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La ricerca applicata alla terapia

La dislessia è una condizione che cambia espressione clinica a seconda delle fasi di sviluppo. Riferendosi al modello della lateralizzazione emisferica cerebrale, si è visto che in soggetti normali che apprendono la lettura vi è una prima fase in cui predominano strategie visuo-percettive (specialità dell’emisfero cerebrale destro) a cui subentra poi una fase in cui prevalgono strategie di tipo linguistico (specialità dell’emisfero cerebrale sinistro), il passaggio da un tipo di processo all’altro corrisponde ad un cambiamento della distribuzione dell’attività a livello emisferico. (Balance Model di Bakker, 1979).

Questo permette di identificare due tipi di soggetti dislessici:

  • i soggetti di “Tipo P” guidati da strategie visuopercettive caratterizzati da lettura molto lenta, lettera per lettera e sillaba per sillaba ma accurata con pochi errori, e
  • i soggetti di “Tipo L” guidati da strategie linguistiche caratterizzati da lettura rapida ma
  • inaccurata. Tutti i modelli teorici di riferimento considerano come possibili punti fragili i processi di codifica fonologica e le abilità di tipo visuo-percettivo confermando l’eterogeneità del disturbo.

 

1. Per stampare risposte o esercizi, occorre tenere conto di COME USARE LO SPAZIO nella pagina per soddisfare il compito e per stampare le lettere correttamente (sfondi colorati, grandezza dei caratteri, spazi tra le righe, correttore ortografico, ecc. Il computer assolve egregiamente a questo tipo di impostazioni, permettendo grande flessibilità e

adattabilità relative alle esigenze dello studente);

2. associazione intera parola-concetto/immagine senza separare le parti della parola-concetto;

3. per comprendere e ricordare una lezione è meglio non spezzettarla ma impartirla in una unica soluzione o in sotto unità. In caso contrario il cervello non capirà che cosa è stato insegnato e lo scarterà o lo rifiuterà, in tal modo sarà totalmente dimenticato il giorno successivo;

4. per leggere in modo fluente e comprendere, il cervello deve avere un vocabolario di lettura decodificato globalmente per la maggior parte delle parole contenute nel passaggio;

5. I dislessici possono avere difficoltà a mettere in sequenza items, pensieri, idee, date, accadimenti di eventi in un ordine di importanza. La composizione di frasi e di paragrafi segue più un flusso emozionale piuttosto che una logica sequenziale e possono presentare carenze di un senso del tempo e di un ordine adeguati in tale direzione. à Per favorire un adeguato stile espressivo occorre insegnare allo studente un sistema di formulazione delle sequenze di parole e idee che possano fungere da chiave per una organizzazione di frasi e paragrafi.

Studio di Psicoterapia MenteSociale

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