L'articolo affronta la fine del matrimonio o di una storia d'amore dal punto di vista maschile e paterno: come reagisce l'uomo nel suo esser marito e padre all'idea di una separazione coniugale?

La separazione di una coppia con figli è un momento difficile ed a volte traumatico per tutti i componenti della famiglia che si sta sciogliendo.

Quando si apprende la notizia di una coppia che si è separata il primo pensiero va ai bambini, poi alle mamme e spesso si dimentica che anche l’uomo soffre.

L’uomo decide di terminare un rapporto poichè avverte di non amare più la propria partner; perde la voglia di continuare l’iter della progettualità.

Vi sono alcuni uomini che sono investiti della la sindrome[1] dell'eterno Peter Pan,  cioè colui che vuole vivere la relazione solo come passione, al massimo affettività, ma senza alcun impegno a più lungo termine.

A differenza delle donne in cui l’istanza dell’impegno è sempre molto intenso.

Pavese diceva: “Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.' Un uomo, qualunque uomo, anche il più ‘narciso' il più sicuro di sé, di fronte alla fine di un amore, di un amore che riteneva autentico, dimostra tutta la sua fragilità, le sue debolezze”.

Spesso le coppie che decidono di separarsi sperimentano delle emozioni fortemente coinvolgenti; possono accorgersi di vivere un senso di fallimento davanti alla distanza che ha preso il posto del precedente legame con il partner.
Devono scontrarsi con un cambiamento che arriva a coinvolgere alcuni aspetti della propria vita in quanto  sono venuti meno gli obiettivi di coppia e bisogna rivedere i propri progetti e le proprie abitudini alla luce della separazione.
La reazione dell’uomo, come ci insegna la psicologia, di fronte alla fine di un rapporto e ad una separazione è legata ai trascorsi di precedenti esperienze di distacco dalla figura materna.

La scelta della separazione consensuale è senza dubbio la via più veloce e meno costosa per porre termine al proprio rapporto matrimoniale, ma dalla crisi pre e post separazione le figure della coppia escono destrutturate, in particolar modo la figura dell’uomo/ padre.

Questa figura, rimane nell’inconscio sociale, una figura fondamentale all’interno della famiglia, ma difficile da definire e potremmo sostenere che è una figura ancora in via di formazione.

La funzione del maschio nella procreazione è stata riconosciuta in ritardo.

Lacan parlava della “legge del padre” in cui nella triade familiare colui che detta legge è il padre, allo scopo di affermare il divieto di un possibile incesto tra il figlio e la madre.

Nonostante si senta parlare sempre di più di padri separati, ogni uomo che sta per affrontare questo passo non si sente mai sicuro di ciò che sta per avvenire e di volerlo fino in fondo.

Il timore più è l’angoscia di dover rinunciare al figlio o ad i figli.

Sono molti gli uomini che si fanno assalire dalla paura di essere impossibilitati, a causa della separazione, nel non veder crescere i propri figli e di non poterli amare come vorrebbero.

Vi sono degli uomini che vivono la separazione come un fallimento molto difficile da sopportare in cui il pensiero ricorrente è quello di aver causato dei disagi all’unico individuo a cui non si sarebbero mai voluti creare: il proprio figlio.

Una parte degli uomini appena affiora la separazione comincia ad avvertire lo sgomento per ciò che perderà, anche di cose che paradossalmente non sono fondamentali o che pesavano.

Tornano in mente le azioni della routine: come lo spegnere la luce prima di andare a dormire o guardare la televisione insieme addormentandosi prima della fine del film.

Molti sono angosciati dal pensiero di come sarà tutto ciò dopo la separazione.

E viene meno la voglia di separarsi dal partner.

Le donne accusano gli uomini di essere superficiali ed in questa situazione, gli uomini, pare che accettino di vestire i panni del superficiale: decidono di separarsi ma poi non ci credono più fino in fondo.

Ma molte volte attivano un meccanismo di difesa che, nel percorso di avvicinamento alla decisione della separazione, fa conoscere loro il vero dolore.

Ciò avviene in maniera latente, poi profonda e logorante con notti insonni e giornate piene di domande senza senso.

 

BIBLIOGRAFIA

 

Abbazia L., Sapia C., Chef M. G. “La perizia psicologica”, Liguori Editore, 2010.

Baldassarre M., Cianciusi L., Petrini P., “Lutto e separazione (Quaderni di psicoterapia)”, Alpes Italia, Roma, 2009

Birkenbihl V. F. “segnali del corpo. Come interpretare il linguaggio corporeo”, Franco Angeli, Milano, 2008.

