Pareri legali sullo stalking

 

lettera DSalve,
sono una ragazza di 26 anni, da poco sposata. Qualche mese fa, mio marito ha stretto amicizia con una ragazza molto più piccola di lui, lei si è fidata di lui e sono diventati molto amici. Solo che questa amicizia ha compromesso il mio rapporto. Continui messaggi, continue e-mail, continue telefonate, perchè orami lei da amica era diventata un'ossessione d'amore. Lui all'inizio, accettava la cosa, poi per rispetto mio, ha iniziato ad ignorarla. Così, ci siamo sposati e siamo stati tranquilli fino a qualche giorno fa, fino a quando lei ha iniziato di nuovo. Continue e-mail e messaggi. Non so più che fare. Tante volte ho litigato con mio marito per colpa sua. Sono anche in gravidanza e vorrei stare tranquilla. Ora, volevo sapere, se solo per questo motivo, è possibile fare qualcosa, esporre denuncia, avere un colloquio con lei oppure avvisarla di tutto questo e quindi metterla al corrente di questa situazione poco accettabile. Perchè ero indecisa se passare o no direttamente dalla Polizia. Aspetto vostre notizie. Grazie.
(Sonia)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signora Sonia,
intrattenere un rapporto colloquiale con un potenziale stalker non fa che consolidare i suoi propositi molesti. Va bene una preliminare comunicazione espressa da suo marito, breve ed in toni civili, con la quale informi la potenziale stalker che ogni ulteriore contatto è ritenuto indesiderato. Oltre a ciò non deve più intrattenere alcun tipo di relazione. Se l’attività molesta non si interrompe deve rivolgersi ad un ufficio di polizia per la valutazione del caso e l’adozione degli eventuali provvedimenti. A tal fine è necessario conservare gli sms pervenuti, le e-mail ed annotare –possibilmente nella maniera quanto più precisa- l’ora ed i giorni in cui sono pervenute le telefonate moleste (si ricordi anche di stabilire il contatto telefonico e di riagganciare subito dopo in quanto, al momento, gli squilli telefonici non sono registrati dai tabulati).

 

Salve, 
sono una ragazza di 26 anni, da poco sposata. Qualche mese fa, mio marito ha stretto amicizia con una ragazza molto più piccola di lui, lei si è fidata di lui e sono diventati molto amici. Solo che questa amicizia ha compromesso il mio rapporto. Continui messaggi, continue e-mail, continue telefonate, perchè orami lei da amica era diventata un'ossessione d'amore. Lui all'inizio, accettava la cosa, poi per rispetto mio, ha iniziato ad ignorarla. Così, ci siamo sposati e siamo stati tranquilli fino a qualche giorno fa, fino a quando lei ha iniziato di nuovo. Continue e-mail e messaggi. Non so più che fare. Tante volte ho litigato con mio marito per colpa sua. Sono anche in gravidanza e vorrei stare tranquilla. Ora, volevo sapere, se solo per questo motivo, è possibile fare qualcosa, esporre denuncia, avere un colloquio con lei oppure avvisarla di tutto questo e quindi metterla al corrente di questa situazione poco accettabile. Perchè ero indecisa se passare o no direttamente dalla Polizia. Aspetto vostre notizie. Grazie.

 

lettera DInizio col dire che vi parla una persona disperata. Sono un ragazzo di 28 anni che da 6 viene torturato, perseguitato e assillato da una ragazza di 30. Da 6 anni non c'è un giorno, un minuto che mi lasci in pace: migliaia di telefonate sul cellulare, a casa, in ufficio. A me ed alla mia ragazza. Continui appostamenti. Non vivo più. Non esco più la sera con gli amici. Ho fatto 10 denunce ai carabinieri, ma niente. Nessuno si muove. La stalker ha già provato ad aggredire una volta la mia ragazza. Sia io che lei rischiamo seriamente di perdere anche il lavoro a causa delle continue telefonate che giungono negli uffici e nelle quali insulta anche i nostri colleghi. Vi prego. Aiutatemi. Vi Prego.... (XXX)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signore,
capisco l’incubo che sta vivendo. Purtroppo, dal punto di vista legale, più che sporgere denuncia non si può. Come ho detto altre volte, le indagini relative agli atti persecutori sono complesse e possono richiedere molto tempo. Comunque sia sta seguendo il giusto protocollo, continuando a presentare denuncia (presso lo stesso ufficio di polizia) per ogni nuovo fatto. Se crede, oltre alle forze dell’ordine, può anche rivolgersi ad un avvocato che magari potrà seguire da vicino lo svolgimento delle indagini. Come le avranno già detto gli investigatori, è necessario che tutto ciò che ha narrato nelle denunce dovrà essere supportato da riscontri, ovvero testimoni che possano riferire sugli appostamenti, elenchi precisi delle telefonate ricevute (per l’analisi dei tabulati), esame degli eventuali sms ricevuti, certificazione medica attestante lo stato d’ansia, attestazione di eventuali consulenze psicologiche ecc..

