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moviePillola di Film

{tab=Recensione}
La nostra vitaFilm come La nostra vita sono ossigeno per il cinema italiano d’autore troppo spesso soffocato da pellicole di “mocciana” ispirazione e svilito da imbarazzanti cinepanettone.
Daniele Lucchetti dirige con semplicità e accuratezza un film lineare, talvolta zoppicante in fase di sceneggiatura ma comunque capace di raccontare con passione, lucidità e poca retorica la realtà italiana delle periferie urbane, popolate da un nuovo proletariato che ha ormai irrimediabilmente perso i semplici valori delle origini a favore di una morale basata sulle apparenze e l’adorazione del dio denaro. La Roma delle borgate, degli immigrati e dei palazzinari dai loschi traffici diventa simbolo dell’Italia dei nostri giorni, un paese dal tessuto etico lacero dove l’illegalità non indigna più di tanto, il malaffare regna e ogni mezzo è concesso per raggiungere il proprio tornaconto.
Questa Roma torbida fa da sfondo alla vicenda di Claudio, trentenne operaio edile che, dopo la tragica e improvvisa scomparsa della moglie Elena per complicanze post parto, si ritrova solo a dover crescere tre figli. La sua elaborazione del lutto diventa una sfrenata corsa all’oro, una spasmodica ricerca di agiatezza economica nella folle illusione che i soldi possano mettere a posto qualsiasi cosa e colmare un vuoto e un assenza che diventa sempre più dolorosa giorno dopo giorno. Claudio si butta in un affare troppo grande per lui e, quando la situazione gli scivola di mano, non ha altra scelta che chiedere aiuto al fratello e alla sorella, quei parenti che sono come i tacchi, “scomodi ma aiutano”.
Ottimo il cast, nessuno escluso. Elio Germano –meritatissima la palma d’oro all’ultimo festival di Cannes- giganteggia, mette d’accordo critica e pubblico, si fa carico di gran parte della buona riuscita del film. L’attore romano coglie nel segno grazie ad una interpretazione impeccabile, spontanea e intensa dimostrando, una volta per tutte, di essere ormai pronto per mettersi alla testa di una schiera di attori di nuova generazione capace di rendere onore ai grandi del nostro passato.
Bravo Raoul Bova, bravo e coraggioso: raccogliendo la sfida lanciatagli da Lucchetti smette i panni del bello di turno o del super-poliziotto per indossare quelli di un uomo fragile, insicuro e imbranato. Credibile, esperimento riuscito.
La nostra vita non è un capolavoro ma di certo è un film sincero ed onesto e, di questi tempi, non è poco…

vota_star_30
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Regia: Daniele Lucchetti
Anno: 2010
Sceneggiatura: S. Petraglia, S. Rulli, D. Lucchetti
Durata: 98 min.
Nazione: Italia

{tab=Curiosità}

Non ci sono curiosità

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Festival di Cannes 2010: palma d’oro miglior attore protagonista Elio Germano

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