Bosch O. J., et al. “The CRF system mediates increased passive stress-coping behavior following the loss of a bonded partner in a monogamous rodent”. Neuropsychopharmacology, 2009.

Cirillo S. “Cattivi genitori”, Raffaello Cortina, Milano, 2005.

Dazzi N., Lingiardi V., Gazzillo F. “La diagnosi in psicologia clinica”, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009.

Durkheim E.,  “Il divorzio consensuale, Armando, Roma, 2010.

Emery R., "La verità sui figli e il divorzio", Franco Angeli, Roma, 2008.

Ferracuti S. “I test mentali in Psicologia Giuridica e Forense”, Centro Scientificop Editore, Torino, 2008.

Fornari U. “Trattato di Psichiatria forense”, Utet, Torino, 2008..

Gallo E., Marasco M., Micoli A., “La vittimologia in ambito familiare. Il minore vittima della separazione genitoriale”, in Zacchia, Archivio di Medicina Legale, sociale e criminologia, Società Editrice Universo, aprile- settembre 2005.

Herbert H., F. Didonna “Capire e superare il trauma. Una guida per comprendere e fronteggiare i traumi psichici” Erikson, Trento, 2006.

Kabat J. Z., Kabat M. Z.”Il genitore consapevole”,Trento, TEA, 2006.

Marzotto C., "Appartenere alle due stirpi: I gruppi di parola per figli di coppie separate", in "Studi interdisciplinari sulla famiglia", XXII, pp 342-357, 2007

Micoli A., “Genitori di fronte la separazione”, F.Angeli, 2012

Micoli A., “Metodologia della Perizia Psicologica nell’abuso sessuale sul minore”, Amon, 2011.

Oliviero Ferrarsi A. “Dai figli non si divorzia. Separarsi e rimanere buoni genitori”, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 2006.

Patrizi P. “Professionalità competenti. Lo sviluppo del Sé nei processi formativi”, Carocci, Roma, 2005.

Quadrelli I., “Genitorialità in transizione. Madri e padri dopo la separazione”, Liguori, 2009.

 



[1] Il termine sindrome fu introdotto da Ippocrate per indicare un complesso di sintomi ciascuno dei quali non esprime un particolare significato, ma unitamente agli altri, rinvia ad un quadro riconoscibile. Il termine ricorre con particolare frequenza in psichiatria dove la relazione che dal sintomo rinvia alla causa patogena non è evidente come in ambito somatico, né inducibile con lo stesso grado di verosimiglianza ed elevata probabilità.

La separazione di una coppia con figli è un momento difficile ed a volte traumatico per tutti i componenti della famiglia che si sta sciogliendo.

Quando si apprende la notizia di una coppia che si è separata il primo pensiero va ai bambini, poi alle mamme e spesso si dimentica che anche l’uomo soffre.

L’uomo decide di terminare un rapporto poichè avverte di non amare più la propria partner; perde la voglia di continuare l’iter della progettualità.

Vi sono alcuni uomini che sono investiti della la sindrome[1] dell'eterno Peter Pan,  cioè colui che vuole vivere la relazione solo come passione, al massimo affettività, ma senza alcun impegno a più lungo termine.

A differenza delle donne in cui l’istanza dell’impegno è sempre molto intenso.

Pavese diceva: “Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.' Un uomo, qualunque uomo, anche il più ‘narciso' il più sicuro di sé, di fronte alla fine di un amore, di un amore che riteneva autentico, dimostra tutta la sua fragilità, le sue debolezze”.

Spesso le coppie che decidono di separarsi sperimentano delle emozioni fortemente coinvolgenti; possono accorgersi di vivere un senso di fallimento davanti alla distanza che ha preso il posto del precedente legame con il partner.
Devono scontrarsi con un cambiamento che arriva a coinvolgere alcuni aspetti della propria vita in quanto  sono venuti meno gli obiettivi di coppia e bisogna rivedere i propri progetti e le proprie abitudini alla luce della separazione.
La reazione dell’uomo, come ci insegna la psicologia, di fronte alla fine di un rapporto e ad una separazione è legata ai trascorsi di precedenti esperienze di distacco dalla figura materna.

La scelta della separazione consensuale è senza dubbio la via più veloce e meno costosa per porre termine al proprio rapporto matrimoniale, ma dalla crisi pre e post separazione le figure della coppia escono destrutturate, in particolar modo la figura dell’uomo/ padre.

Questa figura, rimane nell’inconscio sociale, una figura fondamentale all’interno della famiglia, ma difficile da definire e potremmo sostenere che è una figura ancora in via di formazione.

La funzione del maschio nella procreazione è stata riconosciuta in ritardo.

