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{tab=Recensione}
locandinaL’ultimo film-rivelazione del regista di In Good Company, About A Boy e American Pie colpisce nel segno: dissacrante, ironico e accattivante, prende di mira, oltre all’America in toto, il mondo marcio dello star-system, ormai globalizzato ed esteso a tutti i paesi occidentali e non. Basti pensare all’inedita figura, maldestra e caciarona, di un presidente (degli USA, ovviamente: qui Mr. Bush è più che evocazione) versatile e persino simpatico, grazie all’irresistibile Dennis Quaid, in ordine: bambinone, capriccioso, pigro, ignorante, vanitoso, ridicolo, ma anche democratico, patriottico e, in fondo, buono.
La trama, pur giocando su piani e personaggi estremamente diversi fra di loro (marines, ebrei, first ladies, aspiranti stelline televisive e terroristi per caso), è incentrata sulla frenetica voglia di emergere di giovani non-talenti, pronti a tutto pur di accaparrarsi il titolo di vincitori del programma televisivo più popolare d’America: “American Dreamz” (da cui il titolo del film).
Tiene le fila di tutto il vorace macchinario mangia-vite dello spettacolo televisivo il cinico e brillante Martin Tweed, il grande burattinaio (che ricorda di riflesso la figura meschina e un po’ patetica del suggeritore-segretario di stato, a cui dà vita il grande Willem Dafoe), un conduttore finto e senza scrupoli dalle manie d’onnipotenza e dall’ego smisurato, che vanta l’interpretazione di un incredibile Hugh Grant, probabilmente alla sua migliore prova professionale.
Pare che il film sia stato un vero e proprio flop in America. Chissà perché. Forse ad aggravare ulteriormente la situazione c’è il fatto che in questa giostra metacinematografica – dove il piccolo schermo si tuffa nel grande e la tv fa paradossalmente da protagonista- il richiamo ad un reality show contemporaneo, chiamato guarda caso American Idol,  si sente fin troppo.
Ogni riferimento è dunque puramente volontario, in questo film cattivo e tagliente fino alla fine.

vota_star_30
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Regista: P. Weitz
Anno di produzione: 2006
Produzione: Stati Uniti
Durata: 107 minuti

{tab=Curiosità}

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{tab=Riconoscimenti}
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