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diventa fan

lettera DMi chiamo Giada e sono un'autrice. Ho avuto una relazione di un anno e mezzo con un uomo molto più grande di me, sposato e padre di famiglia; ha troncato improvvisamente la nostra storia 7 mesi fa ed io ingenuamente ho tentato di chiedere una spiegazione chiamando insistentemente per meno di un mese e mandando parecchi sms. Mai avuto risposta fino a quando la questura mi convoca per ammonirmi per stalking. Sono caduta nella disperazione più totale trovando tra l'altro illegittimo il ricorso alla legge, cosa che lo ha aiutato in maniera discreta a liberarsi di me e a preservare l'ignobile segreto nei confronti della sua famiglia. Non è lui la vittima, ma io che da quel giorno visito periodicamente uno psicologo, prendo antidepressivi, perennemente in attesa di un confronto con lui, di una risposta che mi dia la possibilità di andare avanti. La legge antistalking puo' essere strumentalizzata cosi, mi chiedo? Posso in qualche modo contattarlo senza essere perseguibile di reato? Grazie per l'attenzione. Cordialmente (Giada)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile signora,

comprendo alla perfezione il suo stato d’animo. Purtroppo la condotta che lei ha tenuto nei confronti dell'uomo (telefonate e sms insistenti protratti per un consistente periodo di tempo), integra perfettamente quanto previsto dalla normativa relativa agli “atti persecutori”, tanto che il Questore le ha notificato l’ammonimento. Le ricordo che l’art. 612 bis del codice penale (atti persecutori) punisce tra l’altro chi “...con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e gravo stato di ansia...”.
Nel suo caso le richieste di chiarimenti sono state percepite dall’altra persona in forma molesta, tanto da averne avuto alterato fastidiosamente -o importunamente- lo stato psichico. La valutazione della condotta molesta va inoltre riferita alla psicologia normale media, cioè in relazione al comune modo di vivere e sentire. Ciò sta a significare che se alcune telefonate ed sms per ottenere dei chiarimenti rientrano in una condotta normale media, un mese di chiamate insistenti integrano senza dubbio una condotta molesta. Non entro nel merito se il comportamento tenuto dall'uomo nei confronti di una signora sia nobile o meno (a lei, signora, va tutta la mia personale simpatia), sicuramente nel richiedere l’ammonimento ha agito lecitamente nel rispetto della normativa.
E’ pur vero che i distacchi sono dolorosi (ognuno di noi c’è più o meno passato), ma ad un certo punto è necessario farsene una ragione; insistere nel momento in cui si ricevono continui feedback negativi, oltre ad essere deleterio dal punto di vista psicologico, integra sicuramente una condotta di stalking (inoltre, citando un vecchio proverbio -me lo lasci dire- chi non la vuole sicuramente non la merita nemmeno).
Riguardo alla domanda se può contattare quest'uomo in seguito alla notifica dell’ammonimento, le rispondo di no nella maniera più assoluta, incorrerebbe in una probabile denuncia per la quale si procederebbe addirittura d’ufficio, senza possibilità di remissione. Mi auguro di avere sue nuove buone notizie.

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