile e l'argomento "mamme" per i miei genitori ha sempre portato litigi ed incomprensioni),quindi tutto sfocia nel solito banale clichè ed anzichè comprendere le mie ragioni,penso faccia finta che non ci sia nessun tipo di sacrificio per sentirsi meglio con la sua coscienza... Sono io a dovermi sentire viziata ed insensibile nel pensare che non sia facile per me avere nella propria camera una nonna che invade i tuoi spazi,che ti parli sempre e solo di malattie o che ti ripeta addirittura 20-30 volte al giorno le stesse cose... Nella mia casa non ci sarebbe altra sistemazione perchè ovviamente l'altra stanza è per mio fratello che di questi problemi non ne ha. So già che lei mi consiglierebbe di uscire da questa casa,di realizzarmi e lei avrebbe tutte le ragioni di questo mondo a darmi questo consiglio,ma purtroppo quando varco la soglia di casa non riesco a vivere spontaneamente la mia vita e per me anche la più semplice delle azioni diventa una sequenza ben calcolata e controllata,mentre vorrei semplicemente poter essere me stessa anche fuori,vorrei poter assaporare l'aria e la vita con la naturalezza che riesco ad avere solo quando io sono sola.. Io mi sto impegnando per farlo,mi sono anche affidata ad una nutrizionista per perfezionarmi fisicamente ed il mio desiderio non è accomunabile con quello di tante altre persone che vorrebbero dimagrire perchè pensano che così facendo la società le accetti di più,la mia esigenza è da ricercare nella mia voglia di trovare un certo equilibrio che controbilanci sia corpo che mente,per poter uscire da questo blocco debilitante... Prima di concludere il mio sfogo dirompente,le dico che tra l'altro mia nonna ultimamente sta avendo i suoi capricci e siccome è stata operata per un tumore allo stomaco con successo ora credo sfrutti la cosa per tenere in pugno mia madre ed il suo eccessivo attaccamento.. Difatti lei non ha più voglia di vivere a R. da sola e siccome l'altro figlio purtroppo sapendo che c'è mia madre che se ne occupa sempre preferisce lavarsene le mani,alla fine si sta presentando più volte l'ipotesi che lei viva stabilmente da noi.. Come lei ben sa c'è crisi disoccupazionale in Italia,e qui al momento ci sono solo dei lavori in nero che non mi permetterebbero affatto di sistemarmi,anche perchè non vorrei che mi mantenessero loro l'affitto,non lo concepirei.. Mi perdoni se sarò risultata confusionaria e prolissa,ma avevo bisogno di scrivere tutto questo fiume di parole... (Antonella)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RIl "fiume di parole" è il benvenuto quando permette di creare uno spazio per se stessi e per le proprie emozioni... Ho letto con accuratezza il tuo racconto di vita ed il suggerimento che mi verrebbe da darti non è tanto di realizzarti uscendo da casa, ma di cominciare a farlo dentro casa, luogo dove spesso ci sentiamo in difficoltà, non comprese, in conflitto... Il disagio di cui parli mi sembra sia molto legato alle relazioni familiari (con tua nonna, con i tuoi), mi sembra importante in tal senso quando dici che la naturalezza senti di averla soltanto quando sei sola. Dato che siamo costantemente in relazione con gli altri, sarebbe ottimale riuscire a diffondere questa sensazione anche nei rapporti con gli altri, partendo appunto da quelli che vengono vissuti quotidianamente e che ci portiamo con noi, rapporti significativi come quelli che si hanno con la propria famiglia. Il fiume di parole magari è stato una spinta a chiedere aiuto, potresti continuare a farlo rivolgendoti ad uno psicologo che possa sostenerti a continuare a "buttar fuori" i pesi emotivi che traspaiono anche in queste righe, d'altro canto potrebbe aiutarti a vivere con la giusta serenità le relazioni, per riuscire a sentirsi bene sia dentro casa che fuori.

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