Pareri legali sullo stalking

lettera D

Prima di tutto..mi scuso perche non so ancora scrivere molto bene in italiano,sono una ragazza straniera che abita in Italia da 5 anni con un ragazzo Italiano e abbiamo un bellisimo bimbo minorenne. Allora mio marito da quando lo conosco beve, a volte esagera..a volte no..ma sempre beve, l'anno scorso ho chiamato anche i carabinieri perche avendo in braccio il mio bimbo in tanto litigavamo mi a spinto bruscamente, fatto che mi rinfaccia sempre  che ho chiamato i carabinieri, quasi ogni giorno litigiamo per il fatto  che lui beve, oggi come tante altre volte..mi ha minacciato di morte, continua a dirmi che se divorzio di lui saro morta, che il mio bimbo rimarra con lui e tutti i tipi di minaccia cosi..oggi sono molto triste e ho anche paura,non ho soldi,non o dove andare, non so cosa fare della mia vita..Aiutatemi per favore.(Natalie)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile signora,

la prego di rivolgersi immediatamente al più vicino posto di Polizia. Quello che le sta accadendo è della massima gravità.

lettera DMi chiamo Giada e sono un'autrice. Ho avuto una relazione di un anno e mezzo con un uomo molto più grande di me, sposato e padre di famiglia; ha troncato improvvisamente la nostra storia 7 mesi fa ed io ingenuamente ho tentato di chiedere una spiegazione chiamando insistentemente per meno di un mese e mandando parecchi sms. Mai avuto risposta fino a quando la questura mi convoca per ammonirmi per stalking. Sono caduta nella disperazione più totale trovando tra l'altro illegittimo il ricorso alla legge, cosa che lo ha aiutato in maniera discreta a liberarsi di me e a preservare l'ignobile segreto nei confronti della sua famiglia. Non è lui la vittima, ma io che da quel giorno visito periodicamente uno psicologo, prendo antidepressivi, perennemente in attesa di un confronto con lui, di una risposta che mi dia la possibilità di andare avanti. La legge antistalking puo' essere strumentalizzata cosi, mi chiedo? Posso in qualche modo contattarlo senza essere perseguibile di reato? Grazie per l'attenzione. Cordialmente (Giada)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile signora,

comprendo alla perfezione il suo stato d’animo. Purtroppo la condotta che lei ha tenuto nei confronti dell'uomo (telefonate e sms insistenti protratti per un consistente periodo di tempo), integra perfettamente quanto previsto dalla normativa relativa agli “atti persecutori”, tanto che il Questore le ha notificato l’ammonimento. Le ricordo che l’art. 612 bis del codice penale (atti persecutori) punisce tra l’altro chi “...con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e gravo stato di ansia...”.
Nel suo caso le richieste di chiarimenti sono state percepite dall’altra persona in forma molesta, tanto da averne avuto alterato fastidiosamente -o importunamente- lo stato psichico. La valutazione della condotta molesta va inoltre riferita alla psicologia normale media, cioè in relazione al comune modo di vivere e sentire. Ciò sta a significare che se alcune telefonate ed sms per ottenere dei chiarimenti rientrano in una condotta normale media, un mese di chiamate insistenti integrano senza dubbio una condotta molesta. Non entro nel merito se il comportamento tenuto dall'uomo nei confronti di una signora sia nobile o meno (a lei, signora, va tutta la mia personale simpatia), sicuramente nel richiedere l’ammonimento ha agito lecitamente nel rispetto della normativa.
E’ pur vero che i distacchi sono dolorosi (ognuno di noi c’è più o meno passato), ma ad un certo punto è necessario farsene una ragione; insistere nel momento in cui si ricevono continui feedback negativi, oltre ad essere deleterio dal punto di vista psicologico, integra sicuramente una condotta di stalking (inoltre, citando un vecchio proverbio -me lo lasci dire- chi non la vuole sicuramente non la merita nemmeno).
Riguardo alla domanda se può contattare quest'uomo in seguito alla notifica dell’ammonimento, le rispondo di no nella maniera più assoluta, incorrerebbe in una probabile denuncia per la quale si procederebbe addirittura d’ufficio, senza possibilità di remissione. Mi auguro di avere sue nuove buone notizie.

