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{tab=Recensione}
locandinaPollo e Curry (scelta dei nomi davvero infelice) sono due rampolli dell'alta borghesia romana. Bocciati all'esame di maturità, convincono le loro famiglie a mandarli in vacanza in India con la scusa di ritrovare la famiglia d'origine di Curry, facendo leva sul senso di colpa dei suoi genitori adottivi. Ma il loro vero scopo è quello di evitare i rimproveri e le ripetizioni di Latino a cui sarebbero sottoposti a seguito della bocciatura...
Ebbene sì: Pollo e Curry sono due ragazzini odiosi! Due antipatici figli di papà "fancazzisti" che passano le loro giornate a sputare ai passanti dai loro lussuosi attici. Francesca Archibugi non fa nulla per renderceli più simpatici nè nasconde errori e colpe dei loro genitori, assenti e colpevolmente incapaci di trovare un senso alle vite di quegli "alieni" che chiamano figli. Un quadro tristemente analogo a quello dei "tremendi sotto il cielo" di "mocciana" memoria. Laddove, però, Federico Moccia faceva dei suoi Step, Babi e Gin (sigh) dei simboli assoluti, validi a rappresentare, nella sua presuntuosa e assai furba visione, un'intera generazione di "gggiovani", la Archibugi ha il pregio di "estirpare" eventuali derive sociologiche per fare quello che ogni buon narratore dovrebbe fare: raccontare una storia. Non a caso, i suoi Pollo e Curry (sigh), in un momento del film, gridano: "noi non siamo TUTTI gli italiani, siamo soltanto noi due!" Non "simboli", dunque, ma persone, che attraverso il loro viaggio in India e l'incontro con una dottoressa italiana membro di un'associazione umanitaria (Giovanna Mezzogiorno) finiranno, inevitabilmente, col trovare se stessi. Forse è proprio questa ingenuità, questa infinita speranza con cui circonda i suoi due personaggi, il vero peccato commesso dalla Archibugi. Un peccato criticabile, senza dubbio, ma altrettanto indubbiamente preferibile a quello di presunzione commesso da chi si pone "tre metri sopra il cielo" a guardare il mondo...

vota_star_20
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Regista: F. Archibugi
Anno di produzione: 2006
Produzione: Italia
Durata: 106 minuti

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