Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornato sulle attività ed i servizi dello Studio e sui nuovi articoli di MenteSociale!

Privacy e Termini di Utilizzo

diventa fan

{tab=Recensione}
locandinaCuriosa quanto condivisibile la definizione che il regista stesso, alias Eugenio Cappuccio, fornisce del suo film: “E’ un film sul lavoro, ma anche sulle persone che lavorano…è un affresco di sgradevolezze…Giorgio (Pasotti, il protagonista - N.d.R.) ci fa un po’ da Virgilio nel rappresentare la sgradevolezza generale”. Sulla sgradevolezza di fondo siamo assolutamente d’accordo, il *divertimento* che alcuni critici hanno provato guardando il film non è che mera “risata amara” sulle spalle di quei poveracci che si vedono “segati”(=licenziati)…
Di questo si parla in “Volevo solo dormirle addosso”, di una mission impossible all’italiana: un manager, stimato e benvoluto da tutti i colleghi, si ritrova improvvisamente costretto a licenziare in soli tre mesi gran parte del personale (ben 25 unità su 90), per ordini superiori di nuova gestione. Questo manager si chiama Marco Pressi ed ha la fortuna di essere interpretato da un brillante Giorgio Pasotti, che insieme al collega Massimo Molea, anche lui insuperabile nei panni dell’imprenditore senza scrupoli, salva il film dalla catastrofe. Altro nomignolo (fastidioso) di Pressi è “il muerto”: così lo definisce la sua aspirante fidanzata Laura, che tenta faticosamente di ritagliarsi uno spazio all’interno dell’ansimante vita di Marco, stacanovista fino all’osso (ma si dovrebbe dire: fino in bagno…). Ad un tratto, irrompe nell’esistenza del protagonista Angelique, l’avvenente angelo nero che lo ipnotizza dal cubo di una discoteca;  ma anche questa pare essere solo una parentesi: Pressi non cerca l’amore vuole solo dormire addosso, un contatto affettivo momentaneo che dura il tempo di una notte, o al massimo sei mesi. D’altronde questa è la filosofia del film, la cui fine coincide con l’inizio: “Niente progetti: solo desideri e obiettivi. Desideri e obiettivi”.
In definitiva questo dramma aziendale, tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Lolli, si rivela niente di più che un film stereotipato, dal primo all’ultimo frame. I colletti bianchi sono rigorosamente milanesi, come pure la ragazzetta snob tutta frivolezza e battiti di ciglia (in questo ruolo la pur graziosa Cristiana Capotondi è perfetta), la panterona di turno è bella ma povera e di colore, la manager laboriosa è chiaramente giapponese e il boss tutto raffinatezza che cade sempre in piedi è, toh, francese - le ripetute giustificazioni di Cappuccio che sostiene di aver scelto “le donne, non i colori, il simbolismo…” non ci convincono neanche un po’.
Più che film realistico, una macchietta del reale - basti pensare alla colf sudamericana, unica nota positiva e davvero esilarante del film, che appella quotidianamente Pressi col suo accento strascicato “Hombre de mierda!”, oppure alla frase tormentone che si ripete costantemente in tutta la pellicola “TI STIMO MOLTO”, quasi una lusinga allo spettatore affinché non abbandoni la sala in piena proiezione… A voi la scelta…

star1.gif

{tab=Scheda tecnica}
Regista: Eugenio Cappuccio
Anno di produzione: 2004
Produzione: Italia
Durata: 96 minuti

{tab=Curiosità}

Il film è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia

{tab=Riconoscimenti}
Il film non ha ricevuto riconoscimenti

Studio di Psicoterapia MenteSociale

studio mix

Indirizzo: Via dei Castani 170, 00171 Roma
ideaCon i mezzi pubblici lo Studio è vicino a: metro C fermata Gardenie, Tram 19 e Tram 15, numerose linee di bus

Email: info@mentesociale.it

Telefono: 0664014427

ORARI DI SEGRETERIA ED APERTURA AL PUBBLICO:
Lunedì dalle 10.00 alle 13.00
Martedì dalle 10.00 alle 13.00  (anche Sportello Psicologico)
Mercoledì dalle 17.00 alle 20.00
Giovedì dalle 10.00 alle 13.00 (anche Sportello Legale)
Venerdì dalle 10.00 alle 13.00
ideaIn altri orari o giorni è possibile lasciare un messaggio in segreteria, sarete ricontattati il prima possibile.

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.