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Di nuovo un film su un gruppo di amici, ancora attorno ad una tavolata di confronto: siamo tornati al periodo delle Fate Ignoranti?
Ferzan Ozpetek:
Magari si ripartisse da lì, saremmo tutti molto più leggeri. No, qui la storia riguarda un gruppo di persone che scegliendosi i propri amici hanno creato una vera famiglia, che un po’ li protegge da ciò che avviene nel mondo esterno. In questo film avevo bisogno di condividere con gli attori, abbiamo fatto un lungo lavoro a casa, discusso ogni scelta di sceneggiatura. Vedete, nella mia famiglia, dopo questo film, posso dire che si sono aggiunte altre persone.

castQuesto film rispecchia in tutto il suo modo di vivere, anche a livello politico?
F. O.:
Non parlo direttamente della politica nel film, faccio solo sentire le emozioni, poi è stato un caso fortuito che in questo momento ci sia un tipo di dibattito simile: io penso che i DICO siano un’ottima cosa, due donne che fanno finalmente un disegno di legge importante. Per me non conta la sessualità delle persone, ma i loro diritti. Comunque, volevo raccontare sentimenti, senza andare sul sociale come in “Cuore sacro”. C’è una grande bontà anche in questo film, ma questo è il mio ambiente, la mia vita, è così, non volevo raccontare l’esterno, ma i sentimenti di un gruppo di persone di front alla morte.

Aleggia un senso di precarietà nel film, come lo avete vissuto?

Stefano Accorsi: Trovo che ci sia uno sguardo di grande amore su tutti i personaggi del film, per questo lo sviluppo della storia non è disperante, ma positivo: i momenti di crisi ci sono, ma è un film che va a favore della famiglia: alla fine, si riescono a superare i problemi solo tutti insieme.
Pierfrancesco Favino: Altro che senso di precarietà: queste persone reggono perché sono gruppo. In una società che ti spinge a dire che stai bene con te stesso, da solo, c’è una persona che ti propone la necessità degli altri per essere felice: è un tema rivoluzionario. L’esterno entra in questo contesto: la necessità dell’altro per essere in vita.
Luca Argentero: Il mio personaggio, Lorenzo, è semplicemente una persona innamorata. La mia preparazione è stata guidata e portata dalla mano di Ferzan, che è riuscito a darmi quelle indicazioni che mi aiutassero a entrare nel personaggio. E poi ho scoperto cosa provano le donne quando baciano un uomo con la barba, ecco l’insegnamento che ho portato a casa!
P. F: Premesso che sono contento di avere timore di tutte le scene, perché vuol dire che sono vivo, dopo quella del nostro bacio, durante cui abbiamo pensato ognuno a cose sue!, ci siamo effettivamente scambiati i consigli sulla rasatura!

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