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lettera D

Temo che se lui volesse mi potrebbe denunciare per stalking. Me, e almeno un'altra donna. Tutto è cominciato su Internet, è confluito nella realtà ed è diventato uno stillicidio. Abbiamo cominciato a chattare a metà dicembre del 2008 (mi ha contattata lui), ci siamo incontrati a gennaio del 2009, abbiamo vissuto 10 giorni di passione travolgente. Lui stesso si è occupato di cose utili a garantire la nostra privacy finché ci vedevamo. Poi è ripartito per la sua città. (Originario della mia, sono tanti anni che sta fuori.) In me è scattato il terrore da abbandono. Vero è che mi ero separata da mio marito a giugno del 2008 e quindi di sicuro avevo ancora tante lacerazioni da risolvere con me stessa. Ma non credo di avere attuato stalking, allora. Lo cercavo. Cercavo un contatto, questo sì. Poi sfuggivo io stessa per non risultare invadente o pressante, o per non ottenere altri rifiuti. Sono due anni adesso che ci conosciamo. A volte ci siamo rivisti, qui, quando lui è tornato. Perlopiù dietro mia insistenza, ma non sempre. Ha fatto l'amore con me, ci è stato bene, me l'ha detto con grande tenerezza. Ha scritto un paio di email e di sms in cui c'è un trasporto profondo e sofferto per me. Poi mi tratta male, mi rifiuta, mi allontana. Nel 2009 ho viaggiato per mezza Italia per andare a offrirgli un pranzo, anche se la sera prima mi aveva scritto un sms in cui mi diceva "Non ho voglia di fare l'amore: se vieni per quello lascia perdere." Quando io mi spostavo per lui, mica per... Va be'. Quello che fa impazzire è il comportamento contraddittorio. Una volta dice che sarebbe bello vedermi, la volta dopo non ci sono lasciami in pace. Non arrivo a impazzire sempre solo perché ho anche io una vita da vivere, i miei problemi da risolvere, i miei interessi, conoscenti e amici, un'aspirazione all'indipendenza e la capacità di sviluppare relazioni sociali civili affettive e anche amorose. (Già, non sono facile in effetti: come spesso capita, sono gelosa di quello stesso che faccio anche io. Il guazzabuglio del cuore umano.) Però rimane il mio tarlo: mi è capitato a volte (molto di rado) di fare dei giretti di perlustrazione nei dintorni delle sue abitazioni della zona - senza mai cercare di entrare in contatto con nessuno però: non amo coinvolgere nessuno che sia esterno al problema. E invece, quando parto per i miei giri, è per un bisogno di ricordarmi i posti che abbiamo condiviso da un lato, e dall'altro - è vero - anche accertarmi che lui non sia qui in città di nascosto da me, dopo le sue profferte passate che non lo avrei perso mai. Vorrei vederlo, parlargli per cercare di chiudere definitivamente quello che per me diventa in certi momenti uno stillicidio, o instaurare un rapporto amichevole, tranquillo e trasparente. Ricordarmi le cose belle invece di essere ferita dalle cose brutte. Anche lui qualche volta in passato ha dato voce a forme di gelosia nei miei confronti e poi se le è rimangiate; altre volte ha manifestato in modi indiretti un certo orgoglio del mio modo di esprimermi e di esprimere quello che lui è (stato?) per me, chiedendomi di poter pubblicare sul proprio blog cose scritte da me per lui o con lui. Ultimamente invece non l'ho più cercato con la frequenza di prima: sia perché ho molto da fare; sia perché mi sono detta che non volevo pesare su di lui; sia perché non sono in condizioni di ricevere un altro rifiuto e ferite, visto che ho già un po' di impegni di lavoro, famiglia e altro a cui ottemperare. Dieci giorni senza un'email, e visto che in passato mi aveva chiesto di diradarle la cosa dovrebbe farli piacere. Qualche messaggio gli ho mandato: sono gelosa delle sue relazioni, è vero, e forse negli sms di questi giorni sono stata pesante di nuovo nel fargli sentire questa cosa. Invece di gradire la mia discrezione e invece di informarsi su come io stia e i miei problemi di cui ha notizia (io chiedo sempre come stanno i suoi, e lui invece di capire che è interessamento umano a volte ne risulta come infastidito), ne approfitta per defilarsi del tutto. E' sparito. Io ieri lo cerco e lui non risponde al telefono. Non so se solo a mio beneficio o di chiunque. Ora. Al di là del fatto che la mia salute emotiva e mentale mi ringrazierebbe con tante feste se la piantassi di tornare a cercare o a dare affetto o importanza a chi mi ha trattata secondo la più vasta gamma dall'amore e la cura al disprezzo. Ma mi chiedo: posto che da questa sintesi un po' confusionaria risultano atteggiamenti ambigui da parte sua (tra affetto, passione, nostalgia e rifiuto, fastidio, allontanamento) , il fatto che io torni periodicamente a farmi viva può essere considerato stalking? O rientra in rapporti quotidiani per quanto anormali e anomali? (Bruna)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile signora,

grazie per la sua bella e-mail. Comprendo molto bene il suo stato d’animo. Quando un rapporto si interrompe è normale cercare di contattare l’ex partner per provare a riallacciare la relazione, ciò non costituisce attività di stalking. Il persistere in queste condotte nel momento in cui l’altra persona ha manifestato il desiderio di non accettare tali contatti (in maniera implicita o esplicita), se non stalking va ad integrare il reato di molestie (art. 660 c.p.). La soluzione al problema è abbastanza semplice, se l’altro non la vuole non la merita nemmeno, sicuramente guardandosi intorno troverà qualcosa di molto più bello e di molto più sereno, che fino ad adesso magari non ha notato.

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