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lettera DBuongiorno sono una ragazza di 28 anni e sono separata da circa un anno e mezzo. Mi sono separata da mio marito perchè ormai la vita con lui era impossibile: cronometrava quanto tempo ci mettevo per arrivare dal lavoro a casa, mi chiedeva gli scontrini della spesa, si arrabbiava se trovava il telefonino occupato. La sera che ho deciso di andare via mi ha picchiato. Non l'ho mai denunciato, ho scelto di fare la separazione consensuale e non ho chiesto niente per me solo un assegno per il bambino. Pensavo che la separazione mettesse fine al mio incubo. Invece no...ne è cominciato uno nuovo. Ogni volta che ha la minima occasione mi ricorda che sono (scusate il termine) una puttana, che mi vuole vedere morta sotto una macchina che se sbaglio con mio figlio me lo porta via e agisce per vie legali. Stranamente in questo anno e mezzo che sono via da lui, mi sono trovata la macchina rigata, un chiodo nel pneumatico. Se il bambino stava male e gli dicevo che lo portavo dallo specialista senza avvisarlo, m'insultava e il giorno dopo si recava nell'ospedale dove ero andata per vedere se gli avevo detto la verità o mentivo. Non sono libera di portare mio figlio dai miei genitori quando sta male (purtroppo non posso stare a casa giorni e giorni devo lavorare se voglio mantenermi!): se gli mento e gli dico che mia mamma è venuta a casa mia con il piccolo malato, dopo qualche giorno mi fa sapere che lui sa benissimo che non è così che il bamabino l'ho portato dai miei. Vi giuro sto vivendo un incubo. E' venuto persino a sapere che il mio attuale compagno ha lavorato per un periodo in nero prima di essere assunto regolarmente, quanti giorni di malattia fa. Mi sento mancare l'aria. La sua frase migliore è ricordarmi che lui rappresente la legge (è un agente di polizia penitenziaria)e si sente intocabile. Quando mi aggredisce cerco di ribattere di difendermi ma so che dura fino alla prossima volta. Credo che ora sia arrivato il momento di fermare tutto questo, ma ho bisogno di aiuto. Non so che fare. Grazi eper la disponibiltà (Valy)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signora,
comprendo molto bene la difficile situazione che sta vivendo. Non la affronti da sola, non abbia timore e ricorra all’aiuto di un centro anti violenza che, credo di capire, per la sua zona è quello di Aosta, “Centro donne contro la violenza”, Federazione Casa delle Donne c/o Consulta Regionale Femminile della Valle d'Aosta Viale dei Partigiani, 52 - 11100 Aosta Tel. 0165/238750 - Fax 0165/42242- Se non vuol rivolgersi ad un centro antiviolenza può raccontare quello che sta vivendo ad un avvocato di sua fiducia o ad un ufficio di Polizia. L’importante è che non si isoli, farebbe il gioco del suo persecutore.

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