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{tab=Recensione}
locandinaSiamo a Roma, in un quartiere di periferia, Val Melaina, in fila, in attesa di un posto di lavoro, di un uomo che da là, sulle scale, ci chiami per dire che possiamo finalmente lavorare, “attacchini” ci chiameremo, ma ci serve una bicicletta. E da qui cominciano i problemi. Sì, perché con qualche sacrificio, la si riesce ad avere, ma poi tutto svanisce, già dal primo giorno di lavoro, mentre ci troviamo sopra una scala ad attaccare un manifesto di Rita Hayworth eccola là la bicicletta, nelle mani di un furfante che la porta via, insieme ai nostri sogni di un futuro migliore, di un cambiamento nella nostra vita e in quella di nostro figlio.
Inizia così quello che è considerato il capolavoro neorealista di De Sica, sceneggiato da Cesare Zavattini ed ambientato alla fine degli anni ’40 a Roma, città devastata dalla guerra che tenta una sua ricostruzione, un cambiamento, così come il personaggio principale, Antonio (Lamberto Maggiorani), alla ricerca disperata della sua bicicletta, una ricerca anche evolutiva e relazionale, che percorre assieme al piccolo Bruno (Enzo Stajola), suo figlio, per le strade di Roma, dal Centro a Porta Portese, da Piazza Vittorio a Via Ostiense, un percorso, quasi un pellegrinaggio, col susseguirsi di emozioni diverse: dalla felicità di un’occupazione, allo sconforto per una speranza perduta, alla rassegnazione per la propria condizione, fino alla disperazione di un atto estremo.
Premio Oscar come miglior Film Straniero nel ’49 e Nastro d’Argento nello stesso anno (più altri numerosi premi), il film caratterizza, come detto, il filone neorealistico italiano attraverso la struttura temporale, la distanza della camera dalla scena degli eventi - quasi in un rispettoso distacco-, l'ingaggio di attori non professionisti ed infine l’uso di ambienti reali.

vota_star_40
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Regista: V. De Sica
Anno di produzione: 1948
Produzione: Italia
Durata: 92 minuti

{tab=Curiosità}

Non ci sono curiosità

{tab=Riconoscimenti}
Premi Oscar 1950: miglior film straniero
Golden Globe 1950: miglior film straniero
National Board of Review Awards 1949: miglior film, miglior regista
British Academy Award per il "miglior film"
Nel 1958 il film venne dichiarato come il terzo miglior film di tutti i tempi dopo La corazzata Potemkin e La febbre dell'oro da una giuria internazionale di critici in occasione dell' Esposizione universale di Bruxelles.

Studio di Psicoterapia MenteSociale

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