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locandinaGiovanissime vite sbandate, condite da primi amori, droghe leggere, famiglia assente e corse clandestine.  
Il regista -alias Luca Lucini, alle prese con il suo primo lungometraggio - fornisce la definizione forse più appropriata del film, chiaramente ispirato all’omonimo libro di Federico Moccia: “…la più bella storia d’amore che un adolescente possa sognare”. Ed in effetti è proprio di questo che si tratta: una storia d’amore inevitabilmente costruita secondo parametri surreali, quei parametri che sorridono al cuore gonfio di speranza di un teenager che vive le sue prime esperienze; "Tre metri sopra il cielo" non è che un continuo ammiccamento ai suoi sogni, pieno com’è di ogni topos possibile ed immaginabile dell’universo adolescenziale: la prima volta, le amicizie 'vere' cresciute fra motorini e banchi di scuola, le cattive compagnie, la famiglia borghese tutta regole e niente affetto, la scuola (privata) che non capisce e non aiuta, le droghe leggere, i debiti di gioco, gli amori clandestini, la dedica sul muro (o sul ponte!), le corse proibite... Tutto studiato nel minimo dettaglio per strappare l’applauso di un pubblico giovanile, fino a calcare palesemente la mano con i vari piercing tatuaggi sms e cantanti più in auge del momento (Tiziano Ferro, Le Vibrazioni...).
Se vogliamo dirla tutta, non solo le situazioni proposte ma anche i personaggi sanno di stereotipo: il bel tenebroso - interpretato al meglio da un notevolissimo Riccardo Scamarcio - violento e sbandato che riesce a sedurre la brava studentessa - ovvero Katy Luoise Sounders, la piccola Sibilla di "Un viaggio chiamato amore" - portandola sulla famosa cattiva strada e finendo per innamorarsene perdutamente; l’amico simpatico ma sfigato (Pollo alias Mauro Meconi, ottimo interprete anche del recente "Fate come noi") che se la fa con l’amichetta un po’ facilotta di lei (Pallina, Maria Chiara Augenti); il fratello affermato di Step che pensa solo alla carriera e dimentica l’amore, una madre che si fa scoprire col suo amante, un padre che non ha più autorità, un altro che ridiventa ragazzo per una partita a biliardo...
Altra nota inevitabilmente stridente, i buffi nomignoli dei protagonisti, alla lunga più che fastidiosi: Step e Babi già fanno ridere, ma Pallina e Pollo proprio non si possono sentire!
Mettendo da parte tutto questo (e non è poco!) la visione di questo film può risultare anche piacevole, soprattutto grazie ad una perfettamente azzeccata voce fuori campo che congiunge frame su frame: il dj di Radio Caos che fa tanto "Noi siamo i giovani" e che dissemina dal primo all’ultimo minuto improbabili pillole di spicciola saggezza, tutte consacrate al mito del carpe diem, del vivere al meglio il presente: "Forza fratellini, spingete la vostra vita a tutta velocità..."

vota_star_30
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Regista: L. Lucini
Anno di produzione: 2004
Produzione: Italia
Durata:  101minuti

{tab=Curiosità}

Non ci sono curiosità

{tab=Riconoscimenti}
Non ci sono riconoscimenti

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