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lettera DSalve, nell'estate 2007 ho iniziato una storia con una persona, che credevo davvero di principi e valori di un certo tipo. la storia è andata avanti tranquillamente, con tanti progetti, fino a gennaio 2008, quando ho scoperto che lui aveva una storia parallela che manteneva di nascosto. tra l'altro era da poco tempo morto mio padre, pertanto il tradimento è stato un dolore per il quale davvero non avevo spazio. dopo l'accaduto abbiamo molto litigato, ma io con il lutto non ero forse nelle condizioni di prendere delle decisioni forti, forse sarebbe stata la cosa migliore. pertanto abbiamo continuato a vederci come amici (una cena a settimana, chiamate quotidiane, ecc) in attesa di un chiarimento che lui prometteva ma non ha mai avuto il coraggio di darmi, che era la conditio sine qua non per eventualmente ricominciare una relazione. non ha mai voluto affrontare il problema, non ne aveva il coraggio. a me andava bene vederci da amici, perchè non gli portavo rancore, e col passare del tempo mi andava bene l'amicizia, non qualcosa di più. ora da un paio di mesi mi sta forzando per una relazione, che io gli ho spiegato non mi sento più di avere. mi sta bene fare come abbiamo fatto in questi mesi, ovvero avere un'amicizia, ma oltre non riesco più ad andare. ciò ha dato origine a persecuzione: telefonate, appostamenti, ultimo ieri sera chiamata con minacce aperte ed insulti gravi. mi rovinerà la vita e mi farà del male. ho paura. tra l'altro è persona che per ragioni di lavoro ha porto d'armi per difesa personale. non vorrei coinvolgerlo con le forze dell'ordine con le quali ha stretti rapporti, ma se sarò costretta lo dovrò fare a tutela mia... vi ringrazio per qualche consiglio. ho davvero paura (Ilaria)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signora Ilaria,
come ho scritto altre volte, nessuno! può arrogarsi il diritto di far vivere un’altra persona nel terrore. Se dopo una sua chiara, ultima e decisa presa di posizione –se non l’ha già fatto- la persona dalla quale riceve le persecuzioni non si decide a smetterla, non le resta che passare alla denuncia. Non si isoli, è quello che vuole lo stalker. Non so per quali motivi lavorativi il suo persecutore ha il porto d’armi, ma un soggetto che tiene determinati comportamenti, a mio parere, non possiede l’idoneità psicofisica necessaria al maneggio di un’arma. Conservi gli sms che le sono pervenuti, annoti con precisione il giorno e l’ora in cui riceve le telefonate moleste, per quanto possibile documenti con testimonianze quanto le sta accadendo, quindi si rivolga con fiducia ad un ufficio di polizia.

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