Lacan parlava della “legge del padre” in cui nella triade familiare colui che detta legge è il padre, allo scopo di affermare il divieto di un possibile incesto tra il figlio e la madre.

Nonostante si senta parlare sempre di più di padri separati, ogni uomo che sta per affrontare questo passo non si sente mai sicuro di ciò che sta per avvenire e di volerlo fino in fondo.

Il timore più è l’angoscia di dover rinunciare al figlio o ad i figli.

Sono molti gli uomini che si fanno assalire dalla paura di essere impossibilitati, a causa della separazione, nel non veder crescere i propri figli e di non poterli amare come vorrebbero.

Vi sono degli uomini che vivono la separazione come un fallimento molto difficile da sopportare in cui il pensiero ricorrente è quello di aver causato dei disagi all’unico individuo a cui non si sarebbero mai voluti creare: il proprio figlio.

Una parte degli uomini appena affiora la separazione comincia ad avvertire lo sgomento per ciò che perderà, anche di cose che paradossalmente non sono fondamentali o che pesavano.

Tornano in mente le azioni della routine: come lo spegnere la luce prima di andare a dormire o guardare la televisione insieme addormentandosi prima della fine del film.

Molti sono angosciati dal pensiero di come sarà tutto ciò dopo la separazione.

E viene meno la voglia di separarsi dal partner.

Le donne accusano gli uomini di essere superficiali ed in questa situazione, gli uomini, pare che accettino di vestire i panni del superficiale: decidono di separarsi ma poi non ci credono più fino in fondo.

Ma molte volte attivano un meccanismo di difesa che, nel percorso di avvicinamento alla decisione della separazione, fa conoscere loro il vero dolore.

Ciò avviene in maniera latente, poi profonda e logorante con notti insonni e giornate piene di domande senza senso.

 

BIBLIOGRAFIA

 

Abbazia L., Sapia C., Chef M. G. “La perizia psicologica”, Liguori Editore, 2010.

Baldassarre M., Cianciusi L., Petrini P., “Lutto e separazione (Quaderni di psicoterapia)”, Alpes Italia, Roma, 2009

Birkenbihl V. F. “segnali del corpo. Come interpretare il linguaggio corporeo”, Franco Angeli, Milano, 2008.

Bosch O. J., et al. “The CRF system mediates increased passive stress-coping behavior following the loss of a bonded partner in a monogamous rodent”. Neuropsychopharmacology, 2009.

Cirillo S. “Cattivi genitori”, Raffaello Cortina, Milano, 2005.

Dazzi N., Lingiardi V., Gazzillo F. “La diagnosi in psicologia clinica”, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009.

Durkheim E.,  “Il divorzio consensuale, Armando, Roma, 2010.

Emery R., "La verità sui figli e il divorzio", Franco Angeli, Roma, 2008.

Ferracuti S. “I test mentali in Psicologia Giuridica e Forense”, Centro Scientificop Editore, Torino, 2008.

Fornari U. “Trattato di Psichiatria forense”, Utet, Torino, 2008..

Gallo E., Marasco M., Micoli A., “La vittimologia in ambito familiare. Il minore vittima della separazione genitoriale”, in Zacchia, Archivio di Medicina Legale, sociale e criminologia, Società Editrice Universo, aprile- settembre 2005.

Herbert H., F. Didonna “Capire e superare il trauma. Una guida per comprendere e fronteggiare i traumi psichici” Erikson, Trento, 2006.

Kabat J. Z., Kabat M. Z.”Il genitore consapevole”,Trento, TEA, 2006.

Marzotto C., "Appartenere alle due stirpi: I gruppi di parola per figli di coppie separate", in "Studi interdisciplinari sulla famiglia", XXII, pp 342-357, 2007

Micoli A., “Metodologia della Perizia Psicologica nell’abuso sessuale sul minore”, Amon, 2011.

Oliviero Ferrarsi A. “Dai figli non si divorzia. Separarsi e rimanere buoni genitori”, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 2006.

Patrizi P. “Professionalità competenti. Lo sviluppo del Sé nei processi formativi”, Carocci, Roma, 2005.

Quadrelli I., “Genitorialità in transizione. Madri e padri dopo la separazione”, Liguori, 2009.

 



[1] Il termine sindrome fu introdotto da Ippocrate per indicare un complesso di sintomi ciascuno dei quali non esprime un particolare significato, ma unitamente agli altri, rinvia ad un quadro riconoscibile. Il termine ricorre con particolare frequenza in psichiatria dove la relazione che dal sintomo rinvia alla causa patogena non è evidente come in ambito somatico, né inducibile con lo stesso grado di verosimiglianza ed elevata probabilità.

Studio di Psicoterapia MenteSociale

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