lettera D

Nel mio condominio c'è un gruppetto di persone che da anni mi perseguita con dispetti alla mia autovettura, murales in tutto il quartiere, nei luoghi dove solitamente passo e minacce verbali fatte fare da persone a me sconosciute, adirittura nei pressi della casa di campagna in provincia di Frosinone. Vogliono farmi cambiare casa. Spesso provo ansia e insicurezza. La mia vita è cambiata totalmente (Fabio)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile signore,

dalla troppo sintetica descrizione dei fatti null’altro posso consigliarla se non di rivolgersi ad un ufficio di polizia riferendo quanto le sta accadendo. Naturalmente è necessario supportare la veridicità del suo racconto con rilievi fotografici dei murales e dei danneggiamenti al veicolo, oltre ad indicare dei testimoni che possano riferire riguardo alle minacce da lei ricevute. So anche che in queste situazioni è difficile trovare dei testimoni, però, se gli episodi sono frequenti e circostanziati, può anche servirsi di un investigatore privato che possa documentare quanto le sta accadendo.

lettera D

Circa un anno fa sono stata contattata da una lettrice di alcuni miei racconti su un sito internet. Da una iniziale 'ammiratrice' si è instaurato un dialogo via mail inizialmente normale, degenerato ben presto in un attaccamento più che molesto da parte sua. Dopo averla avvisata un paio di volte di smetterla, ho eliminato il mio indirizzo e-mail e ho cercato di non rendermi più contattabile, cosa che non è avvenuta per diversi mesi. Stamane trovo nel mio nuovo account e-mail una sua lettera spedita tramite il form automatico del sito di racconti. Il form non fornisce la e-mail del destinatario a meno che questo non risponda, cosa che non ho fatto. Ho provveduto a rimuovere il mio account dal sito. In ogni caso mi sento decisamente inquieta. Cosa posso fare? (Luna)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile Luna,

se il comportamento della signora che le invia le e-mail le arreca molestia o disturbo, può agire nei confronti della medesima sporgendo una denuncia ai sensi dell’art. 660 c.p., “Molestia o disturbo alle persone”. Si tratta di una denuncia (non di una querela), quindi una volta sporta non è rimettibile.

Se il comportamento della signora non le arreca molestia o disturbo ed il suo desiderio è quello di non essere più contattata, a parer mio, può presentare un esposto all’autorità di P.S. (Questura o Comando Carabinieri). In questo caso non si aprirà un procedimento penale e la “disturbatrice” verrà invitata formalmente dall’autorità a cessare nella sua azione. Nel caso in cui la stessa perseveri nella condotta di disturbo, l’esposto sarà una solida base sulla quale costruire una denuncia di tipo penale. Riguardo alla formulazione dell’esposto va sommariamente bene come lo ha impostato nell’e-mail che ha inviato, con l’aggiunta delle indicazioni telematiche volte all’individuazione della controparte e con il tenore generale -che dovrà trasparire dall’atto- del fastidio e non del disturbo e della molestia (altrimenti scatta automaticamente la denuncia penale). Se invece vuol procedere penalmente va benissimo impostare la denuncia con il tenore che traspare dalla sua e-mail.

lettera D

Sono stato ingaggiato da una ditta, con il compito di fare la spalla al direttore già in fabbrica da vari anni, non riuscendo a convincere il titolare di non assumermi, e non volendo che qualcunaltro veda e senta gli affari che a sempre gestito da solo, inizia nei miei confronti uno stalking feroce, in 5 mesi non sono mai riuscito a ragionare almeno un pò con lui, dato che mi copriva con urla, bestemmie, insulti e altro, fino a farmi piangere 2 volte, intralciando il mio lavoro, costruendo errori a carico mio e altro, è riuscito a convincere il titolare a non rinnovarmi il contratto, lasciandomi senza futuro, non è giusto ho lavorato bene, 9 ore, il sabato presenze il 99% del periodo, ci sono testimoni, telecamere, cosa devo fare? in attesa cordiali saluti (s.v.)

 

Risponde il dr. Giancarlo Salvadori
lettera R

Gentile signore,

dalle righe che scrive più che situazioni di atti persecutori (stalking) propriamente detti e previsti dall’art. 612 bis del c.p., ravviserei dei comportamenti di mobbing lavorativo o di straining. Al di là delle mere definizioni -che alla fine lasciano il tempo che trovano- le consiglio la lettura del libro “Oltre il mobbing” (autore Harald Ege, Edizioni Franco Angeli), quindi di confidarsi con un legale, magari esperto in diritto civile e del lavoro. Per inciso, con il termine straining si indicano alcune condotte quali: 1) Assegnazioni a funzioni prive di mansioni specifiche, 2)Demansionamento permanente, 3) Isolamento relazionale permanente, 4) Difficoltà/impossibilità permanente a svolgere il lavoro. Tra l’altro, il 21.04.2005, il Tribunale di Bergamo –Giudice Monocratico del Lavoro- ha pronunciato la prima sentenza in tema di straining.

 

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