 

lettera DSalve!
vorrei sapere se è possibile effettuare una denuncia per stalking o per allontanare e vietare questa persona di starmi lontano..senza recarmi dai carabinieri.. Vi spiego la situazione:
nel aprile 2007 mi frequento con un ragazzo di 32 anni io all'epoca ne avevo 22.. qesta dura alcuni mesi.. finch'è non scopro che lui ha un'altra sul posto di lavoro e lo lascio lui all'inizio continua assiduamente poi non ricevendo alcuna risposta e incitamenti da parte mia..si calma.. ma incomincia la sua amante a tel o mandarmi i messaggi per sapere se tra me e lui continuava..come'era finita.. dopo aver dato determinate risp a LEI.. si sono tranqullizzati ora a distanza di 2 anni lui continua a tel. in ufficio dal suo nuovo ufficio.. all'inizio non conoscendo in numero ho risposto.. poi lui mi ha chiesto scusa voleva avere una rapporto d'amicizia con me ecc. ma io ho rifiutato e ho messo giù pregandolo prima con modi poi senza di non contattarmi +(questo il 2/7/09 al 10/7/09) poi si calma la ragazza interviene.. pensando che io sia interessata a lui.(cosa non vera). lui fino ad  Ottobre non si fa sentire.. poi a metà ottobre chiama ancora dal suo ufficio al mio  e io riattacco questo per 3 volte.. poi smette fino a oggi 19/11/09 chiama e io riattacco..
Ora dato che vivo con i miei e non posso recarmi da nessuna parte.. posso fare un fax una mail o qualsiasi cosa che allontani qst'essere da me??
 (Margherita)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signora Margherita,
può tranquillamente scrivere al suo ex amico, in toni civili, una breve frase che esprima la sua volontà di non essere più contattata. Stia tranquilla perché così facendo non commette alcun reato. Se in seguito a ciò continuasse ad essere infastidita si rivolga  ad un ufficio di polizia per la valutazione degli opportuni provvedimenti da adottare. Comunque sia, oltre alla breve lettera che ha intenzione di scrivere, non faccia altre azioni senza prima consigliarsi con le forze dell’ordine, con un avvocato o con un’associazione contro la violenza.

 

Salve! 
vorrei sapere se è possibile effettuare una denuncia per stalking o per allontanare e vietare questa persona di starmi lontano..senza recarmi dai carabinieri.. Vi spiego la situazione:
nel aprile 2007 mi frequento con un ragazzo di 32 anni io all'epoca ne avevo 22.. qsta dura alcuni mesi.. finch'è non scopro che lui ha un'altra sul posto di lavoro e lo lascio lui all'inizio continua assiduamente poi non ricevendo alcuna risposta e incitamenti da parte mia..si calma.. ma incomincia la sua amante a tel o mandarmi i messaggi per sapere se tra me e lui continuava..come'era finita.. dopo aver dato determinate risp a LEI.. si sono tranqullizzati ora a distanza di 2 anni lui continua a tel. in ufficio dal suo nuovo ufficio.. all'inizio non conoscendo in numero ho risposto.. poi lui mi ha chiesto scusa voleva avere una rapporto d'amicizia con me ecc. ma io ho rifiutato e ho messo giù pregandolo prima con modi poi senza di non contattarmi +(questo il 2/7/09 al 10/7/09) poi si calma la ragazza interviene.. pensando che io sia interessata a lui.(cosa non vera). lui fino ad  Ottobre non si fa sentire.. poi a metà ottobre chiama ancora dal suo ufficio al mio  e io riattacco questo per 3 volte.. poi smette fino a oggi 19/11/09 chiama e io riattacco.. 
Ora dato che vivo con i miei e non posso recarmi da nessuna parte.. posso fare un fax una mail o qualsiasi cosa che allontani qst'essere da me??

