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lettera D

buona sera, vi scrivo in merito ad un mio vicino tossicodipendente che mi perseguita ormai da 2 anni solo ed esclusivamente perche gli ho scritto un messaggio in cui gli chiedevo di limitare le urla notturne, da li ne è nata una situazione fatta di appostamenti, insulti per strada, aggressioni fisiche e verbali, chiamate alla polizia in cui si inventava le cose, lancio di oggetti e sputi sui panni stesi alla finestra ecc ecc... ho gia fatto varie denunce, è stato diffidato, ogni volta che chiamo o chiama la polizia viene portato o in questura o all'ospedale perche totalmente ingestibile a causa dell'alcol e delle sostanze, mi ha controdenunciato per disturbo alla quiete perche ascoltavo la musica alle 5 del pomeriggio.. a ottobre ci sarà la prima udienza, potrei fargli praticamente una denuncia al giorno, ma il suo avvocato ogni volta chiede un rinvio ad ogni mia denuncia, quindi sto cercando di tenere duro fino a quel giorno.. ma ho davvero paura di questa persona, mi ha già aggredito con un bastone ed una testata mandandomi all'ospedale e ogni giorno che passa subisco soprusi continui..

volevo chiedere:

-intanto cosa dire alla polizia quando la chiamo per farla accorrere il prima possibile, spesso infatti si affaccia alla finestra urlandomi insulti per pochi secondi, e nn vorrei trovarmi nei guai nel caso arrivassero, gli andassero in casa, lui nega ed io passo ancora dei guai per procurato allarme, anche perche appena se ne va la polizia comincia ad aggredirmi verbalmente..

-se c'è un centro di tutela per le vittime di stalking, ho visto che sono principalmente per le donne, mi sentirei più sicuro a parlare con uno psicologo che mi possa dare consiglio su come comportarmi perche non riesco davvero più a vivere, ho paura di uscire di casa col cane e di trovarmelo di nuovo ubriaco con un bastone in mano che mi aspetta (l'ingresso di casa mia è indipendente e dislocato dal palazzo in cui entrambi abitiamo, lui dalla sua finestra ha modo di vedermi quando esco perche il portone di casa sua è in un vicolo)

-quante possibilità ci sono realmente che questa situazione cambi, nel senso, un giudice può effettivamente mandarlo via di casa? può dargli un limite in cui nn si può avvicinare?

-questa persona ha avuto numerose condanne per reati simili (ubriachezza, rissa, guida in stato di ebbrezza, offesa a pubblici ufficiali, trattamenti sanitari obbligatori causati dall'instabilità e dalla violenza, aggressioni, ecc), mentre io al massimo ho avuto un paio di multe per divieto di sosta.. un giudice ne tiene conto durante il processo per inquadrare le due persone? non dico durante il giudizio per l'inasprimento della pena, ma per valutare gli stili di vita delle parti in causa?

-ho già un avvocato che pago profumatamente, con lui mi trovo bene, ma volevo sapere se per caso c'è un patrocinio gratuito, e se si dove posso informarmi.. immagino debba togliere la procura al mio attuale avvocato.. nel caso nn ci fosse, posso richiedere oltre ai danni per la testata, anche la parcella del mio avvocato?

-sto tenendo un diario con tutte le persecuzioni subite, dagli sputi agli insulti per strada, ecc.. puo contare qualcosa in tribunale? spesso cerco di registrarlo con il telefonino, a volte ci sono anche riuscito nei casi più gravi.. sia le registrazioni che i miei scritti, possono valere qualcosa davanti ad un giudice?

-ho davvero paura che tutti i miei sforzi siano vani, che la paura che mi incute questa persona possa presentarsi anche davanti al giudice.. c'è qualcosa che mi puo venire utile al riguardo? chesso.. essere interrogati separatamente, rilasciare deposizioni scritte o altro?

 grazie per il tempo concessomi, scusatemi se mi sono dilungato troppo, forse avevo solo bisogno di sfogarmi, visto che nonostante le varie denunce questa persona continua quotidianamente con questo comportamento.. naturalmente sono disposto ad aggiungere dei chiarimenti alla mia situazione per via telematica, spero di avere una risposta al più presto, grazie. (Alessandro)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile signore,

le sono vicino per tutto quello che sta passando. E’ davvero terribile. Da quello che scrive capisco che ha già fatto tutto il possibile per contenere i comportamenti del suo stalker. Ci rimane davvero poco da fare, speriamo che i procedimenti penali in corso le diano quanto prima soddisfazione. Le posso dire di continuare ad avvisare le forze dell’ordine ed il suo avvocato di ogni nuovo atto persecutorio, sporgendo denuncia. Per questo motivo va bene tenere un diario e vanno bene anche le registrazioni, che daranno corpo alla sua versione dei fatti. Credo che rivolgersi ad uno psicologo per un consiglio sia una buona idea. Uno dei provvedimenti che la magistratura può adottare in questi casi, come le avrà già riferito il suo avvocato, è il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa dal reato (art. 283 bis c.p.p.) e, da quello che scrive, le condizioni per l’applicazione di tale misura cautelare ci sono tutte. E’ naturale che il giudice, in sede di valutazione della misura cautelare, tiene conto della descrizione personologica del soggetto al quale applicare il provvedimento (pregresse condanne ecc.). L’art. 76 del dpr_115_2002 dispone che può essere ammesso al gratuito patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.628,16, se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante, ai fini della determinazione dei limiti di reddito, si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, Irpef, o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, ovvero a imposta sostitutiva. Infine, non abbia paura, in fondo è solo quello che vuole il suo persecutore. In bocca al lupo.

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