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Venerdì 21 Aprile,       workshop esperenziale 

 

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Quale inquadramento e pertanto, quali cure?

Lo shopping compulsivo rappresenta, un disturbo che implica tre categorie di disagio psicologico-comportamentale presenti spesso contemporaneamente:

  1. un disturbo del controllo dell’impulso à impulso a comprare, vissuto in modo irresistibile

  2. comportamenti ossessivi à ripetitività dei comportamenti di acquisto e la ciclicità delle crisi in corrispondenza delle situazioni di stress, che portano a ripetere l’azione di acquisto

  3. dipendenza da un’attività à spesso, a tal proposito, sono state descritte vere e proprie "crisi di astinenza" che rappresentano anche il momento iniziale più difficile da gestire nel processo di guarigione; altra caratteristica è il nascondere gli acquisti, similmente a quanto viene fatto dai tossicomani con la droga. Alcuni autori parlano di "dipendenza senza oggetto", in cui l’attività sostituisce un oggetto da cui dipendere

Da questi tre punti, nasce spontanea  la domanda: lo shopping compulsivo deve inquadrarsi come Disturbo da Controllo delgi Impulsi, come Disturbo Ossessivo-Compulsivo o come Dipendenza?

Nei diversi studi che hanno trattato tale tematica, non c’è una netta concordanza, ponendosi l’accento ora sulla caratteristica di impulsività ora su quello della compulsività. Alcuni fautori dell’impulsività, affermano che sia essa presente perché è presente un piacere che nella compulsività invece non si trova (ricordiamo che nel disturbo ossessivo compulsivo infatti, la compulsione ha lo scopo di allievare un’idea fissa, un pensiero negativo e disastroso, un’ossessione appunto). Vediamo nella tabella qui sotto riportata, una schematica differenza.

Impulsività :

  • L’impulso, proprio anche della dipendenza è di tipo egosintonico: esso appartiene alla sfera dell’ Io, il soggetto ricerca l’esperienza perché lo autorealizza e lo gratifica, anche se solo in apparenza

  • Nell’impulso la riflessione è scarsa o assente

  • L’impulso implica un perdita dell’autocontrollo

Compulsività:

  • La compulsione è di tipo egodistonico: il soggetto non la percepisce come una sua elaborazione e non riesce a motivarla, anche se comunque si sente costretto a metterla in pratica.

  • Le compulsioni sono stimolate da una riflessione eccessiva, da pensieri simili a vaneggiamenti.

  • Nella compulsione la capacità decisionale è assente dal principio, il soggetto si sente come sottomesso da un dominio alieno

Infine lo shopping compulsivo viene inquadrato anche all’interno delle depressioni.

Mc Elroy afferma che questa forma di dipendenza si mnanifesta nelle fome depressive meno gravi ed è collegato in maniera specifica al concetto di autostima. Una ricerca di Faber ed O’Guinn (1992) mostra come i compratori compulsavi abbiano un punteggio di autostima molto più basso rispetto ai normali consumatori. Infine, sempre O’Guinn e Faber in una ricerca (in Patterson, 2003) sottolineano l’aspetto “anti-depressivo” dello shopping compulsivo. Nella loro indagine chiedevano ai soggetti di terminare la seguente frase: “compro soprattutto quando…” trovando che il 43% dei soggetti intervistati avevano finito la frase facendo riferimento a sentimenti negativi come prima opzione e il 30% come seconda o terza opzione. In totale l’85% dei soggetti affermava che il loro umore migliorava in seguito all’acquisto. Faber aggiunge anche che la maggior parte dei compulsive buyers coinvolti nella ricerca si sentivano più facilmente e frequentemente annoiati, arrabbiati, depressi, stressati e obesi rispetto alla popolazione normale.

L’inscrizione di questo disturbo nel quadro delle depressioni viene confermato anche dalla cura farmacologia con l’utilizzo di antidepressivi che ne migliorano la sintomatologia.

 

 

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