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locandinaLa tematica su cui s’incentra tutto il film, che registra l’esordio alla regia del cantante Federico Zampaglione, è la difficoltà della convivenza con l’altro, l’estraneo, il diverso. Intento nobile, perseguito efficacemente senz’ombra di retorica buonista: giocandoci l’ennesimo “tiro mancino”, Zampaglione sceglie il tono della commedia (rigorosamente black style) per insinuarsi graffiante nei pregiudizi della nostra società, in cui un’eterofobia neanche troppo latente è sempre pronta a puntare il dito verso qualcuno che si avverte come diverso e dunque minaccioso (associazione arbitraria, eppure puntualmente messa in pratica).
Così, l’acquisto della villetta bi-familiare in una “Valle [tutt’altro che] Serena” darà inizio a un vortice di equivoci, fraintendimenti, fobie, in un climax ossessivo e maniacale che coinvolge senza sosta. La misteriosa coppia che abita di fronte a Vittorio e Marina (alias i formidabili Luca Lionello e Claudia Gerini, insieme già sul set di “The Passion”) ha, in apparenza, poco di rassicurante: lui (un eccellente Emilio De Marchi) è il rumeno Slatko, impegnato in loschi traffici di mobili. Lei (una sfacciata Anna Marcello, sguaiata e sensuale) una spregiudicata lavoratrice che “sembra faccia dei servizi in un motel per camionisti”. Tutte le colpe di qualunque circostanza saranno dunque attribuite subito agli “odiosi vicini”, in una degenerazione di odio e sospetti (ma anche incubi e allucinazioni) che porterà solo guai. Lo stile di regia è scoppiettante e camaleontico, pronto a strizzare l’occhio alla tradizione e ai grandi generi cinematografici (si pensi al sapore western della sequenza con Adriano Giannini), ma altrettanto smanioso di cedere il passo ad uno sperimentalismo che affascina nel suo essere multiforme e multisfaccettato. Il cast si dimostra di altissimo livello, con una grandiosa Cinzia Leoni nei panni della madre/suocera che si sente abbandonata. Garantito un gran finale, con colpi di scena e battute importanti, fra cui l’imperativo che regge il messaggio del film: “bisogna fermarsi in tempo”. Scrollarsi di dosso i congeniti pregiudizi e, magari, lasciarsi andare.

vota_star_40
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Regista: F. Zampaglione
Anno di produzione: 2006
Produzione: Italia
Durata: 90 minuti

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