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Definizione
L'alcol è una sostanza psicoattiva in grado di produrre gratificazione, sedazione, tolleranza, dipendenza fisica e di provocare danni alle strutture cerebrali e ad altri organi di primaria importanza come cuore e fegato. Una volta ingerita la molecola dell’alcol viene rapidamente ASSORBITA e DISTRIBUITA nel nostro organismo, per poi essere  METABOLIZZATA  dallo stomaco ma soprattutto dal fegato che è l'organo più esposto ai suoi effetti tossici, sino alla sua completa ELIMINAZIONE. Il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali) distingue la dipendenza da alcol dall’abuso di alcol, definendo la prima condizione patologica della seconda. Chi dipende dall’alcol infatti, manifesta tolleranza, che è il risultato dell’adattamento dell’organismo alla presenza dell’etanolo; controllo alterato, che è l’incapacità di smettere o limitarsi nel bere; e dipendenza psico-fisica che implica uno stato psicologico caratterizzato da un forte craving (desiderio) per l’etanolo.

Il DSM IV definisce l’alcolismo un Disturbo a genesi multifattoriale bio-psico-sociale: BIOLOGICO in quanto, le ricerche attuali mostrano che l'alcolismo tende ad essere ereditario. PSICOLOGICO perchè spesso l’abuso di alcol è secondario a un disagio psichico. Ed infine SOCIO-AMBIENTALE in quanto anche l’ambiente in cui si vive e si lavora influenzano la dipendenza.


Fattori di rischio
I soggetti più a rischio sono le DONNE, che avendo meno acqua nel loro corpo, rispetto agli uomini, subiscono più effetti tossici. Inoltre c’è una differenza tra i sessi anche nell’età media di esordio, solitamente più tardiva nelle donne che sono spesso spinte da una motivazione psicologica a differenza dell’uomo spesso indotto alla dipendenza da problemi sociali. Altro rischio è la GRAVIDANZA e l’ALLATTAMENTO. Se la mamma abusa di bevande alcoliche durante la gravidanza può svilupparsi nel feto la malattia nota come FAS:“Fetal Alcohol Syndrome”, che rappresenta il complesso delle anomalie fisiche mentali e comportamentali, inerenti allo sviluppo funzionale di un bambino, causate dall'alcol. Anche dopo la nascita i rischi continuano. L'allattamento al seno di una donna etilista, infatti, provoca nel bambino un’intossicazione. Non c'è una cura per la FAS quindi è importante prevenirla per prima cosa con l’informazione.

Altro fattore rischio è una STORIA DI ALCOL IN FAMIGLIA, spesso figli di alcolisti manifestano problemi di identificazione,  difficoltà nell’esprimere se stessi, disturbi della propria immagine a volte di natura fobica, ipocondriaca o isterica; disturbi di elaborazione dell'aggressività, dell'affettività, ed inoltre l’aggressività che spesso manifesta un alcolista induce un figlio ad assumere un carattere ossessivo, che prima o tardi si trasformerà in una forte depressione e il profondo sentimento di vergogna può indurlo anche a negare la malattia del genitore, con l’intento di preservare un immagine buona e forte, che possa fungere da punto di riferimento. Altro rischio è l’ETÀ in particolar modo 2 fasi della vita: l’ADOLESCENZA e la VECCHIAIA.

I motivi che solitamente spingono i ragazzi ad assumere alcol possono essere: il piacere del rischio, di trasgredire, per scarsa autostima, o assenza di obiettivi, e soprattutto spesso per una forte dipendenza dal gruppo; Sono a rischio anche le persone anziane, in quanto è risaputo che un forte consumo di alcol può portare deficit di memoria e quindi aumentare la possibilità di contrarre l’Alzheimer; Altrettanto dannoso è mescolare FARMACI E PSICOFARMACI con l’alcol i quali esaltano gli effetti di quest’ultimo. Questo rischio è soprattutto comune tra gli anziani,ma anche tra gli adolescenti, che spesso per “moda” associano questa sostanza con altri stupefacenti.

Un ultimo fattore rischio  ma non meno importante  è la GUIDA DI VEICOLI, l’alcol è infatti spesso causa di numerosi incidenti stradali.

 

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