lettera DVi chiedo aiuto.
sono mesi che cerco di lasciare il mio ragazzo, ma lui me lo impedisce.Mi chiama a tutte le ore, non posso più uscire di casa  altrimenti lui si fionda e viene a prendermi con violenza o me lo ritrovo sotto casa mia, minaccia di far male ai miei genitori se non gli ubbidisco. I Miei non sanno nulla della mia storia e vorrei tenerli lontani per proteggerli e non dargli un grande dolore. per cui sono sola , sto impazzaendo e non so che fare. per favore aiutatemi. per favore (Violet)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signora,
nessuno può obbligarla a fare delle scelte che lei non desidera. E’ mio parere che dovrebbe mettere al corrente i suoi genitori di quanto le sta accadendo, o comunque narrare la vicenda alle persone che lei considera significative. In questa maniera non solo potranno darle sostegno morale, ma oltre a svolgere una funzione di controllo sociale potranno essere anche validi testimoni per un’eventuale futura azione giudiziaria nei confronti del suo stalker. Le consiglio anche di recarsi presso un ufficio di Polizia e richiedere l’”Ammonimento del Questore”, una misura di carattere amministrativo (non si instaura un procedimento penale) con la quale il suo persecutore verrà formalmente invitato a tenere un comportamento civile. Per esperienza le posso dire che l’”Ammonimento del Questore”, nella gran parte delle situazioni, funziona benissimo da deterrente. Poi, nel caso in cui il molestatore non si dia per vinto, l’ammonimento sarà una solida base di partenza per una denuncia di carattere penale.

lettera DBuongiorno sono una ragazza di 28 anni e sono separata da circa un anno e mezzo. Mi sono separata da mio marito perchè ormai la vita con lui era impossibile: cronometrava quanto tempo ci mettevo per arrivare dal lavoro a casa, mi chiedeva gli scontrini della spesa, si arrabbiava se trovava il telefonino occupato. La sera che ho deciso di andare via mi ha picchiato. Non l'ho mai denunciato, ho scelto di fare la separazione consensuale e non ho chiesto niente per me solo un assegno per il bambino. Pensavo che la separazione mettesse fine al mio incubo. Invece no...ne è cominciato uno nuovo. Ogni volta che ha la minima occasione mi ricorda che sono (scusate il termine) una puttana, che mi vuole vedere morta sotto una macchina che se sbaglio con mio figlio me lo porta via e agisce per vie legali. Stranamente in questo anno e mezzo che sono via da lui, mi sono trovata la macchina rigata, un chiodo nel pneumatico. Se il bambino stava male e gli dicevo che lo portavo dallo specialista senza avvisarlo, m'insultava e il giorno dopo si recava nell'ospedale dove ero andata per vedere se gli avevo detto la verità o mentivo. Non sono libera di portare mio figlio dai miei genitori quando sta male (purtroppo non posso stare a casa giorni e giorni devo lavorare se voglio mantenermi!): se gli mento e gli dico che mia mamma è venuta a casa mia con il piccolo malato, dopo qualche giorno mi fa sapere che lui sa benissimo che non è così che il bamabino l'ho portato dai miei. Vi giuro sto vivendo un incubo. E' venuto persino a sapere che il mio attuale compagno ha lavorato per un periodo in nero prima di essere assunto regolarmente, quanti giorni di malattia fa. Mi sento mancare l'aria. La sua frase migliore è ricordarmi che lui rappresente la legge (è un agente di polizia penitenziaria)e si sente intocabile. Quando mi aggredisce cerco di ribattere di difendermi ma so che dura fino alla prossima volta. Credo che ora sia arrivato il momento di fermare tutto questo, ma ho bisogno di aiuto. Non so che fare. Grazi eper la disponibiltà (Valy)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera RGentile signora,
comprendo molto bene la difficile situazione che sta vivendo. Non la affronti da sola, non abbia timore e ricorra all’aiuto di un centro anti violenza che, credo di capire, per la sua zona è quello di Aosta, “Centro donne contro la violenza”, Federazione Casa delle Donne c/o Consulta Regionale Femminile della Valle d'Aosta Viale dei Partigiani, 52 - 11100 Aosta Tel. 0165/238750 - Fax 0165/42242- Se non vuol rivolgersi ad un centro antiviolenza può raccontare quello che sta vivendo ad un avvocato di sua fiducia o ad un ufficio di Polizia. L’importante è che non si isoli, farebbe il gioco del suo persecutore.

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