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Venerdì 21 Aprile,       workshop esperenziale 

 

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{tab=Recensione}
locandinaCristine ha rabbia ed odio dentro di sé. Rabbia ed odio per chi gli ha portato via un marito e due figlie che amava. Rabbia ed odio per Jack (Benicio del Toro) che vorrebbe morto a tutti i costi.
La vita di Cristine è pervasa, per la maggior parte del film, da un sottile velo di tristezza che copre in parte anche quella di Paul, una vita imperfetta, una compagna egoista e un male apparentemente curabile. E copre quella di Jack, uomo di fede senza fede.
La vita di Cristine ricorda quella di Amelìe (Audrey Tatou) de “Il favoloso mondo di Amelìe” (2001) di Jean - Pierre Jeunèt ("Delicatessen").

Cristine piange. Un incidente automobilistico ha distrutto in un attimo quell’idea di famiglia felice che tutti sognano e che la protagonista sembrava  possedere. Cristine piange tra le braccia del padre in ospedale. In un altro momento, Cristine (Naomi Watts) piange tra le braccia di Paul (Sean Penn) sempre vicino nel momento del bisogno. Cristine piange nel bagno di casa, di fronte allo specchio, mentre tenta senza successo di dimenticare tutto con un po’ di droga e qualcosa da bere. Cristine piange, mentre ascolta l’ultimo messaggio del marito, lasciato nella segreteria telefonica.
Cristine ha rabbia ed odio dentro di sé. Rabbia ed odio per chi gli ha portato via un marito e due figlie che amava. Rabbia ed odio per Jack (Benicio del Toro) che vorrebbe morto a tutti i costi.
La vita di Cristine è pervasa, per la maggior parte del film, da un sottile velo di tristezza che copre in parte anche quella di Paul, una vita imperfetta, una compagna egoista e un male apparentemente curabile. E copre quella di Jack, uomo di fede senza fede.
La vita di Cristine ricorda quella di Amelìe (Audrey Tatou) de “Il favoloso mondo di Amelìe” (2001) di Jean - Pierre Jeunèt ("Delicatessen").

Anche quel film era pervaso da un sottile velo di tristezza seppur felice e non disperato. Amelìe probabilmente non è nient’altro che l’altra volto di Cristine. L’attrice francese interpreta, con magistrale fisique du role, una ragazza a cui la vita non sembra aver dato nulla se non la possibilità di vivere infelice per il resto dei suoi giorni. Eppure, come insegna Pollyanna, la protagonista del romanzo omonimo di Eleonor Porter, la vita è meravigliosa ed è un bene che anche le altre persone che non lo sanno, se ne accorgano. E così, la vita di Amelìe si trasforma e diviene qualcosa di magico. Le emozioni positive che il film trasmette, sembrano trovare il corrispettivo contrario nel film “21 grammi”, che trova il proprio vigore nelle emozioni trasmesse di rabbia, odio, senso di colpa, vendetta, disperazione. Emozioni negative che aiutano lo spettatore a riflettere. A riflettere che forse la vita non è poi così tanto meravigliosa. Ed ecco di nuovo Amelìe. Amelìe che aiuta un cieco ad attraversare la strada raccontandogli dei rumori e dei colori della vita. Che si innamora e viene ricambiata di un amore speciale, magico, mentre il vento gli accarezza i capelli, correndo in motorino per le strade di Montmartre. Di nuovo Cristine. Cristine giovane vedova innamorata, che aspetta Paul, in una stanza d’ospedale, accanto all’uomo che doveva morire e con un bambino che ha voglia di nascere, nuova vita, nuovo amore. La telecamera inquadra ora la protagonista. Inquadra il suo sorriso che a fatica può essere immaginato dallo spettatore, altri tempi ed alter ego del sorriso a tutto campo di Amelìe.

“21 Grammi” si muove saltando da un fotogramma ad un altro, coinvolgendo lo spettatore e la sua memoria. Film ben fatto e ben interpretato, consigliato a chi ha voglia di riflettere ed uscire dal cinema con una sensazione di incolmabile tristezza ed al tempo stesso, di incredibile felicità per la propria vita.

vota_star_40
{tab=Scheda tecnica}
Regista: Alejandro González Iñárritu
Anno di produzione: 2003
Produzione: USA
Durata: 125 minuti

{tab=Curiosità}

Per il regista, "21 grammi" è ... <<...una riflessione su ciò che compone la vita: perdita, dipendenza, amore, senso di colpa, coincidenza,  destino, speranza e redenzione>> (Iñárritu)

{tab=Riconoscimenti}
Agli Oscar 2004, candidata come miglire attrice è Naomi Watts. Statuetta che va a Charlize Theron per "Monster".
Sean Penn è proclamato miglior attore per il film "Mystic River".

Studio di Psicoterapia MenteSociale

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