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moviePillola di Film

{tab=Recensione}
locandina

“Difficile capire le belle storie di donne per uno spettatore uomo. C’è una differenza  che convive con la vita delle donne che è molto difficile rapire e, per noi uomini, molto difficile capire. C’è un universo di esperienze, di emozioni, di culture, di linguaggi, di sentimenti che costituiscono un territorio di racconto pericoloso. Non so se mi sbaglio ma la prima parte di questo film di Scorsese è una bella storia di donna. Non è un manifesto né una denuncia della condizione, ma è la storia di una donna americana in cerca di sé in un luogo cinematografico tipico del viaggio e della scoperta, la lunga, larga, piccola provincia americana.” ( Walter Veltroni)

Il film inizia con un fotogramma dal sapore antico: una bambina che canta nel cortile di casa e che non ascolta i richiami della mamma. Alice diventa donna e affronta la vita con il coraggio che è parte integrante della condizione femminile. Lo spirito di bambina ribelle deve ben presto fare i conti con i comportamenti tipicamente maschili, la  rudezza e la   prepotenza del marito e  l’estrema vivacità del figlio che fanno spesso crollare il suo apparente equilibrio. I suoi desideri sono stati messi da parte ma tornano a rivivere alla morte di Donald  quando deve cercare un lavoro per sopravvivere. Da questo momento Alice e suo figlio Tommy  incominciano un lungo viaggio che ha come mèta Monterey, la città dove la protagonista ha vissuto nell’infanzia. Questa ricerca rappresenta un inconscio recupero della sua identità, dei suoi desideri e delle sue aspettative per il futuro. Alice incontra uomini apparentemente gentili con i quali cerca di instaurare un nuovo legame ma quello che sembrava un nuovo e promettente inizio rivela ancora una volta la falsità e la prepotenza di cui lei stessa è stata vittima in passato. Il viaggio continua mentre Alice mette a dura prova se stessa adattandosi ad ogni tipo di lavoro (cantante, cameriera). Il figlio rappresenta il suo passato e il suo futuro, il legame che la spinge a farsi domande e a riprendere ogni volta in mano la forza per ricominciare a credere e a sperare in  una nuova vita. Monterey diventa un traguardo ideale, un’isola felice  in cui far rivivere i  desideri della sua infanzia  cioè diventare una brava e affermata  cantante. L’incontro con David  interrompe il suo viaggio, un percorso a ritroso che sembra aver perso la vitale   importanza, l’unica possibile strada per un futuro diverso.  Si innamora e questo sentimento riesce a farla fermare perché è finalmente cresciuta, quello che  David  gli offre è un sentimento vero e reale, sicuro come la fattoria in cui potrà finalmente mettere le radici e credere in se stessa. Alice non abita più qui perché è diventata donna, ha scoperto che i desideri infantili possono trasformarsi in una solida realtà, un recinto in cui coltivare altri sogni, un amore diverso che  potrà restituirle  sicurezza e la fiducia nella vita e nei legami affettivi che nel passato, come nuvole nere, hanno minacciato la sua felicità. E da nomade, senza fissa dimora, Alice troverà finalmente la sua vera casa.

 

vota_star_40


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Regia : Martin Scorsese

Anno:  1974

Produzione : Stati Uniti

Genere : drammatico

Durata : 112’

{tab=Curiosità}

Non ci sono curiosità

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1975 Premio Oscar per miglior attrice protagonista a Ellen Burstyn  - 1975 Nomination Palma d’oro al regista M. Scorsese

 

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