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lettera DSalve,sono una ragazza di 23 anni,i miei genitori si sono separati quando avevo 8 anni e non ho rapporti con mio padre(e comunque non penso mai a lui).Mio fratello vive a Londra(anche con lui non ho un rapporto molto forte) e io vivo con mia madre. Provo un forte odio nei confronti di mia madre,anche se non vorrei e non so perchè.


Mi irrita ogni suo gesto (dal muoversi al mangiare),ogni sua parola,ogni suo comportamento anche se è gentile con me. Spesso la reputo stupida e di mentalità paranoica. Mi da fastidio la sua presenza e il suo essere come persona,anche se spesso mi accorgo di essere simile a lei e ciò mi provoca un'ira ancora più forte! La tratto malissimo,mi scaglio sempre contro di lei anche senza motivo,anche se mi dispiace non riesco a fermarmi. Sono bulimica e in quei periodi divento ancora più CATTIVA! Lei è sola,vive solo andando in chiesa e a lavorare...e le rinfaccio anche questo. So che la sto uccidendo lentamente!Perchè lo faccio? Come faccio a fermarmi? mi dico
di fermarmi,ma non riesco è più forte di me anche se mi dispiace. Dentro di me le attribuisco la colpa di come sia la mia vita,di non avere una sicurezza economica,di non essersi ritrovata un uomo(per avere almeno una figura paterna),di tendermi ad isolarmi(anche se ho amici che non considero veri al 100%),di non riuscire affatto ad aprirmi di fronte a un ragazzo che mi piace,di non essere mia complice,le dò la colpa di come sono io...e ciò che mi fa più paura è di ritrovarmi come lei.. Allora sapendo che la sua vita è solitudine e infelicità, perchè continuo a ucciderla?!e so che lei vorrebbe morire... Poche volte con difficoltà ho provato a chiederle scusa,ma sentendomi rispondere male le cose andavano degenerando! Provo un forte e irrefrenabile odio verso di lei anche se non vorrei. Come faccio?! Aiutatemi per favore (Melania)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RCara Melania,
spesso è più facile dirigere la rabbia della nostra vita sugli altri perchè ci permette di "toccare" questa emozione senza esserne travolti, liberandoci temporaneamente da auto colpevolizzazione che ci addolorano ancora di più. Accorgersi del dolore degli altri è difficile in questi casi, ma credo che nel tuo caso questo sia potuto accadere ed ora ti ritrovi da un lato a sentir colpevole tua madre del tuo malessere e dall'altro a volerla liberare da colpe e dolori che tu stessa affermi di contribuire a dare. Mi sembra inoltre che dal racconto che hai fatto della tua famiglia (tuo padre con cui non hai rapporti, tuo fratello che vive lontano...) ci sia un forte vissuto di solitudine che coinvolge tutti la cui possibile reazione forse inefficace è quello di creare una distanza (geografica o fisica, come nel tuo caso). Credo sia importante in tal senso poter chiedere aiuto, cosa che hai già cominciato a fare chiedendo un parere in questo spazio, ma la mia risposta in tal senso è purtroppo limitata in quanto non conosco la tua storia di vita ed alcuni aspetti di questo racconto andrebbero approfonditi in un contesto psicoterapeutico che possa aiutarti da un lato a ritrovare la giusta serenità e dall'altro a ricostruire un buon rapporto con tua madre che possa "ricaricare" entrambe.

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