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LE DIVERSE FORME DI DIPENDENZA

Sarebbe particolarmente interessante fare una distinzione tra diverse forme di dipendenza. Queste sono:

* dipendenza fisica: stato di ipereccitabilità recondita che si sviluppa nel S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale), successivamente ad una somministrazione prolungata di una sostanza. Essa si manifesta sia attraverso dei sintomi oggettivi che soggettivi dopo la brusca interruzione della somministrazione della sostanza. La dipendenza fisica si riferisce quindi ad una alterata condizione fisiologica, che richiede la continua somministrazione della sostanza al fine di prevenire la malattia acuta che origina dalla sua carenza (sindrome di astinenza). La dipendenza fisica è dunque caratterizzata dalla sindrome di astinenza.
* dipendenza psichica: è un altro importante elemento costitutivo della tossicodipendenza. Essa può essere coincidente alla dipendenza fisica, può non essere presente, oppure può esistere in assenza di dipendenza fisica. Sono caratteristiche della dipendenza psichica le sensazioni soggettive di instabilità a livello psichico, soprattutto rispetto ad una eventuale ricaduta nell’uso della sostanza, che viene definita tecnicamente craving. Questo timore può creare insicurezza nel paziente, condizionandone il comportamento e rendendone difficile il distacco completo dalla sostanza. Eppure, la ricaduta nell’uso di sostanze è un evento molto comune, al punto da poter essere considerato come una costante nella storia naturale della dipendenza da sostanze ed anche del suo trattamento. La dipendenza psichica non ha segni obiettivi che si possono valutare quantitativamente, ma rappresenta un legame sottile e durevole tra il paziente e la sostanza stessa.
* dipendenza sociale: è l’adattamento dell’individuo alla sua nuova condizione di tossicodipendente. Egli infatti, si organizza in gruppi che hanno come base culturale una particolare sostanza, ad esempio, l’alcool, la cocaina ecc. La dipendenza sociale è uno dei momenti più difficili nel momento in cui si vuole interrompere il rapporto tra il paziente e la sostanza.


In realtà, il concetto di dipendenza fisica e quello di dipendenza psichica comprendono in essi una dicotomia tra la mente ed il corpo, che diventa sempre meno valida man mano che le basi fisiologiche e biochimiche della psiche vengono meglio conosciute.
Tutti dipendiamo da qualche cosa o da qualche persona, da più cose o da molte relazioni, ma nessuno si affida a queste dipendenze in maniera volontaria e continua, in modo distruttivo ed ossessivo. A determinare il passaggio dall’uso alla dipendenza di una sostanza è, probabilmente, uno stato di mancato equilibrio e di agitazione intima, di disordine mentale e di incertezza, o nientemeno di vero e proprio tormento, che porta a creare con l’oggetto scelto un rapporto di subordinazione sempre più grave. Questo perché è solo quell’oggetto in grado di offrire sollievo. Nella dipendenza da sostanze quindi, come del resto in tutte le altre forme di dipendenza, l’oggetto può agire da protesi, da stampella, cioè essere funzionale alla salvaguardia di certi obiettivi e di certe capacità della persona. La sostanza da cui si dipende si trasforma in un tramite per sperimentare stati mentali, emozioni ed esperienze d'insieme di sé molto differenti.
A questo punto, questo Essere-Altro, che viene assicurato dall’oggetto- sostanza, permette di ampliare in maniera ripetuta e infinita i limiti e le sensazioni dell’individuo, facendogli sperimentare nuove percezioni e possibilità emotive, comportamentali e quindi mentali. Questo meccanismo, va avanti fino a quando l’oggetto diventa una stampella sempre presente e fedele in grado di garantire una “stabilità” fisica e mentale. Ed è chiaro che, quanto più forte e sconvolgente è l’effetto dell’oggetto- sostanza, tanto più l’individuo sarà portato a congiungersi a questo oggetto “salvifico e straordinario”.
Eppure, dietro gli effetti prodigiosi della sostanza, si celano delle conseguenze che, in alcuni casi, possono essere anche molto gravi. Le sostanze infatti, sembrano avere tutte un effetto “piacevole”, ma questa sensazione di piacere, non è altro che un errore della percezione della realtà che può talvolta avere particolari conseguenze. Il danno ineliminabile di ogni dipendenza è la negazione delle proprie dinamiche interiori, spesso di confusione e di sofferenza. Inoltre, è probabile che si verifichi un peggioramento dei pensieri distruttivi, di patologie o di alterazioni contestuali alle quali la persona aveva creduto di trovare soluzione nel rapporto con la sostanza- oggetto. Senza contare inoltre, gli effetti collaterali, quali ad esempio, tachicardia, rischio di emorragia cerebrale, ansietà ed insonnia, provocati dall’uso- abuso di anfetamine e di altri stimolanti, oppure apatia, problemi di concentrazione e amnesie soprattutto negli anziani a causa dell’uso- abuso di benzodiazepine e ansiolitici in generale. Il disagio dunque non resta mai inerte sotto una corazza chimica, ma il dolore resta nello stesso punto di prima, proprio dove lo avevamo lasciato, e le sofferenze psicologiche si aggravano progressivamente.

 

 

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