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{tab=Recensione}
locandinaUna rivelazione, questo film di Kiarostami. Autore iraniano più che convincente nelle vesti di regista e, soprattutto, più che degno di essere chiamato “autore”. Sotto gli ulivi è ambientato su un set cinematografico, per l’esattezza quello di E la vita continua, film dello stesso regista che risale al vicino 1992. Idea formidabile perché, oltre a mettere in evidenza tutte le difficoltà in cui si trovano coinvolti tutti coloro che partecipano alla realizzazione di un film, si parla anche di sentimenti, di vita sociale e di problemi relativi alla ancora evidente divisione di classi. Un giovane tutto fare diventa attore e, innamorato della studentessa che si improvvisa attrice, fa di tutto per convincerla a sposarlo. La sceneggiatura è semplice, molto realistica, estremamente dolce. Tutti tifiamo per quel giovane uomo che non ha potuto studiare da giovane ma che si trova ad avere un cuore tanto grande da voler accogliere l’amore della ragazza. Tutti siamo tristi quando lei si rifiuta addirittura di rivolgergli la parola e la detestiamo nel lunghissimo piano sequenza finale, in cui lui la insegue tra gli alberi con una perseveranza davvero invidiabile. Finale aperto, su cui si può (e si deve) riflettere.
La regia di Kiarostami è molto attenta a ciò che mette in scena, ma forse lo è ancora di più a ciò che lascia fuori campo. È l’interazione tra ciò che si vede e ciò che resta nascosto a dare il senso all’immagine. L’uso dell’immagine nell’immagine è molto frequente: i personaggi sono spesso ripresi incorniciati da un finestrino, uno specchietto, una porta… Metacinematrofia allo stato puro. Il paesaggio, poi, è mostrato negli ampissimi piani sequenza che usano costantemente campi lunghi e lunghissimi.
Il cameracar iniziale ci introduce nell’ambiente in cui il film verrà girato e ci accompagna in un viaggio che vive tra la fantasia ed il reale. Sappiamo che si tratta di un film ma, incredibilmente, finiamo col dimenticarlo.

vota_star_50
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Regista: A. Kiarostami
Anno di produzione: 1994
Produzione: Iran - Francia
Durata: 103 minuti

{tab=Curiosità}

Non ci sono curiosità

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Non ci sono riconoscimenti

Studio di Psicoterapia MenteSociale

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