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{tab=Recensione}
locandinaLe storie dei profughi, in qualunque parte del mondo, sono sempre segnate dal dramma: il dramma del dover lasciare la propria terra, la propria famiglia, per trovarsi immersi in nuove culture che li considerano "diversi", nel migliore dei casi, se non pericolosi, la reazione più comune. E' sorprendente, e grave, che il cinema non abbia mai colto appieno questa dimensione, trattando il più delle volte questo argomento attraverso lo stile e le caratteristiche del "film-inchiesta", riducendo così il lato umano a mero strumento per lanciare accuse, peraltro condivisibili, ad istituzioni sociali e politiche.
Mira Nair, trasferitasi da Nuova Dehli in America, ha vissuto sulla propria pelle quel dramma. Lo racconta, arricchendolo con i conflitti generazionali che naturalmente si generano in virtù di differenti appartenenze culturali: padri contro figli, tradizione contro innovazione, amore contro indipendenza. Attraverso la storia di Ashoke (Irrfan Khan, padre e marito amorevole ma dagli occhi malinconici) e Ashima (madre forte e fragile al tempo stesso, interpretata dalla bravissima Tabu), sposi promessi emigrati negli USA, e dei loro figli, Gogol (nome a cui è legato il destino del titolo, le cui contraddizioni e conflittualità trovano un posto privilegiato nel volto e nel corpo di Kal Penn) e Sonia (Sahira Nair, brava a dar spessore ad un personaggio secondario), e attraverso i contrasti che caratterizzano i rapporti tra loro, dai vestiti che indossano alla musica che ascoltano, la regista indiana riesce ad esporre quel dramma, senza pietismi o cedendo al pittoresco. E facendo intendere, senza troppa,facile, enfasi, che al di là di ogni diversità o paura reciproca, il mondo in cui viviamo è davvero globalizzato. Non grazie ai tanto strombazzati processi economici, ancora in mano ad un'oligarchia non incline a spartizioni, ma in ragione di valori socio-culturali realmente condivisi da tutti i popoli.

vota_star_30
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Regista: N. Nair
Anno di produzione: 2006
Produzione: India, Stati Uniti
Durata: 122 minuti

{tab=Curiosità}

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