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lettera DHo conosciuto un ragazzo nel 1998, siamo stati insieme, ci siamo lasciati nel frattanto aveva già iniziato con atteggiamenti ossessivi e persecutori (minacce, sputi, danneggiamenti, contatti con amici, parenti....) ho sporto denuncia e inoltrato diffida. Poi ho sbagliato, ho ceduto e ci siamo frequentati ancora di nascosto. Poi sono andata all'estero a studiare e dal 2000 ho mantenuto sempre un atteggiamento di rifiuto/indifferenza nei suoi confronti che invece a fasi alterne non smetteva di ricordare a tutti che ero pazza e che lui invece c'era. Nel 2002/03 c'è stato un processo (nel frattanto ha investito un mio parente che in un'occasione cercava di difendermi) e ho deciso di patteggiare perchè non volevo più saperne nulla. Sono cresciuta, ho cambiato casa, ho seguito una psicoterapia, sono diventata grande e forte, vivo con un uomo splendido. Non lo vedo da almeno 4 o 5 anni e lui negli ultimi tre ha provato a contattarmi per "vie traverse". Cercandomi tramite un albo di professionisti, tramite facebook e pochi giorni fa ha citofonato a casa di mia mamma. Non voglio che l'incubo ritorni, non voglio che ci faccia più del male, temo per me (ma non sa dove abito, credo, altrimenti me lo sarei già trovato sotto casa) ma soprattutto per i miei familiari, sorelle, nipoti...non si è mai fermato davanti a niente. Sono passati anni, ma la sensazione che ho provato ieri è la stessa di dieci anni fa. Non avevo dato peso alla ricerca del contatto l'anno scorso e quello prima ma evidentemente nella sua testa c'è qualcosa che non va. Vuole parlare, è quello che da detto al citofono a mia mamma, lei ha appeso. Sono così arrabbiata, non voglio più che ci dia fastidio non voglio più che mi cerchi, ne ho diritto. Ho paura per i miei cari. Anni di silenzio in cui non ha mai, evidentemente, smesso di pensare ad un'ossessione. Un centro di aiuto mi ha consigliato di sporgere denuncia. Quello che fa è stalking, una volta erano molestie. Ho paura per mia mamma e i miei parenti ma abbiamo diritto a vivere in pace e liberi. (Valeria)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signora Valeria,
segua i consigli che le hanno dato al centro d’aiuto. Magari, se inizialmente non vuol sporgere querela, può richiedere l’”Ammonimento del Questore” rivolgendosi all’ufficio di Polizia più vicino. Nella richiesta d’ammonimento dovrà riferire esattamente tutte le notizie che ha riportato nell’e-mail che ha inviato, indicando i testimoni che hanno assistito alle ultime vicende (per es. sua madre). Successivamente, se lo stalker non desisterà dal suo comportamento, lei potrà sporgere querela ed in questo caso la procedibilità diverrà d’ufficio.

 

ho conosciuto un ragazzo nel 1998, siamo stati insieme, ci siamo lasciati nel frattanto aveva già iniziato con atteggiamenti ossessivi e persecutori (minacce, sputi, danneggiamenti, contatti con amici, parenti....)ho sporto denuncia e inoltrato diffida. Poi ho sbagliato, ho ceduto e ci siamo frequentati ancora di nascosto. Poi sono andata all'estero a studiare e dal 2000 ho mantenuto sempre un atteggiamento di rifiuto/indifferenza nei suoi confronti che invece a fasi alterne non smetteva di ricordare a tutti che ero pazza e che lui invece c'era. Nel 2002/03 c'è stato un processo (nel frattanto ha investito un mio parente che in un'occasione cercava di difendermi) e ho deciso di patteggiare perchè non volevo più saperne nulla. Sono cresciuta, ho cambiato casa, ho seguito una psicoterapia, sono diventata grande e forte, vivo con un uomo splendido. Non lo vedo da almeno 4 o 5 anni e lui negli ultimi tre ha provato a contattarmi per "vie traverse". Cercandomi tramite un albo di professionisti, tramite facebook e pochi giorni fa ha citofonato a casa di mia mamma. Non voglio che l'incubo ritorni, non voglio che ci faccia più del male, temo per me (ma non sa dove abito, credo, altrimenti me lo sarei già trovato sotto casa) ma soprattutto per i miei familiari, sorelle, nipoti...non si è mai fermato davanti a niente. Sono passati anni, ma la sensazione che ho provato ieri è la stessa di dieci anni fa. Non avevo dato peso alla ricerca del contatto l'anno scorso e quello prima ma evidentemente nella sua testa c'è qualcosa che non va. Vuole parlare, è quello che da detto al citofono a mia mamma, lei ha appeso. Sono così arrabbiata, non voglio più che ci dia fastidio non voglio più che mi cerchi, ne ho diritto. Ho paura per i miei cari. Anni di silenzio in cui non ha mai, evidentemente, smesso di pensare ad un'ossessione. Un centro di aiuto mi ha consigliato di sporgere denuncia. Quello che fa è stalking, una volta erano molestie. Ho paura per mia mamma e i miei parenti ma abbiamo diritto a vivere in pace e liberi.

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