{tab=Recensione}
locandinaUn colpo di pistola a bruciapelo, un collaboratore tradito e un microchip d'inestimabile valore rubato. Stacco. Franz termina il suo turno di notte posteggiando l'autobus nel terminal dell'aereoporto di Fiumicino, dove viene raggiunto e minacciato da un gigantesco e spietato strozzino di nome... Titti! Sono i primi cinque minuti dell'opera prima di Davide Marengo e rappresentano l'esempio migliore, quasi un manifesto, del nuovo "genere" cui essa appartiene: la "commedia-noir".
Ambientata nella notte di Roma, trai sanpietrini lividi del Lungo Tevere che riflettono la luce gialla dei lampioni, la pellicola segue la vicenda di Franz, autista di bus ingenuo e perdente, a poker come nella vita, e Leila, o Alessia, o Francesca, truffatrice bugiarda e malinconicamente sfuggente, due opposti che il destino getta nel mezzo di una lotta spietata per un microchip che può rovinare un personaggio molto potente. A dar loro la caccia, da un lato, c'è Matera (Ennio Fantastichini, straordinario come sempre), ex-agente dei servizi segreti duro ma gentile, perseguitato dai rimpianti del passato; dall'altro, ci sono Garofano (Francesco Pannofino, ottimo attore oltre che bravissimo doppiatore di George Clooney, che sfata così il luogo comune: "ottimo doppiatore-pessimo interprete") e Diolaiti (un Roberto Citran eccezionalmente freddo e spietato), coppia efferata come i killer di "LE IENE" e, al tempo stesso, comica come Stanlio e Ollio. Il mistero del microchip si dipana tra sparatorie, tradmenti e inseguimenti mozzafiato in autobus.
Il giovane Marengo si muove tra commedia e thriller con disinvoltura e con un po' di quella "pazzia consapevole" che hanno tutti gli esordienti di talento con alle spalle una promettente gavetta. I suoi due protagonisti, suoi amici di vecchia data nella vita, lo aiutano non poco con le loro interpretazioni: la Mezzogiorno, finalmente libera dai ruoli di trntenne isterica, diverte e si diverte con i seducenti atteggiamenti della doppiogiochista Leila e Mastandrea conferma di essere uno degli attori più sottovalutati dal nostro cinema. Giovani e talentuosi registi (Marengo, ma anche Daniele Vicari) se ne sono resi conto e questo è un altro dei motivi per cui fare il tifo per loro.

vota_star_20
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Regista: D. Marengo
Anno di produzione: 2007
Produzione: Italia
Durata: 104 minuti

{tab=Curiosità}

Non ci sono curiosità

{tab=Riconoscimenti}
David di Donatello 2007: miglior canzone (La Paranza e Mi persi di Daniele Silvestri)

MenteSociale

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