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DALLA BACCHETTA MAGICA AL FALLIMENTO TERAPEUTICO
Venerdì 21 Aprile,       workshop esperenziale 

 

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lettera DSalve e grazie per la precedente risposta.
Mi chiamo Sabina,ho 44 anni, sono divorziata (la separazione è avvenuta 8 anni fa) ed ho due figli, di cui uno minorenne. Sono felicemente accompagnata (ma non convivente) da tre anni con un uomo.
Mi sono sempre fatta degli scrupoli per i miei figli e sorvolo sempre sul comportamento del mio ex marito ma, visto che a distanza di anni sono ancora nella stessa situazione, mi sono decisa a fare qualcosa di definitivo per interrompere questo stato di cose.
Quello che sto vivendo da anni sta compromettendo i miei figli, me, la mia vita in generale. Il tutto è dovuto all'atteggiamento del mio ex marito che a tutt'oggi ancora non si rassegna alla separazione, non riesce a rifarsi una vita sua e coglie ogni minima occasione come pretesto per vendicarsi.
Abbiamo già provato delle terapie famigliari con scarso risultato, ragion per cui trovo inutile intraprenderne una nuova.
.......................................
Queste ed altre molestie hanno generato in me ansia e depressione, nei ragazzi il danno è incalcolabile. Ho sempre pensato che se non reagivo avrebbe smesso, ma non è stato così. Vi chiedo gentilmente una mano.
Ieri sono stata nella Casa delle Donne della mia città ed ho parlato con un avvocato che mi ha caldamente consigliato la querela, dicendomi che non ho diritto al patrocinio perchè ho un, sia pur modesto, reddito.
Chiedo:
- E' proprio così?
- E se sì,dal momento che io dal mio ex marito non voglio un risarcimento in denaro, posso sperare che a conclusione paghi lui le spese processuali? Si fa presto a dire di denunciare, ma io non ho nessuna possibilità economica.
- Prima d'interpellare un avvocato, essendo consapevole del fatto che parlare col mio ex marito è inutile, posso mandargli una lettera nella quale gli dico, senza offenderlo ma perchè lo sappia, che non intendo tollerare oltre il suo comportamento, specie le botte al ragazzo e che è l'ultima volta che glielo dico? O può essere controproducente?
So che non dovrei, ma è dura querelare il padre dei miei figli(che pure se lo merita), soprattutto perchè sarebbe un ulteriore trauma per i ragazzi che, inevitabilmente, ne verrebbero a conoscenza.
- Ultima domanda: anzichè partire con una querela, l'avvocato può mandare a lui una specie di ultimatum nel quale lo informa che persistendo il suo comportamento sarà denunciato?
Vorrei anche segnalare che ieri sono anche stata dai carabinieri della mia città e, vi garantisco, non sapevano neanche cosa fosse lo stalking e mi è stato consigliato di "fare due parole con l'ex marito"...
Io avevo chiesto loro di poterlo chiamare in centrale in vai ufficiosa per parlarne e vedere se questo potesse bastare come deterrente.
Un grazie di cuore e scusate se mi sono dilungata. (Sabrina)

 Data la lunghezza della richiesta ed i molti particolari presenti, la presente è pubblicata omettendone delle parti, nel rispetto della privacy.

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile signora Sabina,
sono felice che mi abbia scritto di nuovo e la ringrazio. Leggo che si è rivolta ad un legale ed è questa, secondo me, la strada da seguire, perché il suo caso è troppo complesso per essere affrontato esclusivamente dal punto di vista, diciamo così, poliziesco. Infatti, come le ho già scritto, questioni civili si intersecano con quelle penali rendendo la vicenda estremamente intricata.

Cerco di rispondere, per quanto mi è possibile alle sue domande:

1) Per il gratuito patrocinio è stato fissato un limite di reddito sotto il quale si può beneficiare dell'agevolazione. Per essere ammessi al Patrocinio a spese dello Stato, anche in ambito penale è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 9.723,84. Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante.
La regola che impone la somma di tutti i redditi prodotti dai componenti della famiglia è, in questo caso, contemperata dalla previsione di un aumento del limite di reddito che, a norma dell'art.92 del T.U., è elevato ad euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.
2) Solitamente le spese processuali sono addebitate a chi perde l’eventuale causa.
3) Può far scrivere a suo marito da un avvocato.
4) Le forze di polizia non possono chiamare nessuno in via informale, ma solo se si ravvisano esigenze documentate d’ordine e sicurezza pubblica, amministrative o per procedimenti penali in atto.
5) Lo stalking?... Non ho parole.
6) Ha accompagnato suo figlio in ospedale per farlo medicare dopo le percosse subite? Il referto medico stilato dal sanitario è una prova molto importante per dimostrare i comportamenti violenti dell’ex coniuge. Dal momento dei fatti ha tre mesi di tempo per proporre querela e si ricordi di citare i testimoni ai fatti.
Non perda la speranza in un futuro migliore.

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